Cronobiologia e cicli planetari – parte II

Dalla Luna  passiamo al Sole.

Se consideriamo il ciclo annuale del Sole con le sue stagioni vediamo che la Luna in un mese compie la stessa evoluzione generale che il sole compie in un anno. Tutti questi fenomeni ciclici hanno un andamento che può essere centrato in quattro momenti focali. Nell’anno solare sono le quattro stagioni, i momenti angolari sono i solstizi e gli equinozi.

Il Solstizio d’inverno, momento di massimo buio,  corrisponde al concepimento. E’ l’apice di un processo di raccoglimento e  di ritiro delle energie che è già in atto dall’autunno. La luce solare dell’inverno penetra nelle profondità della terra e vi proietta le forze che alimentano la vita che si manifesterà nella futura primavera. Mentre la terra diviene spoglia di vegetazione, la forza vitale si concentra alle radici delle piante, nell’humus della terra. Le forze della Natura riposano nel grembo della terra e, mentre nel mondo di “superficie” tutto è freddo e oscurità, viene segretamente intessuta la trama della vita del nuovo anno. Anche l’uomo in questo periodo è più propenso all’introspezione, al lavoro interiore, alla riflessione, o all’ideazione di nuovi progetti. E’ la Nigredo dell’anno.

Con l’Equinozio di primavera, le Forze della natura tornano visibilmente attive, si passa dallo stato yin allo yang, è la nascita effettiva dell’anno, tanto che anticamente il capodanno europeo coincideva con la Pasqua. Siamo all’alba del nuovo anno: Albedo.

goldencc3Questo risveglio della Natura avviene in concomitanza con l’aumentata attività, in questo periodo, di quella “radiazione cosmica” di cui si è detto nella prima parte dell’articolo. L’aumento dell’attività di questa irradiazione unita a una maggiore recettività della “biosfera” terrestre determina una vera e generale “panspermia” che coinvolge tutti i processi formativi e che raggiunge la massima attività nei mesi di aprile -maggio. Come detto questa irradiazione passa per la mediazione della Luna, pertanto la massima azione viene svolta di notte. Da questo irradiamento cosmico viene a formarsi, in contatto con l’atmosfera, un agente -dagli spagyristi detto Nitron – che si presta ad essere veicolato dai fenomeni atmosferici, le “meteore”: neve, pioggia, rugiada…. In questa forma esso “feconda”, l’Umido radicale della Terra.

Al giungere del Solstizio d’estate, le forze della natura diventano sempre più attive e attirano l’uomo fuori di sé, aumentando il suo interesse per la vita esteriore. Il processo dell’anno giunge alla sua massima esteriorizzazione: la Terra stessa si apre all’Universo, nelle calde notti d’estate la volta celeste si apre in tutta la sua maestà, mentre i giorni si fanno massimamente luminosi.  Le forze eteriche del pianeta giungono alla massima esaltazione. Le piante portano in aria i sali che hanno estratto dalla terra. Secondo R. Steiner in questo periodo l’atmosfera terrestre è sotto la massima influenza del principio “sulfureo”, associato al calore dell’aria – nelle fasi alchemiche corrisponde infatti alla Rubedo. Questa massima “solarità” però può essere persino ingannevole: l’uomo preso dal vigore della Natura è completamente distolto dalla propria interiorità e totalmente proiettato nella vita esteriore. dem meridNell’aria rarefatta e calma della canicola estiva in pieno giorno, fase di massima solarità (apparente),  nel momento in cui la realtà si fa quasi irreale e come “sospesa”,  l’uomo sperimenta quell’insidia psicologica che gli antichi personificavano nella figura mitologica del “demone meridiano”, l’indolenza.

Le correnti “sulfuree” che in questo periodo salgono dalla terra, secondo lo Steiner portano con sé forze ahrimaniche, che trascinano l’uomo verso una sensualità sfrenata. Assopiti dall’indolenza “meridiana”, gli uomini sono in balìa degli istinti del corpo, aggressività, sessualità quasi compulsiva ecc., spingendoli verso un’ottusità animalesca… Non è un caso se il picco di testosterone che determina questi impulsi si raggiunga proprio nei mesi estivi; mentre in inverno vi è il picco i cortisolo, l’ormone del “ritiro vegetativo”.

Questo processo “terrestre” è in parte bilanciato dalla caduta, nel mese agostano, di meteoriti, le “stelle cadenti” popolarmente dette. Con esse piove sulla terra del ferro cosmico, detto appunto sideron, cioè derivato dagli spazi cosmici. Con questo ferro furono forgiate le prime armi dei tempi mitici, associati agli antichi eroi, quando la siderurgia umana era agli albori e l’estrazione dal sottosuolo era assai rara. Questa nuova irradiazione cosmica bilancia gli influssi terrigeni e innalza la Volontà nell’uomo.

La lotta “alchemica” fra il Ferro e lo Zolfo impuro prosegue fino alle soglie dell’Equinozio d’autunno, portando finalmente un bilanciamento, emblematicamente raffigurato nel segno che si apre in questo equinozio, la Bilancia.

bilancia

Si ottiene in questo periodo anche un nuovo equilibrio fra la fase di luce e quella di buio, e al tempo stesso comincia ad invertirsi il processo dell’anno, incomincia cioè la fase di rivolgimento verso l’interno, sia nei processi vitali del pianeta, sia in quelli psicologici dell’uomo. Si apre la fase in cui il lavoro cosmico svolto nelle fasi precedenti può essere raccolto e introiettato, è il periodo in cui si “raccolgono i frutti”, in cui c’è il coronamento finale e ultimativo di un processo. E’ il periodo della saggezza della maturità. E’ anche il momento dell’anno in cui l’uomo può consapevolmente ritrovarsi nella propria interiorità e calarsi di nuovo in un lavoro spirituale.

Alchemicamente è l’Auredo, dell’oro di cui si tingono i vegetali in questa fase ultimativa dell’anno prima del grande sonno dell’inverno.

Tutte queste tappe seguono sempre uno schema quadripartito: di concepimento/nascita/culmine/declino (quest’ultimo mettendo capo nella morte-rinascita di un nuovo ciclo). Si osserverà, di nuovo, che questo processo macroscopicamente in atto nell’anno solare si rispecchia anche nel mese lunare (che è una piccola sintesi del “lavoro del sole” in 28 giorni), e nell’arco della stessa giornata.

Bibliografia ragionata

Le opere di R. Steiner da cui sono state tratte alcune delle idee qui esposto sono:

Il corso dell’Anno come Respiro della Terra, ed. Antroposofica.

L’Esperienza del Corso dell’Anno in Quattro Immaginazioni Cosmiche, ed. Antroposofica.

per la parte invece attinente all’interpretazione alchemica dei processi planetari, la letteratura tradizionale è piena di riferimenti. Potrei indicare come “specifico” il testo di D’Espagnet, Trattato ermetico della Fisica reintegrata, (1623), pubblicato da Phoenix,1984.

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