Il cancro nella Medicina Antroposofica

Come ho accennato nel mio articolo sulla Tripartizione della fisiologia, secondo la Medicina Antroposofica vi sono forze contrapposte che guidano i processi di espansione e strutturazione. Le forze di espansione sono legate al corpo eterico; quelle di controllo e di strutturazione, che agiscono limitando le prime in senso quasi “centripeto”,  sono legate principalmente all’Io.

74111caca63fb61680163d041590bdb0b0bb26f4Queste due forze tendono a bilanciarsi fisiologicamente, secondo un equilibrio che tuttavia si modifica nel tempo. Come avevo  già detto le forze di “strutturazione”assumono un’importanza maggiore, con prevalenza dei fenomeni di sclerosi e in tarda età. Ciò in realtà non avviene per un aumento delle forze di strutturazione. Sono piuttosto le forze moltiplicative eteriche che si riducono progressivamente “sublimandosi”, si trasformano in forze di pensiero. Ad esempio con la menopausa le forze eteriche dell’ovaio subiscono una metamorfosi e diventano energie disponibili per lo sviluppo spirituale. Anche se in minor misura però, anche le forze di strutturazione si evolvono e trasferiscono la loro azione dal piano fisico-eterico a quello spirituale, trasformandosi in forze di pensiero. A sua volta lo stesso pensiero dovrà poi trovare un secondo livello di forze in grado di strutturarlo e contenerlo, in caso contrario si ha la schizofrenia.

Ora, le forze accrescitive eteriche potrebbero tuttavia, al momento opportuno, non trasformarsi effettivamente. Si crea così squilibrio tra le forze accrescitive e quelle strutturanti: 1) le prime non si trasformano a sufficienza e 2) le seconde – come detto – si riducono. E’ così che si generano le neoplasie.

E’ dunque una carente trasformazione delle forze vegetative a causare le neoplasie. Se terminata la crescita di un’organo o la sua funzionalità, queste forze vegetative o di crescita non subiscono un processo di metamorfosi restando sul piano eterico sotto forma di “isolotti di organizzazione” (espressione coniata da Steiner), temporaneamente quiescenti. Ad esempio tumori al seno, all’utero, alla prostata, insorgono in genere nelle fasi di vita in cui questi organi hanno perso la loro funzionalità, se le forze vegetative che li hanno retti non sono state trasformate adeguatamente. I tumori più frequenti sono quelli del Sistema del ricambio (apparato digerente, genitali ecc…); il sistema nervoso è invece il meno colpito, poiché in esso è stata spinta al massimo la potenza di “strutturazione”, a discapito però della capacità vegetativa di rigenerazione e riparazione. Il concetto di “isolotti di organizzazione” legato alle forze eteriche di un organo permette anche di dare una, sia pur parziale, spiegazione della localizzazione della formazione neoplastica.

descartes1bPer Steiner il cancro deve essere considerato come un “organo dei sensi erratico”. Ciò perché negli organi sensoriali, il Corpo astrale e l’Io, una volta formatesi le strutture, devono “ritirarsi” affinché questi organi possano svolgere la loro funzione percettiva. Questo è del tutto fisiologico trattandosi del polo sensoriale, ma è patologico negli altri poli. Ritirandosi dagli organi del “ricambio” le forze dell’Astrale e dell’Io lasciano il campo a forze eterico-vegetative rimaste quiescenti ed anche a forze terrestri extracorporee. Fra queste “forze terrestri” si debbono ritenere incluse tutta una serie di influenze esogene compresi fattori psichici, traumi, o anche influenze sottili e invisibili.

E’ bene notare che fra questi “aspetti scatenanti” spesso si colloca una frustrazione o un dilemma interiore non risolto, assopito ma che perdura da tempo. Questo tipo di attività si attua sul piano del corpo astrale. Generalmente questo processo drena forze al corpo eterico poichè esso dovrà sopperire alle carenze del corpo astrale, rigenerando ciò che in esso viene danneggiato. Alla lunga questi processi sottraggono all’eterico la capacità di sopperire alle sue normali attività e insorgono disturbi funzionali ad esempio stanchezza, insonnia, comparse anomale di macchie o nei, o fattori vari generalmente trascurati e che possono annunciare un quadro di pre-cancerosità. In genere se si somministrano rimedi omeopatici per trattare i tumori questi stadi regrediscono, segno allora che si era in presenza di una effettiva pre-cancerosi. In genere il tumore effettivo  si scatena quando compaiono cellule mutate, e si instaura se le difese immunitarie (in genere NK, e linfociti T citotossici) non sono in grado di eliminare rapidamente le cellule mutanti.

E’ essenziale, per guarire davvero da questa patologia, rafforzare le difese dell’organismo ma soprattutto potenziare le capacità strutturanti dell’organismo e favorire l’evoluzione delle forze eteriche non trasformate. [E’ abbastanza evidente che  nulla di tutto ciò viene svolto dalle terapie convenzionali attuali].

mistletoe

R.Steiner intuì profonde potenzialità terapeutiche nel vischio (viscum album). La prima caratteristica notevole è che il vischio è un emiparassita in quanto ha bisogno di crescere su un albero ospite, da cui trae la linfa, pur avendo una fotosintesi autonoma. Si deve notare soprattutto che la presenza del vischio, a differenza di molti parassiti, non danneggia o compromette la vita dell’ospite. Generalmente il vischio cresce acquisendo una forma sferica, bilanciando perfettamente la forza di gravità e la crescita verticale, basso e alto. Il pollone si sviluppa crescendo sempre perpendicolarmente al ramo su cui è attaccato, secondo una modalità propria, a differenza di quasi tutte le altre piane che seguono uno specifico geotropismo. Questo evidenzia come il vischio, unitamente al fatto che non cresce sul terreno, è del tutto indipendente dalle forze tellurico-terrestri, che come detto hanno un certo ruolo sulle forze eteriche non controllate. Sono invece massimamente in azione forze strutturanti autonome che ne garantiscono la forma sferica, e un autonomo sviluppo indipendente sia dal geotropismo che dal fototropismo generale delle altre piante. Anche nel fatto che questa pianta trattiene pochissima acqua si nota l’azione elettivamente strutturante che tende a privilegiare la differenziazione, la specializzazione e l’ottimizzazione rispetto all’accumulo massimo.

Ovviamente questa intuizione non poteva che trovare conferma anche sul piano materiale, precedendo la scoperta, fra l’altro, di una serie di composti antitumorali nella pianta del vischio.

Nota

qui si è trattato l’aspetto sottile o “occulto” dell’azione della pianta, e le sue segnature “comportamentali”. Per l’aspetto biochimico, farmacodinamico e di preparazione farmaceutica del vischio rimando al mio articolo nella sezione di Fitoterapia.

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