Psicologia buddhista e Medicina tibetana

La Medicina Tibetana si presenta – ad un osservatore accademico-  come un sistema sincretico che associa aspetti della medicina ayurvedica e di quella cinese (riflettendo come nell’astrologia tibetana il duplice influsso delle due grandi civiltà, indiana e cinese, con cui il Tibet fu sempre in relazione); inoltre essa veicola una vasta componente di dottrine relative alla fisiologia sottile derivate dal Tantrismo buddhista.

Bayshaja-raja, il Buddha della Medicina
Bhaishajya-raja, il Buddha della Medicina

Formalmente però essa è ritenuta essere un sistema di medicina rivelata (come del resto anche l’Ayurveda). Secondo la tradizione buddhista essa sarebbe stata rivelata dal Sakyamuni, il Buddha storico, nel suo aspetto di Buddha della Medicina a Varanasi.  L’insegnamento è codificato in quattro testi tantrici; è da notare che solo i primi due: il Tantra Radice, e quello delle Spiegazioni, sono stati finora trasmessi pubblicamente e tradotti in lingue occidentali. Gli altri due (il Tantra della Trasmissione orale e il Tantra definitivo) mantengono un aspetto segreto e iniziatico. In tutto, il Canone Medico tibetano si compone di 156 capitoli dei Quattro Tantra medici, più tutta una serie di commenti e opere posteriori di altri medici e monaci.

Secondo la dottrina del Buddhismo Vajrayana, alla base di tutto vi è la Natura della Mente che è pura ed estesa come lo Spazio. Essa è pura consapevolezza, ed è la radice di ogni manifestazione e di ogni non-manifestazione. In questo Spazio assoluto, si manifestano le cinque pure luci, che sono l’aspetto più sottile delle energie dei cinque elementi, sostanziate di pura radianza e assolutamente pure, costituenti il Mandala della Realtà originaria e assoluta, della Mente di tutti di Buddha.

Quando da questo livello puro, si crea un “offuscamento”, una Ignoranza originaria (sanscr. Avidya), si crea un primo perturbamento dello Stato originario. Sorge allora come prima manifestazione, la Mente nel suo aspetto super-sottile.  Sorge la visione relativa e dualistica: è l’origine del Samsara. A questo livello si pongono già dei fattori karmici che inclinano la mente super-sottile, realtà priva di forma, verso il successivo processo incarnativo (processo già presente nella dottrina buddhista come il “Sorgere interdipendente” e che, nel secondo Tantra medico, si esplica  in una descrizione dei processi sottili del concepimento).  All’Ignoranza originaria seguono tre Veleni, tre forze “cosmiche” super-individuali che causano la manifestazione condizionata di tutti gli esseri: esse sono la Rabbia, l’Attaccamento e l’Ottundimento (o Illusione).  A questo livello si parla di “Medicina” del Dharma, il cui livello è quello del mondo senza forma (arupa-loka) e ha come fine l’Illuminazione.

Per successiva densificazione del processo si manifesta l’apparire di una Mente Sottile, che è già una forma di coscienza individuale, la quale ormai volge verso l’incarnazione fisica, a causa del karma e grazie all’incontro dell’ovulo con lo spermatozoo, oltre che ad altri fattori secondari (le energie sottili e grossolane dei Cinque Elementi). Gli Elementi (Spazio, Aria, Fuoco, Acqua, Terra) non sono altro che il precipitato “inquinato” delle cinque pure Luci (Blu, Verde, Rosso, Bianco, Giallo); essi creano il Mandala dell’Universo samsarico del corpo e della mente. Gli Elementi sottili e grossolani (riferiti cioè a due diversi ordini di manifestazione, una invisibile e una più “densa”) non sono altro che il modo di apparire delle Cinque Pure Luci, ad una coscienza che ha ormai perso la consapevolezza dello Stato originario.

Avvenuto il concepimento nella matrice, si sviluppa l’embrione umano, formandosi in primis la struttura sottile ed energetica che regge lo sviluppo somatico del corpo. E’ su questo livello che si articola la fisiologia tantrica.5858_602055296486130_1565502744_n I veicoli sottili dell’essere incarnato si compongono di un sistema esteso di chakra (tibet. Korlo, ruota) e di canali energetici, il livello più superficiale dei quali è rappresentato dai meridiani di agopuntura. il numero complessivo dei canali varia da 21.600 a 72.000 (a seconda del Tantra di riferimento, infatti non sono solo i Tantra medici a darcene notizia). Nei canali scorrono i “venti”, particolare forma di energia sottile; nei mantra ad esempio i suoni vocalici sono femminili e scorrono nei canali sottili, che hanno qualità maschile e corrispondo ai suoni consonantici. I canali di agopuntura sono solamente lo strato più esterno di queste nadi. Oltre ai venti nei canali sono collocate le gocce (sansc. bindu; tibet. Tigle).

Le “gocce” sono numerose e  corrispondono ad aspetti energetici associati ai vari chakra. Inoltre alcune di esse svolgono un particolare ruolo in relazione ai tipi di coscienza di cui sono il veicolo.

la mente grossolana (coscienza ordianria dell’uomo) risiede al chakra della corona. E’ responsabile del sonno, della veglia, dei limiti della coscienza ordinaria. Essa è correlata alle cinque coscienze sensoriali. La mente sottile risiede nel chakra del cuore, ha relazione con lo stato di sogno ed è il serbatoio delle esperienze, consce e inconsce, della vita attuale. Essa ha sede nella “goccia del cuore”, composta dalle due gocce bianca (maschile) e rossa (femminile) che derivano dai genitori alla nascita. Al momento della morte questi due componenti si scindono e causano le visioni bianche e rosse nei primi stadi del trapasso (cfr. Bardo Thodol, libro tibetano dei Morti). Le pratiche yogiche del Tantra hanno la finalità di far riassorbire in questa goccia sottile, durante la vita, i venti del corpo sottile. La mente estremamente sottile – il cui livello non viene esperito coscientemente dall’uomo comune-  corrisponde allo stadio di sonno profondo senza sogni e riceve le esperienze della mente grossolana e di quella sottile. Costituisce la sede della continuità delle esperienze nelle varie incarnazioni. Essa risiede nella Goccia indistruttibile che non viene distrutta al momento della morte e di cui la goccia bianca-e-rossa del cuore non è che l’involucro temporaneo per una sola incarnazione.  La goccia indistruttibile detta anche “Chiara Luce Figlia” (essenza individuale trans-personale) ha la Natura della Vacuità e dello Spazio Assoluto della Mente dei Buddha (Tathāgatagarbha) ed è permanentemente inseparabile dal suo veicolo: il vento estremamente sottile.  Lo stadio ultimativo delle tecniche del Tantra, e quelle della Mahamudra hanno lo scopo, dopo avere fatto assorbire la mente sottile e i venti sottili (Corpo Illusorio) al livello della Goccia Indistruttibile, di ricongiungere questa mente estremamente sottile detta Chiara Luce Figlia (Sè trans-personale individuale o potenziale di illuminazione individuale) con la Chiara Luce Madre (il Para-Bramahan o Param-Atma delle dottrine hindu) che è la Realtà Ultima (nel buddhismo indicata come “Vacuità”), cosa esplicitamente affermata  nel commentario al Kalachakra Tantra di Geshe Nawang Dargye ed anche nel testo dell’ Uttara Tantra.  La Chiara Luce figlia ha la stessa natura della Chiara Luce Madre e il loro ricongiungimento, risultato delle pratiche della Mahamudra, costituisce l’Illuminazione.

 


 

I chakra principali nel sistema tibetano (sia yogico che medico) sono quasi sempre cinque e non sette, a differenza della tradizione indiana, e sono in relazione con i cinque elementi e, per l’aspetto yogico, con i cinque Dhyani Buddha. [a secondo del tantra di riferimento vi sono delle varianti sul numero di chakra]. I canali principali sono tre come nello yoga hindu, e passano al centro del corpo lungo la colonna. La medicina cinese non conosce questi canali, ma la tradizione esoterica cinese sì e li denomina “canali di spinta” [cfr. “Trattato di alchimia e fisiologia taoista” , Chiao Pi Chen, ed. Mediterranee]. Il canale destro ha qualità maschile nell’uomo, e femminile nella donna; il sinistro è femminile nell’uomo e maschile nella donna. Il canale centrale è neutro. Al canale solare e femminile (rosso) si associa, fra i tre veleni, l’ Attaccamento (soprattutto desiderio sessuale), al canale lunare e maschile (bianco) si associa la Rabbia, e l’Ottusità corrisponde al canale centrale. Dai moti ancestrali di questi tre veleni, si produce nel corpo sottile la qualità dei tre umori, secondo questa corrispondenza:

  • Desiderio –   umore Vento    (tibet. lung, sanscr. vayu)    domina testa e parte superiore del corpo.
  • Rabbia      –   umore Bile          (tibet. tripa, sanscr. pitta)   domina la regione del cuore e la parte centrale del corpo.
  • Ottusità   –    umore Flegma  (tibet. badkan, sanscr. kapha),  domina sull’addome e le parti inferiori del corpo.

Questi  tre forze basali, o qualità, determinano con il loro prevalere la tipologia costituzionale dell’individuo. Ognuno di questi umori poi si sviluppa in cinque sotto-umori, deputato a specifiche funzioni fisiologiche.

Vento

  1. Vento che sostiene la vita – in relazione con tutti i processi corporei, ma governa in particolare la testa e le funzioni sensoriali e cognitive
  2. Vento ascendente – legato al petto e torace, produce i suoni, mantiene la luminosità della pelle, espelle tossine respiratorie e secrezioni da naso e bocca
  3. Vento pervasivo – ha sede nel cuore, regge la circolazione sanguigna e la diffusione delle correnti energetiche.
  4. Vento simile al fuoco – stomaco e intestini, aiuta la trasformazione, i movimenti intestinali e  i processi digestivi e di assorbimento.
  5. Vento discendente – parte inferiore del corpo, responsabile delle deiezioni, delle mestruazioni e dell’emissione del seme.

Vi sono poi altri umori vento minori correlati a ciascuno dei cinque sensi.

Bile

  1. Bile digestiva – agisce sull’esofago, aiuta separare la sostanza nutritiva dagli scarti, e dà calore agli umori-bile.
  2. Bile che colora – corrisponde probabilmente alle funzioni enzimatiche generali del fegato, alla sintesi di molecole bioattive e di “pigmenti”  (l’emoglobina, bilirubina ecc…) da cui il nome.
  3. Bile che realizza – risiede nel cuore, dà orgoglio, determinazione, slancio a soddisfare desideri e progetti (relazione Hun-Shen in medicina cinese).
  4. Bile che vede – associata agli occhi ne favorisce la visione e la distinzione dei colori.
  5. Bile che dà lustro – mantiene splendente la pelle, regge i processi metabolici della cute.

Flegma

  1. Flegma che supporta – responsabile della produzione del muco gastrico, ha sede nello stomaco; è detto così perché sostiene tutti gli altri flegma corporei (cfr. in Medicina cinese, Stomaco come “origine dei liquidi”).
  2. Flegma che decompone – bocca, esofago, stomaco, intestino tenue e colon, regge i processi di digestione di cibi e bevande. Secondo altri autori e interpreti moderni è responsabile anche della maturazione dei linfociti (essendo legato al mediastino che comprende il timo).
  3. Flegma che sperimenta – associato alla lingua e alla differenziazione delle percezioni gustative.
  4. Flegma che soddisfa – localizzata nella testa, regge le sensazioni di appagamento e soddisfazione, per tali relazioni con il lato emotivo del SNC si può supporre una relazione con l’ipotalamo. Altri autori invece suppongo una relazione coi ventricoli cerebrali.
  5. Flegma che congiunge – liquidi interstiziali e sinoviali.

Questo schema ricalca esattamente quello indiano dei tre dosha e dei relativi sub-dosha.

Quanto ai cinque elementi ( che ripeto possono essere riferiti nell’ambito della nostra fisiologia sia al piano fisico che a quello sottile) essi rimandano a diversi ordini di corrispondenze: con i cinque chakra del tantrismo vajrayana -di cui si è detto- e con i cinque skanda (o aggregati) che secondo il buddhismo costituiscono la personalità umana:

  • nama-rupa (nome-e-forma, cioè la base dell’individuazione il corpo fisico)
  • vedana (sensazioni)
  • samjana (percezioni)
  • samskara (fattori composti, cioè le tendenze karmiche).
  • vijnana (coscienza)

che corrispondono nell’ordine a: Terra, Acqua, Fuoco, Aria, Spazio e seguono dunque un ordine di decrescente “densità”. La coscienza (sia pur ordinaria ed “offuscata) è l’ultima a comparire nel processo ontogenetico dell’individuo e nell’embriogenesi, prima l’individuo è guidato dalle funzioni più istintive e poi intuitive di sensazione e percezione, ad ultimo comparendo la funzione cognitiva del pensiero concettuale.196052_446064302085231_1292613999_n

A livello grossolano l’elemento Terra regge i tessuti solidi ( e  bilancia gli eccessi dell’umore Vento), l’Acqua sangue e fluidi corporei (e bilancia gli eccessi dell’umore Bile) , Fuoco le energie elettrochimiche e i processi metabolici (e bilancia gli eccessi dell’umore Flegma) , l’Aria le componenti gassose ( e bilancia gli eccessi di Flegma e Bile),  lo Spazio  regge i processi cognitivi e coscienti ( e ha il potere di guarire tutte le malattie causate dai tre umori sottili).
Per le corrispondenze organi cavi-organi vitali (cfr. zhang-fu in MTC) le nozioni che la Medicina tibetana segue sono più o meno coincidenti con quelle della Medicina cinese, con alcune piccole differenze, soprattutto quella di far corrispondere i cinque organi cavi ai cinque grandi elementi (della tradizione ayurvedica e non ai cinque xing della MTC).
Inoltre si segue una gerarchia e una “geometria” dei rapporti fra gli organi un po’ più complessa.

  • Il Cuore  (elemento: Spazio) è il centro che governa tutta la complessione organica, regge le energie grossolane e sottili, sostiene i processi coscienti e le emozioni in generale. In quanto organo esso è visto come un “frutto” il cui fiore è rappresentato dalla lingua e la cui radice è nell’Intestino tenue. Quest’ ultimo è l’ “attendente della Regina” (Fegato) che estrae le potenzialità dell’elemento Spazio dai cibi le invia al Cuore per mezzo del Fegato.
  • Il Polmone (elemento: Aria) è il ministro del Cuore, chè il Re. La sua radice è nell’Intestino crasso  (l’ “attendente del governatore”) e il suo fiore è nel naso. L’Intestino crasso assorbe i nutrienti e li manda alla Milza (Governatore); le potenzialità energetiche dell’ elemento Aria vengono inviate alla Milza e da questa vanno al Polmone.
  • Il Fegato (elemento: Fuoco) è la Regina che nutre e supporta il Re tramite il sangue. Il suo fiore si apre negli occhi, e la sua radice affonda nella cistifellea.  E’ responsabile dell’emopoiesi, della temperatura corporea e di emozioni quali rabbia e gelosia. La bile digestiva processa l’elemento Fuoco e lo invia al Fegato che lo distribuisce in tutte le direzioni. La vescica biliare contribuisce a nutrire il sangue.
  • Reni (elemento: Acqua) sono l’Ambasciatore o il “ministro degli esteri” che protegge dai nemici esterni che nella medicina tibetana rientrano nel Sistema dell’Acqua. Sono responsabili dei fluidi corporei, del desiderio sessuale, della gelosia in senso stretto e della paura. Hanno radice nella vescica, e  fiore nelle orecchie.
  • La Milza (elemento: Terra) è il “Governatore”, trasforma i principi nutritivi e presiede alla formazione dei tessuti. Essendo correlata all’elemento Terra regge il sistema linfatico ed ha particolare relazione con l’umore Flegma, e con gli stati psichi legati alla lentezza, ponderatezza, riflessione stabilità, ma anche depressione. La sua radice è nello Stomaco, e il fiore nella bocca.

Un ulteriore organo sono testicoli e vescichette seminali (nell’uomo) e ovaio e utero (nella donna) e hanno relazione con le due gocce essenziali bianca e rossa della fisiologia tantrica.


 

La patologia nel sistema tibetano considera tre ordini di livelli: Cause Remote, Ravvicinate e Immediate. Il primo riguarda la radice karmica della stessa esistenza fisica: l’Ignoranza (è il livello karmico che trascende persino lo stato attuale dell’esistenza, tuttavia in questa categoria si collocano anche gli atteggiamenti mentali errati). Il secondo ordine riguarda il livello umorale; gli umori (che di per sè derivano dai tre Veleni) possono vedere il loro equilibrio alterato da fattori dietetici, mentali ecc.. . Questo livello non dà ancora luogo a patologie manifeste se non interviene la causa immediata o ultima: cibi non sani, eccessi emozionali, fattori climatici.

I picchi dei tre umori sono correlati a fattori climatici come le sei stagioni (inizio primavera, tarda primavera, inizio estate ecc..) e anche il territorio influenza ulteriormente il prevalere di uno o più umori.I cibi sono classificati in base all’umore che incrementano con la loro assunzione. I sapori dei cibi hanno invece relazione con le qualità dei cinque elementi (altro livello di possibile azione).

Le patologie riconosciute dalla medicina tantrica sono 404:

  • 101 malattie karmiche
  • 101 malattie psichiatriche (comprese quelle causate da spiriti maligni)
  • 101 malattie umorali
  • 101 malattie miste

Ogni gruppo di questa matrice va poi moltiplicato x 4 (umore, localizzazione, tipologia e aspetto dominante: generando così un quadro complessivo di 1616 disordini patologici. I disturbi mentali sono sovente visti come causati da attacchi di particolari e ben specifiche classi di esseri incorporei che variano in base alla patologia (i loro effetti non sono però limitati al solo ambito mentale). In realtà anche la Medicina cinese -che pure ha perso da molti secoli la base esorcistica- aveva anticamente un fondo sciamanico le cui vestigia rimangono però ancora oggi in certe nomenclature dalla medicina cinese (che parla di vari spiriti che compongono la fisiologia umana), così come negli ideogrammi che compongo termini medici (es. Hun) è presente il radicale di “fantasmi”.


 

Diagnosi e trattamenti possono qui essere solo brevemente accennati.  La diagnosi si avvale della lettura del polso (secondo un modello di distribuzione degli organi nelle posizioni che è pressoché identico a quello cinese, con poche piccole varianti). nei bambini questa lettura non può però essere fatta, affermano i Tantra medici, e verrà sostituita con una speciale lettura delle vene del padiglione auricolare. Si passa così alla diagnosi visiva (osservazione dei segni sulla lingua, orecchie, sclere degli occhi, capelli, urine), altro cardine diagnostico oltre all’ interrogatorio anamnestico del paziente.

Di fronte a disordini lievi essi verranno trattati con la dieta, o anche con adeguamenti dello stile di vita. Quelle più serie vedranno anche il ricorso alla farmacologia (prevalentemente rimedi vegetali, le preparazioni metalliche rientrano in una disciplina tecnicamente di altra origine. Si tratta di una via alchemica del Mercurio, di origine indiana che pochissimi Lama conoscono e di cui dette ragguaglio il prof. Namkhai Norbu nei suoi primi anni di insegnamento all’ Univ. Federico II di Napoli). Vi sono anche i trattamenti digitopressione (kun-ye), agopuntura con aghi d’oro, moxibustione (con un gran numero di erbe e incensi differenti in base al tipo di patologia), bagni e massaggi con pietre calde, miscele di olii e spezie ecc…

Vi sono infine le pratiche spirituali che comprendo, oltre alle specifiche pratiche (sadhana) di autoguarigione, anche un sistema di qi gong tibetano denominato trul-kor  e anche la recitazione  di mantra (compresi dei mantra ‘mondani’ per chi non è buddhista).

 

 

Conformemente allo spirito della medicina tibetana, dedico questo scritto al beneficio di tutti gli esseri senzienti.

 

 

 

 

 

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5 commenti Aggiungi il tuo

  1. Asclepio ha detto:

    Aggiungo solo alcune postille omesse dall’articolo per renderlo meno lungo:
    la psicologia buddhista è più complessa. Essa trova la sua prima sistemazione nell’ Abhidharma e nei suoi vari commentari scolastici il più importante dei quali fu l’Abhidharmakosha di Vasubandu di scuola Cittamatra (V secolo d.C). Le varie costruzioni della struttura della mente nel buddhismo vertono comunque sulla descrizione di un ego (bhuta-atma) o mente ordinaria costruita sui cinque aggregati che ho ricordato nell’articolo. Nella scolastica del buddhismo tibetano, la “mente grossolana” si articola in 5 coscienze sensoriali e mentali e un totale di 51 aspetti divisi in sei gruppi:
    -5 aspetti mentali che accompagnano l’esperienza cosciente ( sensazione, intenzione, discriminazione, contatto, attenzione).
    – 5 fattori mentali (aspirazione, apprendimento stabile, consapevolezza, concentrazione, saggezza).
    -11 fattori mentali virtuosi (non-attaccamento, equanimità ecc…)
    – 6 difetti mentali radice (brama, rabbia, orgoglio, ignoranza, dubbio negativo, visioni errate).
    – 20 difetti secondari(risentimento, rancore, avarizia, ecc…)
    – 4 fattori mentali neutri.

    La mente sottile, come indicato nei Tantra della classe più elevata (Anuttara) presenta una classificazione di 80 aspetti mentali classificati in base al loro essere positivi e negativi e alla categoria maschile, femminile o neutra.

  2. Asclepio ha detto:

    Sulle corrispondenze fra i “cinque elementi” della tradizione greco-indiana e quelli della MTC vi sarebbe molto da dire. Anzitutto vi sono molti autori che contestano la traduzione dal cinese come “elementi” e ritengono piuttosto che i “wu xing” non si riferiscano ad “elementi” non indichino cioè qualità elementari costituenti base della mondo fisico e sottile, quanto dei “movimenti” cioè stadi tipici di un processo ciclico che è alla base della manifestazione.
    In effetti questa osservazione, già avanzata da Guènon non è scorretta sul piano interpretativo ed anche filologico, stando a quanto riferiscono gli esperti di lingua cinese.
    Tuttavia non si può non rilevare, pur fra le differenze specifiche di impostazione (soprattutto legata all’idea di manifestazione ciclica secondo il taoismo, piuttosto che di ordine statico e gerarchico della cosmologia greca ed anche indiana), che una notevole analogia rimanga nei nomi di alcuni “elementi” (es. Acqua, Fuoco, Terra), così come nel numero (sempre 5) e così anche nel fatto che essi possono in entrambi i modelli (cinese e greco-indiano) essere posti in relazione con i punti cardinali e le stagioni. Date queste notevolissime e significative analogie, tradurre wu xing con “cinque elementi” mantiene quindi una certa “consistenza” concettuale e culturale.
    Alcuni autori, come il Dunkenberque, hanno dunque creato un modello di trasposizione analogica fra i wu xing cinesi e i nostri elementi:

    acqua – Acqua (cinese)
    terra – Terra + Metallo (cinese)
    aria – Legno (cinese)
    fuoco – Fuoco (cinese).

    L’elemento etere o spazio non avrebbe corrispondenza ma a ben guardare la sua “centralità” nella cosmologia cinese viene ad essere espressa dalla Terra (osservazione mia).
    Si tratta di uno schema di interpretazione su cui invito tutti a riflettere, lasciando la questione aperta.

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