Le Case in astrologia medica

daniel reiielLe “case” in astrologia sono delle entità astratte ma astronomicamente indiscutibili e rappresentano dei “settori di cielo”, fissi, individuati essenzialmente dai punti cardinali: la proiezione dell’asse zenith-nadir ( medium coeliimum coeli) sull’eclittica e l’asse ascendente-discendente (dove l’eclittica interseca l’orizzonte, l’est e l’ovest), come indicato in figura 1.
Lungo i dodici campi di questa “griglia circolare” scorre lo zodiaco nel suo moto apparente intorno alla terra. Ogni due ore un nuovo segno sorge all’ascendente (I casa) per poi scorrere in senso orario ed attraversare tutti gli altri campi.

 

La prima codificazione di questo sistema risale a Tolomeo. Vi sono vari metodi per calcolare le case e fissare la domificazione, a seconda delle autorità, Placido, Regiomontano, Bachmann, Campano; in questi sistemi solitamente le case occupano lo stesso numero di gradi solo all’equatore e diventano più ineguali salendo verso i poli, a meno che non si usi il sistema delle case “uguali” (30° per ogni casa), il più antico, quello risalente allo stesso Tolomeo, che forse ha anche il vantaggio di aderire al vero senso “simbolico archetipico” del discorso astrologico, senza scadere in algoritmi estremamente complessi ed artificiosi.   Le case sono poste anche in relazione analogica con i segni, per cui la I casa corrisponde per relazione analogica al primo segno (l’Ariete), la II al Toro e così via. In questo caso il segno corrispondente alla casa è detto cosignificante.

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Figura 1

Le case rappresentano i “settori” generali dell’esistenza. La cuspide della I casa è detta ascendente, corrisponde al sorgere del Sole del giorno di nascita, è uno degli elementi più importanti del tema, e di notevole interesse medico. La cuspide della IV è l’Imo Cielo, la VII il Discendente, la X il Medio Cielo, il punto più alto del corso della volta celeste.

Le case poste al di sotto dell’orizzonte sono il settore “notturno del Cielo” (I-VI). Una prevalenza di pianeti in quest’area indica predisposizione all’introversione. La parte diurna del Cielo (VII-XII) predispone all’estroversione. Il settore orientale  (X-III) predispone all’azione; quello occidentale (IV-IX) alla passività.

Sono dette angolari le case citate prima, quelle dell’ascendente, discendente, medio cielo etc. (I, IV, VII, X); sono le più importanti, sono “forti” e rappresentano attività ed autorità. Per analogia corrispondono ai segni cardinali. I pianeti che occupano queste case hanno una particolare influenza – sia in positivo che in negativo. Le case II, V, VIII, XI, sono succedenti, e corrispondono per analogia ai segni fissi. Hanno a che fare con aspetti più materiali dell’esistenza. Le case III, VI, IX, XII sono dette cadenti, sono in analogia coi segni mobili, indicano aspetti mobili, instabili e di cambiamento. Sono case deboli.

 

Sommariamente le case nel loro nome tradizionale e nel loro valore indicano:

  I casa: Vita. Casa forte, angolare (poi spiegheremo cosa vuol dire), del cielo orientale. Indica l’impressione che diamo al mondo e, sul piano medico: l’eredità biologica, la costituzione, la morfologia, l’aspetto fisico. È essenziale osservare che uno dei due Luminari o il pianeta maestro dell’Ascendente o un pianeta importante non formi aspetti sfavorevoli con il punto Ascendente.

  II casa: Lucrum. Casa debole, succedente, riguarda i guadagni, la fortuna e i beni materiali; non ha significato medico.

  III casa: Fratres. Casa molto debole, cadente. Relazioni società, piccoli viaggi, i vicini, soprattutto fratelli e sorelle. Comprende anche gli studi e gli interessi intellettuali. Non ha significato medico.

  IV casa: Genitores. Casa del cielo occidentale, forte, angolare. Il focolare domestico, i familiari e i genitori. Il padre in un tema maschile o la madre in un tema femminile. L’eredità paterna.

  V casa: Filii. Casa succedente, debole. Relazioni affettive, piaceri amorosi, giochi. Soprattutto figli e discendenza.  Dal punto di vista medico ha interesse solo per ciò che riguarda la fertilità, la fecondazione, il concepimento e la discendenza (anche le tendenze e le disposizioni patologiche che possono essere passate agli eredi).

  VI casa: Valetudo. Casa cadente e assai debole. Obblighi e responsabilità. Dal punto vista medico: la salute in generale, le tendenze patologiche, le malattie acute, igiene, alimentazione. Una delle case più significative dal punto di vista medico.

  VII casa: Uxor. Casa occidentale, angolare, forte. Il matrimonio e il coniuge. I contratti, i processi, le associazioni. In generale può riferirsi al periodo fra i 50 e i 65 anni.

 VIII casa: Mors. Casa occidentale, succedente, debole. La fine della vita, l’eredità. Le cause e i processi di morte. Dato il suo significato ha un notevole interesse per l’astrologia medica.

  IX casa: Peregrinationes. Casa cadente, molto debole. Idee ed aspirazioni, le visioni filosofiche, religiose, la ricerca scientifica, le relazioni con il mondo esterno, in generale i “viaggi e le esplorazioni” sia in senso fisico che metaforico. Non ha significato medico.

  X casa: Regnum, honores. Casa orientale, angolare, molto forte. Rappresenta gli onori, i successi e i traguardi sociali e professionali,  la gloria e il potere. Il genitore di sesso opposto, e l’eredità materna. Come età individua “il mezzo del cammin di nostra vita”. Dal punto di vista medico dà informazioni sulla vitalità generale del nascituro.

  XI casa: Amici, Benefacta. Casa orientale, succedente, debole. Le relazioni amicali, il rapporto con amici e sodali, i consiglieri e i collaboratori; non ha relazioni con la salute.

  XII casa: Inimici. Casa cadente, molto debole. Le prove e i patimenti da subire; eventi fatali e ineluttabili che tengono lontani da casa: incarcerazioni, ricoveri etc. Dal punto di vista medico segnala deficit e debolezze organiche, fragilità costituzionali e, soprattutto, può indicare le patologie croniche. È una delle case più importanti per la salute. 

Come si vede, a differenza dei segni e dei pianeti (di cui abbiamo già detto nell’articolo sulle melotesie) non tutte le case individuano parti del corpo umano, e non tutte hanno a che fare con l’astrologia medica. Questa è la differenza più importante. Tuttavia una patologia può avere origine da fattori traumatici, da stress e rovesci finanziari per cui la valutazione di un tema natale dovrà sempre tenere presente il quadro complessivo. Le case di interesse medico sono dunque quelle angolari ed inoltre la VI e la VIII, (la V per ciò che riguarda la procreazione). In generale se un pianeta è in esilio o caduta indicherà una debolezza corrispondente, tuttavia occorrerà studiare anche la posizione rispetto alle case: un pianeta avrà particolare significato medico se si troverà nelle suddette case oppure se sarà maestro di esse, od anche se formerà aspetti significativi coi maestri di queste case (rammentiamo che il Maestro di una casa è solo il pianeta maestro del segno che si trova alla cuspide di quella casa; il pianeta che regge il segno seguente, incorporato nella casa, avrà un valore molto più limitato).

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Gli assi medici

Resta da spiegare come vengo applicate queste conoscenze, integrando la nozione delle case con quella dei segni. Gli astrologici sono individuati da coppie di segni opposti:

  • asse renale : Ariete – Bilancia
  • asse genitale: Toro – Scorpione
  • asse respiratorio: Gemelli – Sagittario
  • asse digestivo: Cancro – Capricorno
  • asse circolatorio: Leone – Aquario
  • asse immunitario e vegetativo: Vergine – Pesci

Questi assi costituiscono dei campi “tematici” di interesse medico. Perché uno o più di questi possa essere “critico” in un tema natale è necessario:

  1.  siano significati dalla sovrapposizione con un degli assi delle Case mediche: principalmente con l’asse VI-XII (secondariamente anche I-VII, e IV-X).
  2. almeno uno dei segni sia occupato da un pianeta violento (gli anereti Marte e Saturno o, fra i trans-saturniani, Plutone e Urano), da uno dei luminari, da un pianeta in esilio o in caduta, dal Maestro dell’Ascendente o da un pianeta che formi un cattivo aspetto con esso (da osservare anche i Maestri delle case VI, VIII, XII).  Rafforza la “criticità dell’asse” l’opposizione di due pianeti in esilio, oppure di due pianeti violenti o di un pianeta violento e di un luminare, a meno che questi ultimi non siano in dignità, nel qual caso non esercitano ruoli nefasti.

Se viene “significato” in senso medico l’asse:

  •  Ariete-Bilancia, ad esempio se la VI casa copre il segno di Ariete e la XII quello di Bilancia (o viceversa), oppure Venere o Saturno in Ariete e/o Marte o Sole in Bilancia, possono esservi malattie croniche renali e disturbi visivi. Si possono prevedere si possono prevedere disturbi cronici agli emuntori renali, con conseguenze soprattutto circolatorie, emicranie e danni alla circolazione cerebrale (Ariete) come sviluppo.
  • Toro-Scorpione, (es. Toro coperto dalla VI casa e Scorpione dalla XII, o viceversa, oppure Plutone o Marte in Toro, Luna o Venere in Scorpione), si possono prevedere affezioni della tiroide, faringe e delle corde vocali, ed anche malattie delle prostata, uretra, genitali. Da notare che secondo alcuni insegnamenti teosofici (specialmente nella Scuola Arcana di A. Bailey, cfr. “La guarigione esoterica“) esiste una particolare e significativa relazione fra il centro genitale e quello dell gola.
  • Gemelli-Sagittario, (es. Gemelli coperto da VI casa, Sagittario dalla XII, o viceversa, Giove in Gemelli e/o Mercurio in Sagittario) vi sarà labilità del sistema respiratorie e predisposizione a patologie polmonari. A rischio anche la circolazione degli arti inferiori e il fegato.
  • Cancro-Capricorno, (Capricorno coperto dalla VI, Cancro dalla XII, o viceversa, Marte o Saturno in Cancro, Luna o Giove in Capricorno), patologie gastriche e soprattutto debolezze costituzionali alle ossa, artrosi, predisposizioni a fratture od osteoporosi.
  • Leone-Aquario, (Leone coperto dalla VI,  Aquario dalla XII, o il contrario, Sole in Aquario o Saturno o Urano in Leone), si avrà predisposizione alle patologie circolatorie e cardiache, disturbi alla circolazione venosa stasi linfatiche.
  • Vergine-Pesci, (Vergine coperta dalla VI casa, Pesci dalla XII o viceversa, Nettuno o Venere in Vergine, Mercurio in Pesci), vi è predisposizione a patologie dell’intestino, possibili anemie (da scarso assorbimento intestinale), disturbi di tipo neurovegetativo, esposizione a tutte le patologie da infezione e da contagio, dalle intossicazioni e contaminazioni, anche di tipo iatrogeno, farmaci da abuso, droghe, danni da psicofarmaci (Nettuno). Soprattutto se è coinvolto Nettuno in questo aspetto gli psicofarmaci andrebbero sempre evitati, anche se si tratta di soggetti psichiatrici, le conseguenze potrebbero essere irreparabili. Contaminazioni da intendersi in senso sia fisico che sottile-energetico (suggestione, invasamento, possessione). Se Saturno o Plutone è congiunto a Nettuno in questa posizione sarà facile prevedere tendenze alla depressione, anche grave od esiziale.

Nel considerare un tema medico è opportuno verificare che non vi siano pianeti violenti che formino quadrature con l’asse VI-XII: questo indebolisce enormemente la costituzione e mina la vitalità. Predispone a patologie letali, o morti improvvise (soprattutto se il pianeta è Urano, che può indicare anche incidenti, interventi chirurgici e malattie improvvise).Sarebbe anche accurato che fra il medico e il paziente non si verifichi questa sinastrìa: se il medico ha Saturno quadrato all’asse VI-XII del paziente, ne causerà probabilmente la morte, o ne pregiudicherà la salute. Andrebbero considerati anche Urano e Marte, specie se il medico è un chirurgo.

 

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Nota – La prima e l’ultima immagine sono opera dell’artista Daniel Reiiel.

 

 

 

 

 

Melotesie e terapia

La spagyria, la cristalloterapia e altre metodiche di cura basate sulla Tradizione hanno il loro cardine in un sistema di fisiologia occulta su base astrologica, che attribuisce parti del corpo a regioni anatomiche ed organi, mentre un altro tipo di corrispondenza, più recente, correla i pianeti pianeti alle ghiandole endocrineuomo_zodiacale_20101002_1234325387
Ovviamente in parte questi ordini di corrispondenze si sostengono reciprocamente dato che le funzioni di un pianeta si rispecchiano con una certa facilità anche negli organi che corrispondono ai suoi domicili.  In questa dottrina tradizionale le corrisponde dei segni prendono il nome tecnico di melotesie

L’enunciazione è piuttosto semplice e generalmente non vi sono che pochissime  discordanze fra gli autori moderni e le autorità della materia:

  • Ariete – parte alta del capo, la bocca, il palato, gli occhi e la vista, il sangue e l’emopoiesi (è domicilio di Marte).
  • Toro – la gola, la lingua, il labbro inferiore, la laringe, la trachea, le corde vocali.
  • Gemelli – le braccia, i polmoni, i bronchi, la parte superiore del torace,  più modernamente possiamo aggiungervi anche il sistema nervoso periferico, la cui funzione rispecchia adeguatamente un domicilio mercuriale.
  • Cancro – lo stomaco e il duodeno, i seni, la parte inferiore dei polmoni,  ma anche il sistema nervoso centrale (encefalo e midollo spinale) ben corrispondono al domicilio della Luna.
  • Leone – il cuore e la circolazione arteriosa, le vertebre dorsali; in parte anche la vista poiché il Sole, di cui Leone è domicilio, si esalta in Ariete (gli occhi).
  • Vergine -l’intestino, il peritoneo, i vasi linfatici dell’addome, le placche di Peyer. L’intestino tenue soprattutto seleziona il nutrimento dallo scarto: la funzione mercuriale di discernere, di separare il vero dal falso, in cui -come diceva Paracelso- consiste tutto il lavoro alchemico. Anche in Medicina Tradizionale Cinese, lo psichismo che corrisponde all’intestino tenue è quella della discriminazione.
  • Bilancia – i reni, ed alcune funzioni delle ghiandole surrenali (corticali), il controllo idrosalino, la sezione lombare della colonna.
  • Scorpione – gli organi genitali femminili (e l’uretra in entrambi i sessi), l’ano, il retto, gli organi di escrezione in generale.
  • Sagittario – l’organo genitale maschile,il fegato, la vescica biliare, l’osso sacro, i femori.
  • Capricorno – lo scheletro, gli annessi cutanei, il tessuto connettivo, i denti, le ginocchia, la cistifellea, la milza.
  • Aquario – il pancreas, l’epifisi (Saturno), le tibie, il sistema linfatico e la circolazione linfatica generale, la microcircolazione capillare periferica, la circolazione venosa.
  • Pesci – il sistema neurovegetativo, i piedi. Alcuni autori recenti, in base alle corrispondenze con i dodici meridiani della Medicina cinese, vi fanno corrispondere l’intestino crasso. Questa relazione specifica però non è attestata nella tradizione occidentale.

Una spiegazione di questo sistema tradizionale – molto antico e comune in tutte le culture- viene fornita in seno alla mistica ebraica: la tradizione cabalistica esplicita le corrispondenze facendo la proiezione del cerchio zodiacale sul corpo in formazione in posizione fetale, che non è in stazione eretta ma circolare, ripiegato su di sé. Forse è possibile che le dottrine cabalistiche derivino questo schema dal modo egizio di raffigurare la dea Nut, il Cielo notturno, che con la postura del suo corpo sembra quasi avvolgersi sulla terra. vivan-denon4

Vediamo come venivano impiegate, ad esempio le gemme, le pietre, i coralli, ed altre sostanze minerali secondo tali segnature, sia come tali, ad esempio sotto forma di monili da indossare e tenere su determinate aree del corpo, sia come “preparati” classici o spagyrici, ad esempio le perle, che potevano essere sciolte in vino ed acido acetico e, così solubilizzate, assunte.

I lapidari medievali e rinascimentali (famosi ad esempio quello di Santa Ildegarda o di Alfonso X di Castiglia) abbondavano di indicazione per l’uso dei cristalli, delle pietre e dei metalli (sia pur con le riserve che i metalli generalmente in molte se non tutte le culture tradizionali erano visti come “impuri” e piuttosto problematici) con una tale ricchezza da stare alla pari con i moderni scritti di cristalloterapia, con la differenza che spesso, quelli moderni riportano – non sempre per fortuna – elementi non desunti da una trasmissione diretta, da una tradizione vivente, ma da apporti unilaterali di autori moderni o almeno da ri-elaborazioni recenti. D’altra parte non possiamo sminuire conoscenze più “recenti” derivate dall’esperienza concreta, dalla pratica diretta, dalle osservazioni radioestesiche degli operatori odierni.

Specie a livello di moda, molto “new age” e poco raffinata, di certo non da “addetti del settore”, si nota che spesso è in voga la ricerca della gemma o delle pietre del segno personale di nascita. In realtà non era questo il modo tradizionale di usare i minerali e i cristalli in funzione astrologica. Tale uso “talismanico” della pietra per la quale c’è maggiore simpatia di segno non è se non un qualcosa che assomiglia più ad un gioco di società o a un vezzo o una curiosità moderna. Anzi diremmo che – in sede terapeutica – non ha alcun senso indossare una pietra del proprio segno, a meno che non vi sia una debilità particolare del proprio Sole di nascita, un suo cattivo aspetto con il signore del segno, oppure un transito negativo etc…

Per capire quale fosse la reale modalità di impiego basta rifarsi all’insegnamento di Paracelso per cui l’astro è guarito dall’astro.  La strategia d’azione è omeo-fisiologica. Le pietre (come anche le erbe) devono andare a bilanciare e rinforzare i settori carenti del proprio cielo natale.
zodiac-anatomy Ad esempio si impiega una gemma (indossandola, portandola incastonata in un monile etc.) del Segno, o dei Segni,  che siano in debilità, sia per la presenza di transiti negativi, sia per il cattivo aspetto dei rispettivi Governatori.  Supponiamo ad esempio che una persona nel suo tema natale abbia Marte in Vergine (predisposizione a patologie infiammatorie intestinali) e che Mercurio, Governatore della Vergine, si trovi in Toro o Bilancia, dove Marte è rispettivamente in caduta o in esilio; questa posizione di Mercurio accentua la patologia propiziata da Marte (se fosse stato invece in Ariete avrebbe reso nullo l’effetto di Marte per “scambio di dignità” ). Il settore della Vergine è dunque un settore debilitato, e la persona dovrebbe compensare questa sua predisposizione di nascita con una pietra del segno (es. citrino,  zaffiro giallo).

Supponiamo che una persona abbia Venere che formi un qualche aspetto con Saturno,  cosa abbastanza sfavorevole per Venere dato l’effetto malefico di Saturno (in ogni caso), accentuato ancor più se l’aspetto è negativo ( es. possibile sterilità); se poi Venere si trovasse anche in un segno di esilio o caduta (es. Scorpione o Ariete) sarebbe lesa in modo particolare. La lesione del pianeta dovrebbe essere compensata con pietre di segnature venusina ad esempio il classico smeraldo.

Si fa notare quindi che esiste per le pietre, così come per le piante, un doppio ordine di segnatura: uno zodiacale (riferito ai segni) ed uno planetario.

Le corrispondenze dei segni sono molte, e dato il grande numero di gemme disponibili (aumentate nel tempo con l’accrescersi delle conoscenze della mineralogia) spesso fra i vari autori si osservano differenti indicazioni. Ne riportiamo giusto alcune, quelle che ci sembrano più verosimili e accreditate, ma sempre con un certo beneficio di inventario. Come per le piante, anche qui ogni pietra può avere più segnature:

  • Ariete:  opale di fuoco, rubino, rodocrosite, corniola rossa, granato, diamante.
  • Toro:    crisocolla, corniola arancione, quarzo rosa, rodonite.
  • Gemelli: quarzo citrino, topazio oro, ambra, occhio di tigre, turchese, acquamarina.
  • Cancro: pietra di luna, opale bianco, perla,  labradorite, avventurina.
  • Leone: ambra, quarzo rutilato, quarzo citrino, topazio oro, rubino, occhio di tigre.
  • Vergine: zaffiro giallo, ametista, giada, corniola rossa, amazzonite, azzurrite.
  • Bilancia: giada, crisoprasio, calcedonio, quarzo rosa, rubellite, pietra lunare.
  • Scorpione: granato, ossidiana, ematite, diaspro, rubino, fluorite.
  • Sagittario: zaffiro blu, lapislazzuli, sodalite, calcedonio, peridoto, sugilite, turchese.
  • Capricorno: onice, diamante, quarzo tormalinato, tormalina nera e verde, malachite.
  • Aquario: opale nero, zircone, zaffiro bianco, onice.
  • Pesci: ametista, acquamarina, kunzite, opale bianco, giada.

Le segnature planetarie sovente sono riportate come:

  • Mercurio:  quarzo ialino (cristallo di rocca)
  • Venere: smeraldo (la Pietra di Lucifero-Venere, con cui la leggenda vuole fosse costruito il Graal)
  • Marte: rubino
  • Luna: zaffiro blu
  • Giove: topazio
  • Saturno: granato.

Tale indicazione per i pianeti è tradizionale e molto antica, risale a Basilio Valentino dal Trattato Chymico-filosofico delle Cose Naturali e Soprannaturali, dei metalli e dei minerali. In Basilio Valentino non viene fornita la corrispondenza del sole ma potremmo far corrispondervi la eliolite, diversi quarzi gialli, la corniola arancione, l’ambra. Altre corrispondenze sono ugualmente attestate e tradizionali: la pietra lunare e la perla per la luna, ed il corallo per Marte.

Significativamente la tradizione astrologica indiana (Jyotish) e l’ayurveda propongono una differente corrispondenza:

  1. Sole: rubino
  2. Luna: perla
  3. Marte: corallo
  4. Mercurio: smeraldo
  5. Giove: zaffiro
  6. Venere: diamante
  7. Saturno: zaffiro blu
  8. Rahu: essonite, la gemma sanscrita gomed
  9. Kethu : occhio di gatto

Rahu e Kethu sono i nodi lunari e, per l’astrologia indiana, sono assimilati a pianeti.

Fabricius-Valentine-208Ritengo che tali “sistematiche” divergenze sulle corrispondenze planetarie potrebbero anche essere messe in relazione con il fatto che l’astrologia indiana pur essendo, per molti aspetti, simile a quella mediterranea ha un differente “orientamento”: siderale, anziché tropicale. Non sappiamo se questo dato possa fondare tali differenti sistemi sinottici ma spesso ho potuto osservare che differenti scuole astrologiche danno spesso luogo a differenti applicazioni mediche. Del resto anche nella numerologia osserviamo che esistono almeno due modelli di riferimento più diffusi (ad es. il 5 come numero mercuriale anziché marziale, a seconda delle “autorità” di riferimento, e così via tutti gli altri). Ci sono forse delle motivazioni oscure e profonde per queste divergenze, forse non del tutto comprese. Ritengo possibile che ad un certo punto dell’evoluzione ciclica una nuova “qualità” possa essere emersa ed aver cambiato il ruolo gerarchico degli archetipi planetari o modificato la qualità della loro azione.

Questo esula per ora, dai limiti di questa trattazione.

 

 

 

 

Temperamenti e qualità elementari

L’antica medicina greca di derivazione ippocratica, che è stata la base anche per la medicina romana, mediterranea e, successivamente, per quella arabo-islamica (tuttora una delle medicine ufficiali della Repubblica Indiana sotto il nome di Unani) affonda le sue radici sul modello cosmologico classico e antico dei quattro elementi, che verrà sistematizzato nella cultura greca soprattutto da Aristotele. Ma questo modello viene da molto più lontano rispetto al periodo “classico” ( cioè il V-IV sec. a.C) e si trasmette verosimilmente già nella Grecia pre-classica, dal mondo delle antiche concezioni cosmologiche della Tradizione unica che nel bacino mediterraneo ha visto una delle sue prime e più alte espressioni nelle scuole dei Templi egizi, presso cui si abbeverarono gli stessi Sapienti leggendari della Grecia e i filosofi di più certa esistenza storica come Pitagora. Al di là del rapporto con l’Egitto, si deve riconoscere nella dottrina dei Quattro Elementi, un tema universale delle civiltà tradizionali del mediterraneo, in grado di prendere successivamente, in sede di sviluppo del pensiero dialettico-razionale in Grecia, una esplicita formulazione di carattere filosofico.

In ambito medico essa trovò la sua espressione nella dottrina dei Quattro Temperamenti, esplicitata per la prima volta in forma scritta da Ippocrate di Kos (460-377 circa a.C.), una delle personalità più importanti, insieme ad Aristotele, per il pensiero della scienza e della cosmologia greca.

Questa dottrina veniva, tuttavia – come abbiamo detto – da molto più lontano, ed andrà anche più lontano… Paracelso ad esempio, critico feroce dell’aristotelismo in medicina e dei medici del suo tempo, tutti di scuola ippocratico-galenica, rese famosa una ben altra corrente medica, di ispirazione esoterico-alchemica che prese il nome di Iatrochimica o Chymica, o Spagyrica, in auge dalla fine del Rinascimento fino quasi alle soglie del XVIII secolo. Tuttavia nessun autore della corrente iatrochimica mise in dubbio la dottrina umorale o quella dei quattro elementi, il cui “glossario” rimase invariato nei secoli del medioevo e della scolastica, e restò un terreno dottrinario universale e condiviso anche dagli Autori di provenienza alchemica, irrinunciabile sia presso filosofi di  scuola neoplatonica che  presso scienziati o filosofi aristotelici.

La dottrina aveva il suo fondamento nella concezione dei Quattro elementi e delle Quattro Qualità, modalità archetipiche del mondo fenomenico.

Le quattro qualità elementari
  1. Freddo: origine della fissazione, si manifesta per una assenza totale o parziale di vibrazioni e il suo effetto è quindi quello di coagulare o fissare la Materia (se ci si riferisce all’Alchimia), contrapponendosi al principio di espansione che ha la sua origine del Caldo. Il Freddo ha pertanto azione astringente, fissante, rallentante e di cristallizzazione. In ambito umano vi corrisponde egoismo, diffidenza, immobilismo.
  2. Umido: origine del femminile, la sua azione è temperante, ammorbidente, rilassante, umettante. Ha la proprietà di dividere cioè che è omogeneo e di unire ciò che è eterogeneo, pertanto agisce sulla Materia favorendo la sua evoluzione oppure la sua disgregazione. Nel dominio umano è passività, accoglienza, variabilità, adattamento.
  3. Secco: contrario all’Umido, ha azione contraente, retrattile, contrastante; tende alla ritenzione.  Contiene e contrasta gli impulsi ricevuti. Nel dominio umano: reazione, opposizione.
  4. Caldo: origine della mascolinità, qualità espansiva e rarefattiva. E’ dinamizzante, e fattore di evoluzione della Materia; digestione, accrescimento, vitalizzazione ne dipendono. In ambito umano: azione, slancio, espansione.

Le qualità di Umido e di Caldo (maschio e femmina) sono alla base della vita e sono pertanto, anche in astrologi,  ritenute propizie (ad es. Giove è propizio perché caldo e umido). Viceversa le qualità del Freddo e del Secco sono nefaste per i processi vitali (es. Saturno è malefico perché freddo e secco). La polarità Caldo-Freddo è detta attiva perché è l’asse principale di questa quaterna di caratteristiche: i suoi poli sono in grado di determinare l’azione nel mondo elementare, le altre due essendo invece capaci di riceverla.

Ogni “elemento” è caratterizzato da una coppia di queste qualità che saranno appunto accostate per complementarità (una attiva e una passiva).

  • La Terra è Secca  in primo grado (o grado summus, nei testi medievali); in secondo grado (grado remissus) Fredda.
  • L’Acqua è in primo grado Fredda, in secondo grado Umida.
  • L’Aria è in primo grado Umida, in secondo grado Calda.
  • Il Fuoco è in primo grado Caldo, in secondo secco.

Quando dico “primo grado” o grado “sommo”, intendo la qualità imprescindibile e inseparabile da quell’Elemento. combinatoria-bw-ps1Si noterà quanto a volte la descrizione si allontani dal senso comune (ad esempio si penserebbe che l’acqua sia soprattutto “umida” e possa essere più o meno calda). Questo deve farci capire che non è dell’acqua fisica che si sta parlando, soprattutto perché essa oltretutto non è nemmeno un elemento per la chimica ma un composto, ed è al piano sottile che dobbiamo riferire questa terminologia. Così non ci si riferisce alla “terra” come intesa nel senso comune etc.

Semmai una migliore e più sensata correlazione può essere vista con gli stati di aggregazione della materia (aria-gassoso, acqua-liquido, terra-solido, fuoco-plasma), precisando tuttavia che gli “elementi” non sono gli stati di aggregazione e che il tutto si limita ad una pura analogia.  Gli Elementi non sono altro che quattro polarità (intese come puri aspetti, modalità o “qualità”…concetto totalmente irriducibile alla scienza moderna, che ha bandito il concetto di qualità già a partire dalla nascita del modello meccanicistico e cartesiano di epistemologia), polarità da attribuirsi al livello sottile del mondo fisico, altresì detto piano eterico nel glossario esoterico tradizionale o, se vogliamo, all’ ordine implicito di cui parlano scienziati “illuminati” e mentalmente aperti come il fisico D. Bohm.

Tornando al rapporto fra i Quattro Elementi e le Quattro Qualità elementari, va rammentato che gli Elementi sono qualcosa di originario e pertanto non devono pensarsi come “composti” dalle qualità. Semmai sono le qualità ad essere tali in quanto inerenti ad un elemento. Insieme, le qualità sono il continuum dinamico che permette agli Elementi di evolversi e convertirsi l’uno nell’altro in virtù della complementarità delle qualità, che in essi convivono. Quando una qualità viene meno l’elemento perde la propria natura.

Come scrive la Turba Philosophorum:

Appare chiaro che ciascun elemento ne intermedia un altro e che nessun elemento può convertirsi nella natura di un altro elemento che gli sia contrario, se prima non si è convertito in un elemento intermedio tra lui e il suo contrario”.

Infatti  ogni elemento ha in comune una delle sue due “qualità” con un altro elemento, essendo questa qualità comune a garantire il graduale passaggio dall’uno all’altro, secondo un modello “dinamico” che troppo erroneamente viene attribuito solo alla teoria sino-orientale dei cinque Xing (elementi, o altrimenti tradotti “movimenti); a ben guardare questa aspetto di dinamica evoluzione fra gli elementi non è affatto esclusivo del pensiero cosmologico e medico cinese…

I Quattro Elementi si rivelano in ambito umano nel carattere e nel comportamento secondo modalità dette umori, termine introdotto esplicitamente per la prima volta da Ippocrate.Nell’accezione originaria questo termine non aveva una rilevanza solamente psicologica, anzi esso abbracciava tutto il continuum psico-somatico o somatopsichico, e quindi anche quella che, in termini moderni, è la complessione bio-fisica e costituzionale. Tale è lo schema delle corrispondenze:

  • All’elemento Acqua corrisponderà  la linfa o Flegma
  • alla  Terra corrisponderà l’Atrabile
  • all’Aria il Sangue
  • al Fuoco la Bile

 Come per gli Elementi qui si impone una riflessione e un chiarimento di natura concettuale. Ora, prendiamo l’umore detto Atrabile o Bile Nera. Questa indica chiaramente in che direzione guardare per interpretare il senso di questi insegnamenti. Tale misteriosa “sostanza” (che sostanza chiaramente non è, almeno sul piano materiale) non è identificabile nei processi fisici, e spesso proprio per ciò è stata derisa dalla medicina “moderna” e positivista dei secoli successivi. Ciò dimostra esclusivamente l’incapacità culturale e la scarsa sensibilità dei medici -anche  attuali- a comprendere la corretta portata di queste categorie di pensiero. Si tratta infatti di realtà non fisiche, più o meno come avviene in Medicina Cinese quando si parla di organi come il “Triplo Riscaldatore”. Si tratta infatti di forze formatrici sottili e non dei corrispettivi e correlati materiali corporei, nominati a volte con lo stesso nome.

Qui si tratta di chiarire un problema di natura gnoseologica. L’incomprensione della medicina successiva sta proprio nel fatto che, quando l’uomo antico parlava ad esempio del “Sangue”, egli aveva ben viva una certa chiaroveggenza delle origini, tipica dell’uomo antico e presente ancora nelle civiltà sciamaniche, che lo portava a considerare la componente eterica o sottile dei processi fisici.  Anche in Medicina cinese, parlando del Sangue (Xue), gli si attribuiscono proprietà che non sono palesemente quelle del plasma o di qualsiasi altro fluido corporeo, piuttosto sono della stessa natura del Qi (o prana), e questo testimonia che si voleva indicare specificamente la componente energetica sottile che si manifesta nel sangue come fluido corporeo.

Gradualmente deve essersi verificato uno “slittamento” semantico, dovuto al fatto che l’uomo dei secoli successivi ha perso ogni “veggenza” sottile, tipica ad esempio del periodo “omerico”. Questo processo è iniziato già nel periodo “classico” e della tarda antichità, un fenomeno ben individuato da un grande antropologo e psicologo americano, J. Jaynes, sebbene egli non parli di chiaroveggenza come oggettività spirituale ma solo in una chiave neuropsichica. Tuttavia questo misconoscimento semantico fu possibile solo con la nascita nella civiltà umana di una precisa forma mentis materialistica, e col tramonto delle civiltà tradizionalmente orientate. Ciò avvenne in modo netto solo con il cartesianesimo e il meccanicismo quali paradigmi culturali, dunque non con il Rinascimento, come invece pretendeva R. Guénon.

La stessa confusione per i moderni avviene nell’antico idioma egiziano dove due diversi geroglifici: “Hati” e “Ib” – ugualmente tradotti con “cuore” – denotano rispettivamente il “cuore fisico” e il centro sottile del Cuore, gettando nella confusione più totale i medici e gli egittologi accademici che ben poco comprendono delle concezioni anatomiche occulte dell’ uomo antico.Così l’Atrabile o Bile nera, era la forza che agiva in determinati processi fisiologici, e che in eccesso determinava la comparsa del temperamento “malinconico”. Essa era “nera” perché “nero”  era ritenuto il tipo di emozioni delle persone con questa complessione prevalente. Il Flegma era l’energia del corpo eterico che presiede ai processi di formazione della linfa o altri liquidi (R. Steiner chiamava questo tipo di energia eterica “Etere Chimico”).Il prevalere di uno di questi “umori” determina un comportamento e un carattere Flemmatico (se prevalgono i processi di tipo Flegma), Sanguigno (per il “sangue” nel senso anzidetto), Collerico (se prevale la Bile cosiddetta “gialla”) e Malinconico per la “bile nera”.

Con questa necessaria puntualizzazione, necessaria allo storico delle idee che voglia davvero comprendere secondo un metodo tanto saggiamente impiegato in ambito antropologico da ed es. Mircea Eliade e da altri studiosi di vaglia, possiamo allora entrare nel dettaglio di queste complessioni temperamentali ed analizzarle:

Temperamento Malinconico 

 Durer,_quattro_apostoli_04-collericoNella malinconia, o melancholia (= bile nera) tende a manifestarsi una complessione vecchieggiante, anemica, di scarsa vitalità fisica, in un soggetto spesso (ma non necessariamente) longilineo con sviluppo muscolare modesto, facilmente incurvato, dal petto incavato e l’andatura dinoccolata. La cute, fredda e secca, richiama le qualità dell’elemento Terra ed ha sovente colore terreo, cereo o olivastro a seconda dei casi, del tipo, e della razza. I capelli sono fini, sottili, per lo più radi.  Il Caldo e l’Umido, sostegno ai processi vitali, sono qui espressi in misura insufficiente a bilanciare il Freddo e il Secco. Il Freddo rallenta i processi vitali, così come il metabolismo e i processi di assimilazione e accrescimento fisico (Ricambio) sono ridotti, di conseguenza anche la capacità di recupero è rallentata. Il soggetto tende piuttosto alla demineralizzazione e alla perdita di peso (anabolismo). Il Freddo inoltre accentua la spinta alla “cristallizzazione”, con tendenza negli anni alla sclerosi dei tessuti molli (tessuti connettivi, cartilagini, endotelio dei vasi), scarsa idratazione e riduzione dell’elasticità nei connettivi; d’altra parte è questo stesso principio ad essere indispensabile per lo sviluppo osseo. Il Secco inoltre parte esercita, come il Freddo, la sua azione centripeta, che è massima in questo temperamento. Scarsa eliminazione degli scarti metabolici, in particolare legati al metabolismo proteico e degli acidi urici: predisposizione precoce a disturbi reumatici, artritico-gottosi, renella e calcolosi urinaria (tendenza alla cristallizzazione di urati e ossalati); spesso il carico tossinico può derivare verso il sistema nervoso, altro polo particolarmente sensibile in questa costituzione (neuropatie, nevralgie, nevrastenie, insonnia, emicrania fino a turbe dell’umore).   La relazione occulta tra sistema osseo-minerale e nervoso può essere compresa riferendosi alle intuizioni di R. Steiner secondo cui i processi di “strutturazione” e “cristallizzazione” sono dipendenti direttamente dall’azione dell’Io ( e del corpo cosiddetto “astrale”) sull’organismo fisico, contrastando gli impulsi espansivi e centrifughi del “corpo eterico”. L’azione dell’Io introduce nell’organismo un principio strutturante inducente il prevale della “forma sulla sostanza”. L’apparizione dell’“elemento minerale” è effetto e manifestazione di questo processo. D’altra parte l’Io trova il suo centro d’azione nell’organismo nel polo neurosensoriale superiore. Questo tipo temperamentale è spesso accostato per analogia alla costituzione fosforica in omeopatia. La cosa rimarchevole da osservare è che in effetti l’elemento Fosforo è massimamente concentrato sia nelle ossa come sale inorganico (fosfato di calcio) sia nelle guaine mieliniche del sistema nervoso come fosfolipidi.

Questo temperamento è predisposto all’introversione e alla facile tristezza, portando la malinconia fino ai limiti della depressione. Come dicevamo, tutto questo può avere un coinvolgimento fisico a livello neurologico, nella predisposizione alla nevrastenia e all’esaurimento nervoso, in questo soggetto, serio, riflessivo, e altamente studioso. Non a caso questo temperamento è detto anche nervoso (tuttavia Steiner si discosta da questa classificazione associando l’elemento ‘nervoso’ al sanguigno). E’ l’umore che prevale nella vecchiaia.

Temperamento Flammatico

180px-Durer,_quattro_apostoli_02flemmatico Il flemmatico, o “linfatico”, si manifesta nei soggetti grassi, ma di aspetto flaccido e molle, brevilinei con scarso sviluppo muscolare e maggior sviluppo del tessuto adiposo. La cute è fredda e pallida. Peli e capelli sono perlopiù radi. Per effetto del Freddo si tratterà di un individuo dai processi rallentati, timido, anergico, pauroso, pigro. All’Umido si deve la sua facilità alla sottomissione, alla volubilità, ma anche la flessibilità e la sensibilità.

La natura “passiva” di questo elemento si riflette nel fatto che la circolazione linfatica non è sotto la spinta dinamica di un sistema autonomamente attivo come nel caso del sistema cardiocircolatorio, ma dipende passivamente dall’azione meccanica di strutture esterne (pulsazioni arteriose e movimenti della muscolatura) e solo in minima parte dall’ attività contrattile dei vasi linfatici maggiori.

Sul piano fisio-patologico, il soggetto a predominanza linfo-flemmatica tende alla secrezione e accumulo di liquidi, al ristagno linfatico, all’idrogenoidismo e alla lenta circolazione. Il comparto che corrisponde più direttamente a questo “umore” (flegma) è non solo la linfa ma in generale quello dei liquidi degli spazi interstiziali e della matrice extracellulare. Solitamente si ha eccesso di secrezioni mucose e, nel sangue, di sieroproteine, di albumine e frequente anemia. Sistema immunitario poco efficiente, dalle reazioni lente e torpide; lunghe convalescenze. I linfonodi sono spesso gonfi, ipertrofici e a volte induriti. Il metabolismo è anche in questo caso rallentato per effetto del Freddo, cosa questa che, per effetto congiunto dell’Umido, ne spiega la pinguedine.

Temperamento Sanguigno

 180px-Johannes_Duerer-giovanni sanguignoLa complessione di questo soggetto tende a manifestarsi in un buon sviluppo muscolare, pelle tiepida e di colorito roseo, il polso che nel malinconico era piccolo e duro, qui diventa più ampio, generalmente regolare. Capelli e peli corporei sono folti, l’aspetto è grazioso, le forme tendono alla floridezza e, negli anni, ad un facile aumento di peso. E’ una personalità estroversa (qualità del Caldo), quasi sempre generosa, gioviale, coraggiosa e molto attiva; gli occhi, vigili e mobili, dimostrano grande vivacità intellettuale. Pur non avendo del malinconico la cupezza, ma neanche la profondità di pensiero, è per lo più dotato di un’intelligenza concreta e di uno spirito più pratico. Spesso indulge ai piaceri sensuali, al sesso, alla tavola, dei quali a volte abusa (qualità dell’Umido). La tendenza fisio-patologica di questa costituzione è quella un tempo detta “pletora”, con floridezza e sovrabbondanza delle forme e del volume sanguigno: sotto l’effetto del Caldo e dell’Umido questa è la costituzione maggiormente “vitale”.

Negli anni può tendere all’ipertensione a all’iperglobulia, alla diatesi metabolica o “ematogena” con alterazioni della crasi sanguigna, soprattutto con alte concentrazione di metaboliti dovuti all’iperattività di un metabolismo che a volte supera le capacità escretorie. Può nel tempo vedere l’insorgere di iperglicemica, uricemia, gotta, colesterolo e grassi in eccesso, arteriosclerosi. Tradizionalmente era nota la relazione occulta Aria-Sangue, anche in altri sistemi di corrispondenze, relazione sulle cui ragioni profonde qui non possiamo addentrarci; basterà osservare che sia il respiro, il soffio (o prana) sia il sangue sono elemento di vita e di calore al corpo. Del resto il sangue deve essere ossigenato attraverso la respirazione e sia la respirazione che la circolazione sono sottoposte e regolate da un unico processo ritmico che coinvolge gli organi toraci.  Anche in Medicina Cinese il Qi e il Sangue viaggiano insieme nei meridiani principali; se i meridiani sono governati dal Polmone e i vasi dal Cuore, entrambi questi organi sono sostenuti da un unico tipo di energia, lo Zong Qi, l’energia del torace che agisce come un mantice. La stessa distinzione fra vasi e meridiani è relativa, poiché anticamente l’ideogramma mai indicava ambiguamente entrambi.

Si capirà allora perché il soggetto “sanguigno”, in cui prevale l’elemento Aria, si predisposto più di altri, in caso di scompensi e disequilibrio, a patologie cardiocircolatorie.

Temperamento Bilioso

Durer,_quattro_apostoli_03-marco-collerico Il bilioso o collerico dovrebbe essere tendenzialmente asciutto e magro, ma dai muscoli molto tonici e marcati, il colorito giallognolo, il polso duro, rapido e sottile. E’ istintivo, irascibile, aggressivo, dagli appetiti voraci e improvvisi. Prova facilmente sete. E’ incline agli stati febbrili, con agitazione e scosse. Il suo sonno può essere facilmente agitato e può avere di frequente iperattività onirica e incubi. Ambizioso, impaziente, audace, temerario, i suoi processi di pensiero possono essere particolarmente intuitivi o creativi, pur non avendo la metodicità e il rigore del malinconico, né l’equilibrio del sanguigno. I suoi atti spesso istintivi e possono essere improntati alla violenza, ingiustizia e sadismo, se predomina l’aspetto scompensato di questo temperamento. Sul piano fisio-patologico i suoi processi tendono all’eccesso di combustione organico-vitale, processi che il Freddo e l’Umido non riescono a bilanciare. L’elemento Fuoco si rivela in tutte le secrezioni acide atte a digerire, succhi gastrici, enzimi pancreatici; il soggetto può essere facilmente a rischio di gastriti, pancreatiti. Anche l’apparato epato-biliare che è fortemente attivo in questi soggetti può però, se sovraccaricato, comportare disturbi come coliche biliari, colecistiti, calcolosi biliari. I processi infiammatori in questa costituzione possono essere assai più forti che nelle altre, con febbri elevate, tendenze agli spasmi e alle convulsioni. Il soggetto può soffrire anche di alterazioni endocrine soprattutto a carico della tiroide, con ipertiroidismo e accentuato catabolismo (Caldo) che conduce a magrezza (Secco), al contrario il mixedema degli ipotiroidei è espressione di un eccesso di Umido.

Anche alcuni processi autoimmuni possono rientrare nel quadro di un Fuoco autodistruttivo. Proprio questa considerazione fa capire quanto fuorviante sia la lettura materialistica che individuava nella “Bile” degli antichi solamente la secrezione biliare degli attuali trattati di fisiologia…

L’influsso che questa quadripartizione ha esercitato sugli sviluppi ulteriori delle discipline medico-umanistiche è notevole. I quattro Temperamenti umorali sono stati anche sovrapposti alle costituzioni omeopatiche, rispettivamente quella fosforica, carbonica, sulfurica, fluorica (per la verità con tutte le controversie del caso, ad esempio relative al fatto che per alcuni il bilioso sarebbe il sulfurico magro o muriatico, al fatto che il fluorico si possa ritenere o meno una costituzione o piuttosto uno stadio scompensato del fosforico, che il sulfurico sia una “costituzione” o semplicemente l’idealità del soggetto più prossimo all’ equilibrio organico, che infine esistano davvero delle “costituzioni” ai fini della prassi omeopatica…).

Molta fortuna ebbe anche nelle concezioni filosofiche mediche di R. Steiner, in cui oltretutto, questi quattro temperamenti assumono una rilevanza soprattutto psico-antropologica, e quindi un particolare significato per la pedagogia.

Anche nella psicologia junghiana gli Otto Tipi psicologici sono in un certo senso un riflesso della quadripartizione archetipica ippocratica: Jung applicò la doppia polarità introverso/estroverso a quattro funzioni base (Pensiero/Sentimeno/Intuizione/Sensazione) che richiamano direttamente i quattro temperamenti della medicina umorale antica.

 

 

 

 

 

 

 

Il cancro nella medicina ermetica e spagyrica

Come tutte le patologie, anche le neoplasie possono essere spiegate e interpretate nella medicina spagyrico-ermetica come il difetto o l’azione squilibrata dei sette principi archetipali che sono a fondamento della complessione umana.


sept_nuances_2I princìpi Archetipali da cui dipendono le corrispondenti funzioni corporee e i vari Individui vegetali suscettibili di azione risanatrice sono dunque (almeno) quattro. Rapporti disarmonici fra queste funzioni, così come l’espressione squilibrata di uno solo di questi, può inclinare verso l’insorgere di patologie neoplastiche.
imputabili a quattro possibili funzioni (delle sette del Settenario naturale); siamo debitori di questa teoria al dott. Angelo Angelini, dotto cultore  delle applicazione mediche della Spagyria. In realtà, fa notare il dott. Angelini, ciò è piuttosto raro dato che la maggior parte delle patologie possono essere ricondotte in genere ad una, massimo due funzioni “compromesse” o alterate. Questa “ampia piattaforma”  che funge da base per le neoplasie è perfettamente in sintonia col fatto che la stessa medicina convenzionale attribuisce al cancro un’eziologia multifattoriale.Questa è la spiegazione, io credo, su un piano più sottile e profondo, anche della grande ‘variabilità’ morfo-funzionale fra i vari tipi di neoplasie.

I quattro Archetipi coinvolti sono:

  • Principio Venusino.

AN00188290_001_lVenere è la funzione archetipica dell’Eros cosmico che avvince le cose difformi, di diversa polarità. E’ l’attrazione cosmica reciproca fra l’Alto e il Basso, fra i due poli, fra lo Spirito e la Materia. Venere o Afrodite Urania (celeste) è la Sophia divina, la discesa o “presenza” del divino nella manifestazione. Da un punto di vista superiore l’azione dell’ Afrodite celeste è quella di portare il Bello che è in alto, anche in basso,  la Bellezza e la Verità iper-urania, così come l’ Armonia delle Sfere, nel mondo sublunare. E’ la Luce dell’Intelligenza che illumina la Materia. Se questo principio è leso in un qualsiasi ente, il “matrimonio” fra Materia e Spirito non è perfetto; il flusso allora tra i due mondi si interrompe e l’unione è incompleta. Venere incarna infatti anche il principio di Armonia. Può essere sotto il prevalere dei due Malefici, Saturno e Marte, che questa sofferenza venusina si manifesta. Allora la cupezza plumbea saturnina, il prevalere della materia, soffoca l’azione armonizzatrice di Venere, oppure essa è eccitata e agitata oltre misura dall’esplosività marziale.

  • Principio Gioviano

AN00188296_001_l“Giove” è la funzione regolatrice dell’ equilibrio e dello sviluppo regolare, proprio come il Sommo padre degli dei rappresentava la massima autorità garante dei corretti rapporti e della giustizia. Giove è anche “magnanimo” e questa virtù si correla alla caratteristica espansiva delle forze gioviane. Tutti i processi espansivi e accrescitivi rappresentano una manifestazione in atto dell’archetipo “planetario” di Giove. E’ dunque facile sotto entrambi i profili riconoscere l’implicazione di questo essenziale principio nelle patologie neoplastiche. In primo luogo il cancro essendo la massima espressione del processo degenerativo è un evidente segno di carenze di controllo da parte delle forze animiche ed energetiche che dovrebbero essere garanti dell’ordine, kosmos, nell’essere umano. D’altra parte, anche la natura espansiva e proliferativa del cancro rimanda all’espressione non equilibrata di una forza gioviana in eccesso e in disarmonia. Il lato negativo rappresentato dall’incontrollata prodigalità di Giove trova la sua espressione in una crescita abnorme e non finalizzata. Si vedrà così che il principio gioviano, sia che si trovi in difetto sia che si manifesti in modo eccessivo e squilibrato è potenzialmente coinvolto in questo processo secondo due modalità opposte e complementari.

  • Principio Saturnino

AN00188287_001_lSaturno governa i processi di cristallizzazione. E’anche la discesa della Spirito nella Materia, l’estremo limite di un processo di corporificazione ed incarnazione. La sua spinta centripeta mal si accorda con la natura espansiva neoplastica. Semmai esso tende a dar corpo ai processi di sclerosi che come ci insegna la medicina antroposofica sono all’estremo opposto rispetto alla degenerazione tumorale. Al contrario l’austero Saturno serve anche a bilanciare gli eccessi eventuali dell’espansività gioviana. Sarà più probabile che sia dalla carenza o debolezza delle forze saturnine che possa emergere un processo di cancerogenesi. Se tale principio è carente rimane qualcosa di “fluido” di incompleto. Sul piano psicosomatico queste carenze si manifestano come inconcludenza e  incapacità di concretizzare. Le forze di natura più calda come Giove, Sole e Marte con la loro spinta centrifuga si oppongono alle tendenze coagulative saturnine. Maggiormente frequenti sarebbero, in questa prospettiva, le neoplasie che interessano il sistema osseo, massima espressione dell’archetipo saturnino nel corpo. In termini, invece, di astrologia medica, le responsabilità di Saturno sono maggiormente da considerarsi in ragione del fatto che una sua cattiva relazione con altri pianeti può portarli in afflizione e dunque in questo caso l’esito potrebbe essere a favore di un processo neoplastico. Si tratta però dell’azione astrologica di Saturno in quanto anereto, e non in relazione alla funzione fisiologica e naturale di questo archetipo nella complessione umana.

  • Principio Solare

AN00188303_001_lLa neoplasia “solare” può essere correlata nell’individuo ad un cedere drastico del principio vitale (Sol), ma anche ad una carenza di “centralità”,  rappresentata dallo stesso Sole.  Dato interessante è che spesso in psicosomatica  si correla proprio a questo particolare aspetto il fenomeno del cancro. Quando il “centro di gravità” dell’individuo è assente o mal espresso o non riconosciuto, la spinta al rinnovamento e alla rigenerazione è continua ma mancando un punto di raccordo che le dia coerenza e centralità, queste tendenze si disperderanno in un processo vano. In mancanza di un nucleo centrale intorno a cui disporsi le forze vitali assumono un andamento caotico, privo di possibilità reale di edificazione. Il tutto procederà prima dal piano mentale/animico per passare a quelle energetico ed eterico, e infine al fisico in senso stretto, e in questa ultima tappa si avrà l’insorgenza effettiva dalla malattia neoplastica.

 

 

Nota bibliografica

Una parte dell’articolo è frutto di una mia elaborazione. Per il resto l’idea di fondo è tratta da un insegnamento dello studioso di spagyria dott. Angelini.  Cfr. Angelo Angelini, Il Serto di Iside, vol.2, pagg. 129-132, edizioni Kemi.

Endocrinologia planetaria

 

pianeti!

Le sette forze planetarie del nostro sistema solare sono realtà “archetipiche” che si manifestano sia nel Cosmo che nei regni della Natura (sublunare) e nell’uomo. Nel corpo umano si manifestano, in modo specifico, nell’aspetto di ghiandole endocrine e delle corrispondenti secrezioni ormonali.

De-Sph2SaturnoLa prima – posta più in alto nel corpo – è l’epifisi che corrisponde a Saturno il quale è, anch’esso, il più esterno dei Sette. Saturno o Kronos, il dio antico, è il creatore del Tempo:  l’epifisi è la ghiandola che in noi segna il tempo, il ciclo circadiano e il ritmo sonno/veglia poiché secerne la melatonina.

sphaera3Segue Giove ed in sequenza, dal basso verso l’alto, viene l’ipofisi/ipotalamo.Come Giove, re degli dei, questo asse governa tutti i processi endocrini attraverso una serie di ormoni come LH, FSH, ACTH, TSH che regolano tutte le altre ghiandole. L’ormone GH (somatotropo) sostiene i processi espansivi del corpo, la floridezza delle forme, determinando la costituzione detta non a caso “gioviale”.

xot361212La tiroide è il riflesso dell’archetipo di Marte, poiché la funzione distruttiva marziale trova perfetto riscontro nei processi catabolici attivati dagli ormoni tiroidei e paratiroidei: accelerazione del metabolismo basale delle cellule, termogenesi, e riduzione della massa ossea (paratormone). La tiroxina aumenta l’ “efficienza marziale” incrementando l’eccitabilità nervosa, le contrazioni cardiache e muscolari, sostiene i globuli rossi (colore marziale), portatori del ferro ( il metallo di Marte).

calxl_sol1Il Sole, centro del sistema, ha il suo rappresentante nel cuore, che può essere visto come organo endocrino, in quanto secerne PNA, ormone che regola la pressione dei vasi e il volume sanguigno. Le piante dalla “segnatura” solare agiranno sul cuore.

sphaera1Venere agisce nelle surrenali esercitando la sua funzione “armonizzatrice”.Gli ormoni surrenalici come il cortisolo frenano i processi infiammotori tipicamente marziali, ricostituiscono le riserve di glicogeno, e danno sollievo dagli stati di stress (riposo di Marte). Un eccesso di questo ormone porta riduzione della massa muscolare e ritenzione idrica con eccessiva molezza “venusina” (Sindrome di Cushing). L’aldosterone influenza il bilancio idrosalino e la funzionalità dei reni (Bilancia, domicilio di Venere). Le surrenali producono anche ormoni steroidei a funzionalità sessuale, come del resto si  addice alla funzione archetipica di “Venere”. La midollare del surrene invece secerne ormoni come adrenalina e nor-adrenalina con funzionalità marziali. E’ l’aspetto guerriero di Venere, la “Venus Victrix” dei Romani…

calxl_mercurMercurio risiede nel pancreas, dove dirige l’assimilazione del glucosio. Il dio “mediatore” introduce il glucosio nelle cellule attraverso l’insulina, e ve lo fa fuoriuscire attraverso il glucagone. Tutti i processi di scambio, comunicazione e assimilazione (come la respirazione) hanno una parte di attività mercuriale. In generale però è tutta la funzione di comunicazione endocrina, o neuro-immuno-endorcrina a risentire in parte del principio mercuriale, del Mercurio che è infatti messaggero degli dèi (quindi di tutti gli altri “archetipi”).

XOT361214La Luna è l’ultima della sequenza e risiede nelle gonadi (testicoli o ovaie).  Il primo e l’ultimo dei pianeti sono in stretta correlazione: la Luna fa riscontro a Saturno (nel cui simbolo è presente la falce lunare). Il ciclo di Saturno è di 28 anni, quello della Luna è di 28 giorni, così come di 28 giorni è la funzionalità ciclica della fertilità nella donna.

Questa relazione si ritrova fra gonadi ed epifisi (ghiandola saturnina) poichè è l’epifisi, attraverso la melatonina, a regolare i cicli della sessualtà, inibendo la sviluppo delle gonadi prima della pubertà, e influenzandola anche dopo, in relazione al ciclo circadiano di luce ed ombra.

Suggerimenti bibliografici:

– Il volo dei sette ibis, A. Gentili, Kemi, 1983

– Manuale di Medicina Spagyrica, S. Stefani, C. Conti, M. Vittori., Tecinche Nuove, 2008

Theosophia practica, J. G. Gichtel, Ed. mediterranee

Cronobiologia – il ruolo degli Equinozi

Ho precedentemente esaminato in generale lo sviluppo del corso dell’anno, dei Solstizi e degli Equinozi. Il tema può essere elaborato ulteriormente, evidenziando l’impatto sulla salute umana e sull’equilibrio energetico nell’uomo.

astrological-clock-lyonDa questo punto di vista sono gli Equinozi ad avere un ruolo molto più importante dei Solstizi. Per comprenderne la ragione dobbiamo rifarci alla teoria medica “umorale” che nasce con Ippocrate e fu la base di molte medicine tradizionali come quella greca, araba, ecc. giungendo fino ad uno dei suoi massimi esponenti: la  grande erborista e mistica tedesca, Santa Ildegarda di Bingen. Come medicina tradizionale greco-araba, essa è ancora in uso in India dove è conosciuta come “Unani”, ed ha lo stesso riconoscimento giuridico della medicina ayurvedica.

Secondo la teoria umorale, i quattro Elementi (Fuoco, Aria, Acqua, Terra) hanno riscontro nell’uomo nei quattro Umori (Bile, Sangue, Linfa, Atrabile) determinando poi varie gradazioni di caratteri, commistioni dei quattro temperamenti di base, corrispondenti a questi umori. Le corrispondenze di questo sistema sono universali, comprese le stagioni dell’anno, così ad esempio avremo:

  • Aria – Primavera
  • Fuoco- Estate
  • Terra – Autunno
  • Acqua –Inverno

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A questo primo dato dobbiamo aggiungere un secondo, e cioè che ogni elemento è composto di due qualità: il Caldo, il Freddo, l’Umido e il Secco, secondo un sistema di corrispondenze tradizionali e facilmente schematizzabile in diagrammi, di cui i trattati antichi spesso ci forniscono dei suggestivi esempi. In particolare all’Aria, e alla Stagione della Primavera corrisponde il Caldo e l’Umido, all’Estate (Fuoco) il Caldo ed il Secco, all’Autunno (Terra) il Freddo ed il Secco, all’Inverno (Acqua) il Freddo e l’Umido.

Ogni elemento ha in comune una delle sue due “qualità” con un altro elemento, essendo questa qualità comune a garantire il graduale passaggio dall’uno all’altro, poichè, nei suoi cicli, Natura non facit saltus, come insegnava Leibniz.

Tuttavia queste qualità non sono tutte paritarie. Vi è la modalità Caldo-Freddo, ad essere definita come coppia delle Qualità Attive. Mentre la modalità Umido-Secco è detta coppia delle Qualità Passive.  In ognuna di queste coppie, poi, vi è una modalità favorevole alla vita o benefica e  una malefica.

Ad esempio il Caldo è favorevole alla vita, il Freddo rappresenta giustamente la Morte. L’Umido è benefico, il Secco è nefasto. La massima condizione di beneficio si ha nel Caldo e nell’umido che si manifestano insieme. Basta osservare che, almeno nella biologia terrestre,in genere le condizioni necessarie allo sviluppo della vita sono un certo grado di calore e la presenza di acqua (“umidità”). Poichè le segnature “umorali” si estendono anche ai pianeti si comprende perchè in astrologia, Saturno (freddo e secco) sia chiamato il “Grande Malefico” e Marte (caldo e secco) sia il “Piccolo Malefico”. D’altra parte Giove (caldo e umido) è il “Grande Benefico” e Venere (Fredda e Umida) il “Piccolo Benefico”. Sono sistemi di corrispondenze qualitative universali e dunque si prestano ad interpretare tutto il mondo naturale.

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Ora però, come ricordavo sopra, due Qualità hanno un ruolo Attivo e come tali sono considerate assai più significative per  un bilancio dei loro effetti. Si tratta dell’Asse delle polarità Caldo-Freddo, mentre il secondo asse ha un ruolo nettamente meno influente. Se torniamo allo schema delle stagioni osserviamo che il passaggio dal Caldo al Freddo si ha fra “Acqua” e “Aria” dove la qualità fredda si inverte nella sua opposta (calda) mantenendo l’attributo qualitativo dell’Umido. Questo passaggio è la transizione dall’Inverno alla Primavera.  Il secondo passaggio di Polarità si ha fra “Fuoco” e “Terra” dove il Caldo cede nuovamente al Freddo e si mantiene l’attributo della Secchezza: è il passaggio dall’Estate all’Autunno. Questi due momenti corrispondono esattamente alle due Porte Equinoziali.

 

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L’Asse degli Equinozi taglia in due il corso dell’Anno, una metà calda e una metà fredda.  Questo passaggio dal Caldo al Freddo è particolarmente importante e drammatico per i sistemi viventi, per quella che oggi chiamo “omeostasi”. Infatti gli esseri viventi devono “riprogrammarsi” per svolgere un diverso lavoro termico: in un caso devono trattenere il calore, nell’altro devono disperderlo. Si tratta quindi, a ridosso di questi due passaggi, di invertire completamente la propria azione e modalità, in relazione a queste due qualità “cosmiche”; e si tratta di un cambiamento assai problematico,  prova ne sia l’effetto che si ha, passando repentinamente da ambienti caldi al freddo, o viceversa, o peggio ancora l’effetto stressogeno dovuto alle eccessive instabilità climatiche divenute oggi frequenti.

Così, gli inizi della Primavera e dell’Autunno comporteranno effetti sulla salute umana: si osserva infatti che, nel primo caso ci si espone maggiormente alle allergie, e nel secondo si entra invece nella stagione delle influenze e dei malanni da raffreddamento. Si noti infatti che l’Equinozio di Primavera si apre sotto il segno dell’Ariete, domicilio di Marte, che con la sua natura marziale dispone all’iperreattività immunitaria (allergia). L’Autunno si apre sotto l’influenza venusina di Bilancia, e qui Marte è in esilio, con inevitabile cedimento delle barriere immunitarie. Per questo a partire dall’Equinozio di Primavera  gioverebbe assumere per contrastare le possibili allergie proprio piante venusine come Ribes o Rosa Canina che infatti, agendo sul cortico-surrene, addolciscono le “intemperanze” marziali.

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Si dovrebbe invece entrare in autunno assumendo rimedi marziali, come l’aglio ad esempio, per prevenire il rischio di influenze e malattie legate a virus e patogeni.