Catene lineari del corpo e dello spirito

calligarisIl neurologo italiano Giuseppe Calligaris (1876-1944), vero genio dimenticato, è stato l’autore di sorprendenti scoperte – sorprendenti per il loro intrinseco significato, ma anche per la vastità di applicazioni e infine per la coerenza e l’organicità del quadro generale –  nel campo della medicina olistica e non convenzionale.
È anzi sorprendente che solo in tempi relativamente recenti, in Italia, si siano riscoperti gli studi di questo nostro connazionale, forse più stimato all’estero che in patria, anche a fronte del grande interesse che invece nel campo della medicina non-convenzionale è stato rivolto a studiosi stranieri. Fortunatamente, come diremo i suoi studi sono stati ripresi, ed anche ampliati in un sistema di trattamento psicosomatico ad opera di due ricercatori e sperimentatori italiani che hanno trovato il modo di adattare in un modello operativo le sue scoperte teoriche.

Già dalla sua tesi di laurea dal titolo Il pensiero che guarisce (1901) incentrata sul potere di autoguarigione della suggestione, il giovane Calligaris legò il suo interesse di neuropsichiatra alla ricerca psicosomatica, un tema che avrebbe sviluppato nelle sue successive e sorprendenti ricerche. Malgrado i suoi brillanti meriti accademici (fu ordinario alla Sapienza) e le sue pubblicazioni di alto rigore, una dei quali, Il sistema motorio extrapiramidale (1927) fu adottata come testo universitario per molti anni a seguire, le sue scoperte e le pubblicazioni “di frontiera” gli valsero l’ostilità, anche ingiusta e preconcetta, della comunità di allora. Questo suo isolamento fu anche la causa dell’oblìo in cui caddero le sue ricerche per diversi decenni, almeno in Italia. Visse negli anni in cui la neurologia e la neuropsichiatria cominciavano a delineare il loro statuto scientifico. Ma i suoi studi andarono molto oltre il paradigma della medicina su base meccanicista, del resto implicavano un sistema di relazioni energetiche di tipo sottile.

Erano anche gli anni in cui il neurologo inglese H. Head spiegava il “dolore riferito” e, attraverso le zone di Head, descrisse la proiezione cutanea dei riflessi viscero-sensitivi (convergenza di innervazioni  viscerali e di particolari aree cutanee sugli stessi metameri spinali);  e in cui il dott. W. Fitgerald indicava delle zone longitudinali della pelle, dette dermatomeri,come base per trattamenti antalgici e con la sua assistente Eunice Ingham poneva le basi della  riflessologia plantare.  Ma il lavoro di Calligaris andò molto oltre per portata e soprattutto per implicazioni teoriche, dato che si basava per lo più su relazioni sottili, legate al corpo eterico e non riconducibili a spiegazioni neurologiche – anche se, va detto, Calligaris non azzardò mai interpretazioni esplicite in questo senso ma si limitò a registrare empiricamente ogni corrispondenza. Fu questo fatto che gli valse l’ostilità del mondo scientifico così come l’aver mostrato di poter eseguire, attraverso le sue scoperte, determinati esperimenti di parapsicologia (o di metapsichica come si diceva all’epoca), esperimenti peraltro abbastanza eclatanti ed eseguiti in presenza di numerosi osservatori, che impressionarono persino lo yogi indiano Yogananda, in una sua visita in Italia nel 1934, in cui poté assistere ad un fenomeno di remote viewing attraverso un muro indotto da Calligaris su un suo paziente, come Yogananda stesso ci riferisce nella sua Autobiografia di uno yogi. Del resto questi suoi studi attirarono l’interesse di diverse intelligence militari: i suoi appunti furono trafugati dagli austro-tedeschi che avevano occupato il Veneto durante la Prima Guerra Mondiale, e infine dagli americani durante la Seconda Guerra Mondiale (e non è un caso se Germania e Stati Uniti sono i Paesi in cui si sono sviluppate scuole di medicina complementare, seppure semplicistiche, ispirate alle sue scoperte).

Nelle sue opere principali (che contano più di sedici volumi),  Le Catene lineari del Corpo e dello Spirito (1928),  La Fabbrica dei sentimenti (1932), Le meraviglie dell’autoscopia (1933), Le meraviglie dell’eteroscopia (1934), Telepatia e telediagnosi (1935), Le immagini dei vivi e dei morti richiamate dalle loro opere (1935), L’Universo rappresentato sul corpo dell’uomo (1937), Le meraviglie della Metapsichica (1940), Nuove ricerche sul cancro (1940), Le meraviglie della Metafisiologia (1944) è esposto il quadro coerente ed organico di una fisiologia sottile che si articola su linee energetiche disposte in modo reticolare lungo la superficie del corpo umanoNel cercare di spiegare la correlazione fra aree cutanee ad alterata sensibilità e danni alla corteccia cerebrale (correlazioni spesso non spiegabili sulla base delle ipotesi meccanicistiche della neurologia) Calligaris si imbatté nell’osservazione che la stimolazione cutanea (che lui definiva “carica”) lungo percorsi lineari generava sempre determinati riflessi fisici e sensazioni soggettive (” di repère “) e al contempo anche l’attivazione di determinati sentimenti.L’individuazione di queste strutture permette di dare indicazioni certe e soprattutto ripetibili dello stato psico-fisiologico dell’individuo. Queste prime scoperte furono poi ampliate da Calligaris in tutto il corso della sua vita; il suo interesse fu soprattutto per la mappatura e la ricerca di base, non pensò a svilupparne le potenzialità terapeutiche: la maggior parte delle sue ricerche hanno puntato ad evidenziare riscontri di tipo psicologico (attivazione di emozioni e sentimenti) e parapsicologico (attivazione di esperienze e facoltà extra-sensoriali). A tal proposito va detto che Calligaris non avanza mai nessuna interpretazione su base “occultistica” ma semplicemente da medico e da scienziato si è limitato alla registrazione di eventi e condizioni sperimentali ripetibili. Tuttavia la sua familiarità con concetti come “aura” “campo aurico”, “chiaroveggenza” ed altri, testimonia una conoscenza del lessico della metapsichica del tempo e della terminologia esoterico-occultistica. Dalle scarse indicazioni biografiche nulla sappiamo di quale milieu possa aver costituito il suo retroterra formativo, né di come fosse pervenuto a certe straordinarie e circostanziate scoperte. Mia personale convinzione è comunque che avesse avuto contatti con la corrente della Teosofia, sebbene prove diretta al momento non si conoscano. Rileviamo però che un suo allievo e collaboratore, Edoardo Bratina (1913-1999) è stato segretario della Società Teosofica. calligaris (1)

Un ultimo riferimento alla storia di queste scoperte: sono stati due studiosi italiani, Flavio Gandini e Samantha Fumagalli, a riscoprire di recente il lavoro di Calligaris e farlo conoscere in Italia. Il loro grande merito è stato non solo quello di aver portato avanti la sperimentazione ma sopratutto di aver creato un sistema operativo in grado di tradurre gli studi di Calligaris in un metodo di medicina olistica, con possibilità di intervento ed applicazione concreti nel campo della psicosomatica, denominato come Dermoriflessologia®.

Un altro merito di questi ricercatori è di aver allargato gli “orizzonti teorici” di riferimento integrando nella Dermoriflessologia gli insegnamenti di autori come Jung, Gurdjieff, Carlos Castaneda e R. Steiner. Questi inquadramenti teorici sono risultati utili per contestualizzare le scoperte del neurologo Calligaris e creare un quadro di riferimento sulla struttura della psiche e dell’inconscio, un’ antropologia e una fisiologia iper-fisica (soprattutto di componente steineriana) per la spiegazione teorica di alcuni processi sottili, degli sviluppi evolutivi e dell’espansione delle facoltà. Come si vedrà infatti la Dermoriflessologia ha due principali campi di applicazione: uno di tipo medico nel senso soprattutto di medicina olistico-energetica (ma anche con interessanti possibilità di applicazione anche nella psicoterapia e nella psicologia clinica, come tecnica complementare) ed un altra di tipo evolutivo come integrazione e sviluppo delle facoltà cognitive, psichiche e della personalità.

 


Il Grande Reticolo Energetico

Calligaris aveva dunque individuato delle linee “energetiche” lungo la superficie cutanea, dal tracciato rettilineo in grado di attivare riflessi fisici e soprattutto emozionali.Si tratta ovviamente di linee energetiche sottili in quanto non rilevabili con strumenti, almeno non direttamente, e non spiegabili con anatomiche osservabili o già note. Il primo paragone che potrebbe sorgere in mente sono i meridiani di agopuntura, ma l’accostamento non è esatto, in quanto questi ultimi seguono tragitti ipotetici che collegano dei punti specifici, e sono soprattutto questi punti a presentare un significato operativo e fisiologico. Tali meridiani hanno percorsi non lineari , inoltre scorrono nello spazio sottocutaneo a diversi “livelli” di profondità anche se questa profondità non è direttamente “misurabile”. Le linee di Calligaris sono invece perfettamente rettilinee, inoltre si dispiegano esattamente all’esterno del corpo, sulla superficie cutanea. Inoltre il nostro autore non mostrava di conoscere la Medicina Cinese, né fa mai riferimento nelle sue opere a tale sistema medico, dunque verrebbe da supporre una totale autonomia di scoperta. Si tratta in realtà di strutture diverse, entrambe “reali” nel proprio ambito e contemporaneamente. E tuttavia alcune analogie fra i due sistemi di riferimento possono essere osservate.

Vi sono dieci linee principali, che decorrono in senso longitudinale, senza soluzione di continuità lungo la superficie anteriore e posteriore del corpo, ognuna forma dunque una “catena”, o un anello chiuso. Ognuno di questi anelli rappresenta un sistema di corrispondenza organo-emozione, ma con una certa polarità poiché il lato dorsale identifica prevalentemente il riflesso emozionale, mentre il lato frontale quello organico-fisico. Come vedremo, due di esse hanno un particolare significato, oltre che anatomico anche di valore funzionale: la linea laterale, che divide la parte frontale e quella laterale del corpo, e la linea centrale, l’asse di simmetria del corpo.
Le linee che passano centralmente agli arti e al capezzolo (linea mamillare) sono dette, insieme alla linea centrale, mediane, vi sono poi altre quattro dette intermedie. Esse sono le dieci linee principali. Fra ognuna di esse vi è approssimativamente la distanza di un palmo (riferito al soggetto).

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Il Grande Reticolo Energetico

  • I Linea (laterale del corpo) – Funzione psichica:”dissociazione“, da intendersi come processi logico-analitici. Emozione: estroversione. Corrispondenza fisica: Sistema Nervoso Centrale.
  • II Linea (mediana del braccio destro)– Emozione: amore. Corrispondenza fisica: intestino.
  • III Linea (ascellare destra, intermedia) – Emozione:oblio (ricordi inconsci). Corrispondenza fisica: stomaco.
  • IV Linea (mediana della gamba) – Emozione: memoria (ricordi consci). Corrispondenza fisica: uro-genitale e vescica.
  • V Linea (inguinale destra, intermedia) – Emozione: odio, aggressività. Corrispondenza fisica: fegato
  • VI Linea (mediana del corpo) – Funzione psichica: “associazione” (processi cognitivi sintetico-intuitivi). Emozione: introversione. Corrispondenza fisica: Sistema neurovegetativo, reni, apparato muscolo-scheletrico.
  • VII Linea (inguinale sinistra, intermedia) – Emozione: dolore, capacità di resistenza. Corrispondenza fisica: milza.
  • VIII Linea (mediana della gamba sinistra) – Emozione: piacere. Corrispondenza fisica: pancreas.
  • IX Linea (ascellare sinistra, intermedia) – Emozione: Calma, sonno. Corrispondenza fisica: polmoni.
  • X Linea (mediana del braccio sinistro) – Emozione: eccitazione, attività. Corrispondenza fisica: cuore, tiroide.

Il reticolo si forma dall’intersezione di queste dieci linee primarie longitudinali con le corrispondenti primarie trasversali (orizzontali, distanti fra loro anch’esse  circa una decina di cm) le quali, seppure con minore incisività, hanno le stesse relazioni e significati. Quattro linee  primarie ortogonali fra loro (tutte mediane o tutte intermedie) secondo il Calligaris individuano un Grande quadrato fondamentale.Scan_20160312_105409 All’interno di ogni quadrato fondamentale si riproduce in modo “frattale” la struttura del Grande Reticolo. Il Calligaris aveva dunque individuato sperimentalmente un struttura ricorsiva o frattale che giustifica il principio olistico (spesso alla base di molti sistemi riflessologici) per cui la parte riproduce il tutto e il Tutto si rispecchia nella parte.
Su ogni linea ( a qualsiasi livello del “frattale si collochi) scorre l’energia corrispondente a quell’emozione o meglio a quel sistema emozione-organo; ma anche, secondo Calligaris, le memorie e le esperienze cristallizzate relative a quello specifico dominio.

 

È importante a questo punto evidenziare che vi è una particolare legge che regola la relazione fra il riflesso cutaneo, la memoria emozionale e un organo. L’iperattività di un organo (per varie ragioni, maggior carico funzionale etc.) produce l’attivazione dell’emozione corrispondente (es. fegato-rabbia) ma anche l’ipersensibilità di un’area cutanea. Tale corrispondenza è vera in ogni senso ed è perfettamente circolare (Legge della Triplice Corrispondenza). Si capisce allora come la pelle  possa essere sfruttata come efficace panello di controllo, sia “in lettura” che “in regolazione“, del nostro sistema psicofisico.Una seconda legge quella dei “Complementari” verrà spiegata a breve.

Oltre alle primarie esistono linee secondarie, ogni primaria è accompagnata da otto secondarie parallelamente alla primaria, quattro su ciascun lato. Esse formano così una banda assiale (che ha lo spessore di circa 1 cm) di cui la primaria è l’asse di simmetria. Le secondarie “specificano” le primarie, indicano i possibili campi d’applicazione di quel sentimento (oppure porzioni d’organo se ci riferiamo al lato frontale della catena). I loro significati sono, in relazione ad un sentimento generico:

  1.  sentimento sessuale (riferito cioè al sesso)
  2. sentimento familiare (riferito alla famiglia)
  3. sentimento per la patria (la nazione, ma può riferirsi ad un gruppo di appartenenza più ampio della famiglia e più esteso, una tribù, un clan un partito)
  4. sentimento umanitario e religioso (riferito a tutta l’umanità nel suo insieme e alla sfera divina)
  5. sentimento per la società
  6. sentimento per la natura
  7. sentimento per l’arte
  8. sentimento per il lavoro

In sostanza l’effetto di una carica su quella linea secondaria suscita sentimenti ed immagini (ricordi, esperienze) riferiti a quell’emozione e all’ambito specifico: es. la linea di amore (I) per la patria suscita nel paziente posto in stato di rilassamento le immagini di bandiere, canti patriottici, parate; quella di piacere (VIII) per la natura suscita il desiderio di trovarsi all’aperto o può indurre immagini e sensazioni di esperienze piacevoli a contatto con la natura etc.

Si può osservare che le otto secondarie sono disposte specularmente, la 1-8 indicano un campo strettamente individuale, la 2-7 un campo più ampio fino ad arrivare alla 4-5 alla massima universalità. La prima emibanda (1-4) evidenzia una modalità “statica”, riguarda l’essere, l’altra (5-8) una modalità “dinamica” ed evidenzia un fare o un relazionarsi (società, lavoro).

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Linee primarie e secondarie della mano

Per ragioni tecniche e pratiche si è deciso di effettuare trattamenti soprattutto sul quadrato fondamentale della mano. Come già detto il Calligaris si era prevalentemente concentrato sul lavoro sperimentale e sulla ricerca teorica, con una puntuale annotazione dei fenomeni di repère (sensazioni soggettive in risposta alla carica, o correlazioni fra iperestesia delle linee e disturbi neuropsichiatrici), ma non aveva elaborato su questa mappatura un metodo sistematico per un trattamento psicosomatico. Gandini e Fumagalli, gli elaboratori della metodica della”Dermoriflessologia”, hanno utilizzato un’apparecchiatura Tens (Transcutaneous Electrical Nerve Stimulator) per la stimolazione delle linee e delle bande. Questo permette oltretutto di modulare lo stimolo e di protrarlo per il tempo necessario. Calligaris impiegava ai suoi tempi un ago faradico per cercare le linee, oppure un martelletto di metallo raffreddato per stimolare le placche. Inoltre il metodo impiegato tiene conto dell’anzidetta Legge dei complementari. Calligaris solitamente usava stimolare le aree iperestesiche. Ciò non è però  privo di disagi indiretti per il paziente, poiché esaspera uno stimolo emozionale già in atto prima di vedere dei risultati positivi, se ci si pone in un’ottica di trattamento psicosomatico. Le linee – o meglio le catene – sono collegate da rapporti funzionali anche se non “anatomici”. Ad esempio amore-odio sono due sentimenti complementari, così si è visto che anche le loro linee compensano o trasferiscono l’una sull’altra l’iperattività di una delle due emozioni. Dopo una fase di ipersensibilità di una linea (dovuta ad un carico fisico o emozionale) l’ipersensibilità si accende sulla complementare. Nella nostra metodica si preferisce lavorare bilanciando sempre la linea complementare: evitando la stimolazione diretta su linee già “accese”. Le coppie di complementari o “bilance” sono cinque: Amore-Odio, Memoria-Oblio, Piacere-Dolore, Sonno-Eccitazione, e Associazione -Dissociazione. Quest’ultima categoria è particolare, si tratta non solo di una coppia di attitudini emozionali (estroversione/introversione) ma di vere e proprie modalità psichiche e cognitive, in grado di gestire tutti gli altri sentimenti. Potrebbe apparire notevole il fatto che le due linee corrispondenti occupino infatti l’asse di simmetria del corpo  (piano sagittale) e il piano frontale. Essi gestiscono ogni altra emozione così le secondarie della Banda I e VI avranno, oltre agli otto campi di applicazione di cui sopra la funzione di controllo delle altre emozioni (es. Dissociazione del piacere, del dolore, dell’amore, dell’odio etc.): queste secondarie sono così scomponibili in due diversi registri. In totale si avranno  80 + 8 +8, cioè 96 linee secondarie in totale. Ciò ha fatto pensare alla suggestiva idea che tale numero potesse essere messo in relazione ai 96 (o 960) “petali” del sahasrara chakra, il chakra coronale della fisiologia sottile induista. In qualche modo queste 96 linee longitudinali potrebbero essere pensate come la proiezione sulla superficie cutanea dei “filamenti luminosi” che il chakra coronale proietta lungo e attraverso il campo aurico.

Un punto di forza a livello operativo è che attualmente con una strumentazione di tipo Tens, impiegata in questo contesto come uno strumento di biorisonanza, si può modulare la frequenza del segnale in entrata. Diverse frequenze  possono così agire su diversi livelli della coscienza (e dell’inconscio) e parallelamente su diversi livelli energetici. In Dermoriflessologia si usano di solito quattro diverse frequenze che, per il loro effetti e il livello su cui risuonano, sono posti in relazione con i corpi fisico, eterico, astrale e causale, i primi tre soprattutto tratti dalla fisiologia di Steiner.

 


Le placche cutanee

Dalla combinazione di linee secondarie fra di loro la definizione di sentimenti terziari, le possibili combinazioni sono teoricamente infinite. Tali combinazioni terziarie non hanno una proiezione lineare ma, secondo il Calligaris si riflettono su piccole porzioni cutanee circolari dette placche. Calligaris ha indicato un gran numero di emozioni e sentimenti   “scomponibili”, secondo la sua sperimentazione, in combinazioni delle linee secondarie.

A titolo di esempio l’amicizia sarebbe riconducibile a una sommatoria di cariche della secondaria 6 del pollice (Amore per la Natura) e della 4 dell’indice (Memoria per l’Umanità); l’ottimismo sarebbe dato dalla carica contemporanea della secondaria 5 della banda dell’anulare (Piacere per la società) e dalla 5 del pollice (Amore per la società); la vendetta da 1 secondaria dell’anulare (Piacere per il sesso) e 5 della seconda interdigitale ( Odio per la società) etc. (un grande numero di emozioni sono così riportate da Calligaris nei tre volumi de La Fabbrica dei sentimenti). Tali sentimenti vengono suscitati sperimentalmente nel soggetto dalla carica di tali linee, oppure, esse risultato spontaneamente iperestesiche se il soggetto sta provando quei sentimenti .

Le placche non si limitano a tradurre solo sentimenti secondari e terziari ma tutta una varietà di effetti di natura riflessologica che implicano sviluppo di capacità, fenomeni psichici, anche di tipo extra-normale, riattivazione di ricordi etc. o realtà dell’ambito umano: anni, età, settenni, rapporto con gli antenati, i genitori, oppure fenomeni esterni come numeri, colori, lettere dell’alfabeto (di cui è possibile evocare l’idea o l’immagine nell’esaminato) oppure fenomeni macrocosmici come i pianeti, i metalli (di cui è possibile attivare la visione o l’immagine o anche risonanze ‘radioestesiche’). Scan_20160312_112902Le placche individuate da Calligaris sono nell’ordine di qualche migliaio ma metodologicamente possiamo prevedere che siano in numero potenzialmente infinito (L’Universo rappresentato sul corpo dell’uomo).

Le placche sono zone circolari di dimensioni variabili in genere fra i 6 e i 15 mm.  Un ulteriore merito di Gandini e Fumagalli è stato di aver constatato che la zona di maggiore sensibilità della placca è la circonferenza esterna (oltre al centro). Tale fronte di sensibilità in seguito a stimolazione, retrocede verso l’interno della placca. Al contempo le impressioni e ricordi suscitati appaiono più antichi e remoti, fino a farsi non più “individuali”. Così si è imposta l’evidenza che tali placche agiscano come un registro, esattamente come un “disco di vinile” in cui i solchi più esterni rinviano a sensazioni fisiche e memorie più recenti, fino a dare, via via che si procede verso il centro, immersioni nell'”inconscio profondo”, memorie ataviche ed ancestrali, fino ad arrivare, per alcuni, a puntate nel super-cosciente, dove si ha l’esperienza “informale” di una certa emozione o sentimento. Per tale ragione è stato efficace introdurre una stimolazione anche con spiraline metalliche in grado di associare alla stimolazione meccanica quella dell’ onda di forma radionica.

In base al tipo di sensazione suscitata è stato possibile anche qui ascrivere ai diversi livelli di profondità della placca la relazione con i quattro corpi della fisiologia sottile. Dagli strati esterni vengono suscitate sensazioni fisiche e memorie individuali; già oltre sorgono ricordi ed esperienze riferibili a membri antichi della propria famiglia, gli antenati, portando alla luce anche eventi non conosciuti dall’esaminato, ma storicamente individuabili o confermabili. Siamo quindi probabilmente nell’area di pertinenza del corpo eterico, depositario della memoria di sangue e della stirpe. Più oltre sorgono contenuti psichici (anche molto coinvolgenti emotivamente) anche molto antichi  e non riferibili al vissuto individuale. Non necessariamente qui si devono supporre ipotesi reincarnazioniste su vite precedenti a livello “individuale”,  può essere ad esempio utile richiamarsi anche alla nozione di Inconscio collettivo di Jung. A questo livello ci possiamo riferire al cosiddetto corpo astrale. Queste osservazioni hanno rafforzato l’importanza delle scoperte di Calligaris che inizialmente non contenevano tali riferimenti ai corpi sottili:  questi accostamenti hanno permesso di interpretare meglio il senso di queste scoperte e di inserirle in una comprensione teorica più ampia.  Scan_20160312_112326

L’ultimo livello è stato posto in relazione al corpo causale, che si può far corrispondere al Sé della psicologia transpersonale. Questo “ente” o “corpo” in effetti però, per le dottrine sapienziali ed orientali da cui è tratto (Sé, in sanscr. Atma) rappresenta il nucleo totalmente trascendente della Personalità, in una certa misura sovraindividuale, e non si incarna e non partecipa dell’incarnazione se non attraverso il suo riflesso nella nostra dimensione: l’Io. Si tratta di una dimensione della coscienza di cui solo pochissimi arrivano a fare esperienza, in modi comunque fuggevoli, e solo in conseguenza di forme di elevazione e di ascesi particolari. Propendo quindi per riferire questo strato delle placche – ed anche le relative frequenze di trattamento-  piuttosto al corpo mentale superiore, che è il piano immediatamente sotto il causale e si riferisce comunque a stati della coscienza particolarmente elevati, astratti e informali, che trascendono comunque l’astrale ordinario (fatto di forma e animato dal desiderio) e assimilabili ugualmente alle esperienze che suscita la stimolazione delle porzioni centrali delle placche.  Ma si tratta di interpretazioni teoriche o terminologiche che non incidono nella pratica di questa tecnica. Si osserva però che non sempre tutti gli individui riescono a rispondere al trattamento sulle frequenze corrispondenti a questo “corpo”, segno che il loro sviluppo animico non raggiunge ancora tale livello.

I campi di applicazione della placche sono moltissimi. Va detto che un buon numero di esse possono essere impiegate per scopi terapeutici più o meno diretti ( vi sono placche per trattare anche le dipendenze e gli abusi di sostanze ad esempio) o comunque per il riequilibrio della personalità, il benessere psicofisico, la risoluzione di conflitti, l’elaborazione consapevole di contenuti inconsci. Soprattutto Calligaris individuò delle placche in grado di segnalare patologie a carico di organi, utilizzabili per una futura “diagnostica” non-convenzionale ( cfr. Telepatia e Telediagnosi). Tale campo merita di essere sviluppato in modo particolare, data la sua grande utilità per le medicine olistiche.

Le numerose placche risonanti degli anni (da 1 a 100) e dei mesi di gestazione sono uno strumento importantissimo nelle mani di un terapeuta, in quanto capaci di riportare in modo molto rapido alla memoria anche un vissuto profondamente rimosso. Tali riemersioni avvengono sotto forma di immagini durante le sedute o, più spesso, in forma di sogni nei giorni immediatamente seguenti, generalmente in una modalità tale da avere la possibilità di elaborare anche elementi sgradevoli o traumatici, anche perché la dermoriflessologia interviene sulle placche solo dopo aver fatto lavori di riequilibrio sulle linee primarie, riportando il sistema ad un più alto livello di consapevolezza, e di equilibrio animico. Lo scorrere del tempo viene registrato sulle placche. Di esse risulta “attiva” cioè sensibile quella dell’anno in corso, ma anche – scoperta recente, non contemplata inizialmente dal Calligaris –  tutte quelle contenenti materiale non “risolto”. A volte capita che l’indicazione delle placche possa avvenire spontaneamente, anche attraverso il sogno, ad esempio con l’indicazioni di numeri specifici, quando ciò avviene è segno che il soggetto trattato sta seguendo spontaneamente un processo di auto-guarigione, che il sistema sta evolvendo verso un punto di equilibrio più stabile e maturo. Si tratta dunque di uno strumento potente ed efficace, ma anche molto sicuro, di comunicazione con il subcosciente, di risoluzione di conflitti e di presa di coscienza. La finalità è l’aumento di consapevolezza e di conoscenza di sé, sbloccando nodi psichici ed energetici.

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Interessante osservare, e nella nostra pratica di operatori capita con un certa frequenza, la potenzialità di agire su quella che la psicologa alsaziana A. Schützenberger ha definito “sindrome degli antenati”.  Come abbiamo detto le placche possono registrare anche memorie dei propri ascendenti, rispondendo a quello che è il campo morfico della propria famiglia. Quando si trattano placche relative ad un anno, si può interagire anche con la memoria collettiva familiare, con le esperienze storiche degli antenati, ad esempio i traumi da essi vissuti, che rendono – a volte- l’età anagrafica in cui sono avvenuti una data fatidica anche per i discendenti (fenomeno di cui la Schützenberger ha riportato ampie casistiche cliniche): in questi casi l’impiego in particolare delle frequenze per l’eterico, si può rivelare particolarmente utile.

Molte altre placche hanno una destinazione che potremmo definire “evolutiva” più che terapeutica. Si tratta delle placche di attivazione di ampliamento delle facoltà cognitive, anche in campo cosiddetto ESP . Vi sono diverse placche in grado di attivare ad esempio fenomeni di remote viewing, come abbiamo ricordato già all’inizio, numerose per attivare fenomeni di chiaroveggenza (ma che richiedono trattamenti prolungati per creare delle vere e proprie attitudini), alcune per evidenziare la visione dell’aura. A tale riguardo le placche sono classificate come:

  • risonanti (in grado di attivare la visione di immagini o informazioni relativi a sé stessi)
  • consonanti (in grado di attivarle in relazione a terzi, posti ad una certa distanza o aventi una certa relazione con l’esaminato).

Tale distinzione si sovrappone a quella fra placche autoscopiche (le prime) ed eteroscopiche (le seconde)

Un gruppo molto interessante di placche, in questo contesto, sono quelle riguardanti il campo onirico.  Placche delle Ricapitolazione onirica inversa rievocano in sogno il ricordo di eventi vissuti, a ritroso nel tempo dal più recente al lontano passato. Trattate progressivamente, sono una base per avere rimandi ed indicazioni di contenuti da sviluppare o elaborare più nello specifico, così come le placche di regressione per “settenni“. Alcune possono essere impiegate, sopratutto nei primi trattamenti per aumentare la capacità di ricordo dei sogni, altre per l’induzione delle visioni ipnagogiche, per il potenziamento delle percezioni sensoriali nei sogni, colori più vividi, percezione tattile nel sogno etc. L’espansione della capacità di utilizzo del mondo onirico come mezzo per scandagliare l’inconscio mostra il potenziale supporto che la dermoriflessologia potrebbe esercitare anche in affiancamento alla psicologia. Non a caso è stato proficuo integrare la tecnica con le concezioni della psicologia junghiana, con la dimensione degli Archetipi come necessaria chiave di interpretazione del codice onirico.

Vi è anche la possibilità di indurre o favorire il sogno lucido (o consapevolezza del sogno), per coltivare quella che Castaneda chiama “seconda attenzione“. La capacità di tenersi coscienti e d aver il “ricordo-di-sé”è una pratica delle tradizioni sciamaniche per agire, spostarsi e operare coscientemente nell’astrale del sogno. Impossibile qui entrare nel dettaglio di questo dominio, invece è bene far notare come tali strumenti riflessologici possono essere coadiuvanti per sviluppare attitudini di questo tipo, l’affascinante campo dell’onironautica.

Le potenzialità di queste tecniche e della mappatura di Calligaris sono grandissime: spaziano dalla psicosomatica, allo sviluppo delle facoltà cognitive, all’integrazione della personalità.  L’importanza di queste scoperte è tale che nessun operatore, ricercatore, naturopata o medico olistico dovrebbe ignorarle. È anche un motivo di orgoglio che proprio in Italia siano state riscoperte le intuizioni del Calligaris  (dopo aver goduto di interesse più all’estero che in patria) ed organizzate in un metodo operativo per il trattamento psicosomatico. È nostra speranza che tale metodica si diffonda anche all’estero e possa arricchirsi del contributo e dell’esperienza di operatori olistici, medici, psicologi, come in parte sta già avvenendo. Un grande contributo italiano alle scienze di confine e alle medicine olistiche.

 

Bibliografia

F.Gandini, S. Fumagalli,  L’anima svelata, Anima Edizioni, 2006.

F.Gandini, S. Fumagalli, Riflessologia della memoria, Edizioni Il Punto d’Incontro, 2009.

F.Gandini, S. Fumagalli, Le 5 bilance del benessere, Edizioni Amrita, 2012

F.Gandini, S. Fumagalli, Il Potere dei Sogni  Il Punto d’Incontro Edizioni, 2011

F.Gandini, S. Fumagalli,Dermoriflessologia, Edizioni Amrita, 2011;

 G. Calligaris, Le Catene Lineari del Corpo e dello Spirito, ed. Aquarius Giannone, ultima ristampa 2009.

Nota: le altre opere  di G. Calligaris non sono più disponibili a stampa in formato cartaceo da molto tempo. Tuttavia è possibile ora  acquistarle in formato ebook.

 

 

 

Temperamenti e qualità elementari

L’antica medicina greca di derivazione ippocratica, che è stata la base anche per la medicina romana, mediterranea e, successivamente, per quella arabo-islamica (tuttora una delle medicine ufficiali della Repubblica Indiana sotto il nome di Unani) affonda le sue radici sul modello cosmologico classico e antico dei quattro elementi, che verrà sistematizzato nella cultura greca soprattutto da Aristotele. Ma questo modello viene da molto più lontano rispetto al periodo “classico” ( cioè il V-IV sec. a.C) e si trasmette verosimilmente già nella Grecia pre-classica, dal mondo delle antiche concezioni cosmologiche della Tradizione unica che nel bacino mediterraneo ha visto una delle sue prime e più alte espressioni nelle scuole dei Templi egizi, presso cui si abbeverarono gli stessi Sapienti leggendari della Grecia e i filosofi di più certa esistenza storica come Pitagora. Al di là del rapporto con l’Egitto, si deve riconoscere nella dottrina dei Quattro Elementi, un tema universale delle civiltà tradizionali del mediterraneo, in grado di prendere successivamente, in sede di sviluppo del pensiero dialettico-razionale in Grecia, una esplicita formulazione di carattere filosofico.

In ambito medico essa trovò la sua espressione nella dottrina dei Quattro Temperamenti, esplicitata per la prima volta in forma scritta da Ippocrate di Kos (460-377 circa a.C.), una delle personalità più importanti, insieme ad Aristotele, per il pensiero della scienza e della cosmologia greca.

Questa dottrina veniva, tuttavia – come abbiamo detto – da molto più lontano, ed andrà anche più lontano… Paracelso ad esempio, critico feroce dell’aristotelismo in medicina e dei medici del suo tempo, tutti di scuola ippocratico-galenica, rese famosa una ben altra corrente medica, di ispirazione esoterico-alchemica che prese il nome di Iatrochimica o Chymica, o Spagyrica, in auge dalla fine del Rinascimento fino quasi alle soglie del XVIII secolo. Tuttavia nessun autore della corrente iatrochimica mise in dubbio la dottrina umorale o quella dei quattro elementi, il cui “glossario” rimase invariato nei secoli del medioevo e della scolastica, e restò un terreno dottrinario universale e condiviso anche dagli Autori di provenienza alchemica, irrinunciabile sia presso filosofi di  scuola neoplatonica che  presso scienziati o filosofi aristotelici.

La dottrina aveva il suo fondamento nella concezione dei Quattro elementi e delle Quattro Qualità, modalità archetipiche del mondo fenomenico.

Le quattro qualità elementari
  1. Freddo: origine della fissazione, si manifesta per una assenza totale o parziale di vibrazioni e il suo effetto è quindi quello di coagulare o fissare la Materia (se ci si riferisce all’Alchimia), contrapponendosi al principio di espansione che ha la sua origine del Caldo. Il Freddo ha pertanto azione astringente, fissante, rallentante e di cristallizzazione. In ambito umano vi corrisponde egoismo, diffidenza, immobilismo.
  2. Umido: origine del femminile, la sua azione è temperante, ammorbidente, rilassante, umettante. Ha la proprietà di dividere cioè che è omogeneo e di unire ciò che è eterogeneo, pertanto agisce sulla Materia favorendo la sua evoluzione oppure la sua disgregazione. Nel dominio umano è passività, accoglienza, variabilità, adattamento.
  3. Secco: contrario all’Umido, ha azione contraente, retrattile, contrastante; tende alla ritenzione.  Contiene e contrasta gli impulsi ricevuti. Nel dominio umano: reazione, opposizione.
  4. Caldo: origine della mascolinità, qualità espansiva e rarefattiva. E’ dinamizzante, e fattore di evoluzione della Materia; digestione, accrescimento, vitalizzazione ne dipendono. In ambito umano: azione, slancio, espansione.

Le qualità di Umido e di Caldo (maschio e femmina) sono alla base della vita e sono pertanto, anche in astrologi,  ritenute propizie (ad es. Giove è propizio perché caldo e umido). Viceversa le qualità del Freddo e del Secco sono nefaste per i processi vitali (es. Saturno è malefico perché freddo e secco). La polarità Caldo-Freddo è detta attiva perché è l’asse principale di questa quaterna di caratteristiche: i suoi poli sono in grado di determinare l’azione nel mondo elementare, le altre due essendo invece capaci di riceverla.

Ogni “elemento” è caratterizzato da una coppia di queste qualità che saranno appunto accostate per complementarità (una attiva e una passiva).

  • La Terra è Secca  in primo grado (o grado summus, nei testi medievali); in secondo grado (grado remissus) Fredda.
  • L’Acqua è in primo grado Fredda, in secondo grado Umida.
  • L’Aria è in primo grado Umida, in secondo grado Calda.
  • Il Fuoco è in primo grado Caldo, in secondo secco.

Quando dico “primo grado” o grado “sommo”, intendo la qualità imprescindibile e inseparabile da quell’Elemento. combinatoria-bw-ps1Si noterà quanto a volte la descrizione si allontani dal senso comune (ad esempio si penserebbe che l’acqua sia soprattutto “umida” e possa essere più o meno calda). Questo deve farci capire che non è dell’acqua fisica che si sta parlando, soprattutto perché essa oltretutto non è nemmeno un elemento per la chimica ma un composto, ed è al piano sottile che dobbiamo riferire questa terminologia. Così non ci si riferisce alla “terra” come intesa nel senso comune etc.

Semmai una migliore e più sensata correlazione può essere vista con gli stati di aggregazione della materia (aria-gassoso, acqua-liquido, terra-solido, fuoco-plasma), precisando tuttavia che gli “elementi” non sono gli stati di aggregazione e che il tutto si limita ad una pura analogia.  Gli Elementi non sono altro che quattro polarità (intese come puri aspetti, modalità o “qualità”…concetto totalmente irriducibile alla scienza moderna, che ha bandito il concetto di qualità già a partire dalla nascita del modello meccanicistico e cartesiano di epistemologia), polarità da attribuirsi al livello sottile del mondo fisico, altresì detto piano eterico nel glossario esoterico tradizionale o, se vogliamo, all’ ordine implicito di cui parlano scienziati “illuminati” e mentalmente aperti come il fisico D. Bohm.

Tornando al rapporto fra i Quattro Elementi e le Quattro Qualità elementari, va rammentato che gli Elementi sono qualcosa di originario e pertanto non devono pensarsi come “composti” dalle qualità. Semmai sono le qualità ad essere tali in quanto inerenti ad un elemento. Insieme, le qualità sono il continuum dinamico che permette agli Elementi di evolversi e convertirsi l’uno nell’altro in virtù della complementarità delle qualità, che in essi convivono. Quando una qualità viene meno l’elemento perde la propria natura.

Come scrive la Turba Philosophorum:

Appare chiaro che ciascun elemento ne intermedia un altro e che nessun elemento può convertirsi nella natura di un altro elemento che gli sia contrario, se prima non si è convertito in un elemento intermedio tra lui e il suo contrario”.

Infatti  ogni elemento ha in comune una delle sue due “qualità” con un altro elemento, essendo questa qualità comune a garantire il graduale passaggio dall’uno all’altro, secondo un modello “dinamico” che troppo erroneamente viene attribuito solo alla teoria sino-orientale dei cinque Xing (elementi, o altrimenti tradotti “movimenti); a ben guardare questa aspetto di dinamica evoluzione fra gli elementi non è affatto esclusivo del pensiero cosmologico e medico cinese…

I Quattro Elementi si rivelano in ambito umano nel carattere e nel comportamento secondo modalità dette umori, termine introdotto esplicitamente per la prima volta da Ippocrate.Nell’accezione originaria questo termine non aveva una rilevanza solamente psicologica, anzi esso abbracciava tutto il continuum psico-somatico o somatopsichico, e quindi anche quella che, in termini moderni, è la complessione bio-fisica e costituzionale. Tale è lo schema delle corrispondenze:

  • All’elemento Acqua corrisponderà  la linfa o Flegma
  • alla  Terra corrisponderà l’Atrabile
  • all’Aria il Sangue
  • al Fuoco la Bile

 Come per gli Elementi qui si impone una riflessione e un chiarimento di natura concettuale. Ora, prendiamo l’umore detto Atrabile o Bile Nera. Questa indica chiaramente in che direzione guardare per interpretare il senso di questi insegnamenti. Tale misteriosa “sostanza” (che sostanza chiaramente non è, almeno sul piano materiale) non è identificabile nei processi fisici, e spesso proprio per ciò è stata derisa dalla medicina “moderna” e positivista dei secoli successivi. Ciò dimostra esclusivamente l’incapacità culturale e la scarsa sensibilità dei medici -anche  attuali- a comprendere la corretta portata di queste categorie di pensiero. Si tratta infatti di realtà non fisiche, più o meno come avviene in Medicina Cinese quando si parla di organi come il “Triplo Riscaldatore”. Si tratta infatti di forze formatrici sottili e non dei corrispettivi e correlati materiali corporei, nominati a volte con lo stesso nome.

Qui si tratta di chiarire un problema di natura gnoseologica. L’incomprensione della medicina successiva sta proprio nel fatto che, quando l’uomo antico parlava ad esempio del “Sangue”, egli aveva ben viva una certa chiaroveggenza delle origini, tipica dell’uomo antico e presente ancora nelle civiltà sciamaniche, che lo portava a considerare la componente eterica o sottile dei processi fisici.  Anche in Medicina cinese, parlando del Sangue (Xue), gli si attribuiscono proprietà che non sono palesemente quelle del plasma o di qualsiasi altro fluido corporeo, piuttosto sono della stessa natura del Qi (o prana), e questo testimonia che si voleva indicare specificamente la componente energetica sottile che si manifesta nel sangue come fluido corporeo.

Gradualmente deve essersi verificato uno “slittamento” semantico, dovuto al fatto che l’uomo dei secoli successivi ha perso ogni “veggenza” sottile, tipica ad esempio del periodo “omerico”. Questo processo è iniziato già nel periodo “classico” e della tarda antichità, un fenomeno ben individuato da un grande antropologo e psicologo americano, J. Jaynes, sebbene egli non parli di chiaroveggenza come oggettività spirituale ma solo in una chiave neuropsichica. Tuttavia questo misconoscimento semantico fu possibile solo con la nascita nella civiltà umana di una precisa forma mentis materialistica, e col tramonto delle civiltà tradizionalmente orientate. Ciò avvenne in modo netto solo con il cartesianesimo e il meccanicismo quali paradigmi culturali, dunque non con il Rinascimento, come invece pretendeva R. Guénon.

La stessa confusione per i moderni avviene nell’antico idioma egiziano dove due diversi geroglifici: “Hati” e “Ib” – ugualmente tradotti con “cuore” – denotano rispettivamente il “cuore fisico” e il centro sottile del Cuore, gettando nella confusione più totale i medici e gli egittologi accademici che ben poco comprendono delle concezioni anatomiche occulte dell’ uomo antico.Così l’Atrabile o Bile nera, era la forza che agiva in determinati processi fisiologici, e che in eccesso determinava la comparsa del temperamento “malinconico”. Essa era “nera” perché “nero”  era ritenuto il tipo di emozioni delle persone con questa complessione prevalente. Il Flegma era l’energia del corpo eterico che presiede ai processi di formazione della linfa o altri liquidi (R. Steiner chiamava questo tipo di energia eterica “Etere Chimico”).Il prevalere di uno di questi “umori” determina un comportamento e un carattere Flemmatico (se prevalgono i processi di tipo Flegma), Sanguigno (per il “sangue” nel senso anzidetto), Collerico (se prevale la Bile cosiddetta “gialla”) e Malinconico per la “bile nera”.

Con questa necessaria puntualizzazione, necessaria allo storico delle idee che voglia davvero comprendere secondo un metodo tanto saggiamente impiegato in ambito antropologico da ed es. Mircea Eliade e da altri studiosi di vaglia, possiamo allora entrare nel dettaglio di queste complessioni temperamentali ed analizzarle:

Temperamento Malinconico 

 Durer,_quattro_apostoli_04-collericoNella malinconia, o melancholia (= bile nera) tende a manifestarsi una complessione vecchieggiante, anemica, di scarsa vitalità fisica, in un soggetto spesso (ma non necessariamente) longilineo con sviluppo muscolare modesto, facilmente incurvato, dal petto incavato e l’andatura dinoccolata. La cute, fredda e secca, richiama le qualità dell’elemento Terra ed ha sovente colore terreo, cereo o olivastro a seconda dei casi, del tipo, e della razza. I capelli sono fini, sottili, per lo più radi.  Il Caldo e l’Umido, sostegno ai processi vitali, sono qui espressi in misura insufficiente a bilanciare il Freddo e il Secco. Il Freddo rallenta i processi vitali, così come il metabolismo e i processi di assimilazione e accrescimento fisico (Ricambio) sono ridotti, di conseguenza anche la capacità di recupero è rallentata. Il soggetto tende piuttosto alla demineralizzazione e alla perdita di peso (anabolismo). Il Freddo inoltre accentua la spinta alla “cristallizzazione”, con tendenza negli anni alla sclerosi dei tessuti molli (tessuti connettivi, cartilagini, endotelio dei vasi), scarsa idratazione e riduzione dell’elasticità nei connettivi; d’altra parte è questo stesso principio ad essere indispensabile per lo sviluppo osseo. Il Secco inoltre parte esercita, come il Freddo, la sua azione centripeta, che è massima in questo temperamento. Scarsa eliminazione degli scarti metabolici, in particolare legati al metabolismo proteico e degli acidi urici: predisposizione precoce a disturbi reumatici, artritico-gottosi, renella e calcolosi urinaria (tendenza alla cristallizzazione di urati e ossalati); spesso il carico tossinico può derivare verso il sistema nervoso, altro polo particolarmente sensibile in questa costituzione (neuropatie, nevralgie, nevrastenie, insonnia, emicrania fino a turbe dell’umore).   La relazione occulta tra sistema osseo-minerale e nervoso può essere compresa riferendosi alle intuizioni di R. Steiner secondo cui i processi di “strutturazione” e “cristallizzazione” sono dipendenti direttamente dall’azione dell’Io ( e del corpo cosiddetto “astrale”) sull’organismo fisico, contrastando gli impulsi espansivi e centrifughi del “corpo eterico”. L’azione dell’Io introduce nell’organismo un principio strutturante inducente il prevale della “forma sulla sostanza”. L’apparizione dell’“elemento minerale” è effetto e manifestazione di questo processo. D’altra parte l’Io trova il suo centro d’azione nell’organismo nel polo neurosensoriale superiore. Questo tipo temperamentale è spesso accostato per analogia alla costituzione fosforica in omeopatia. La cosa rimarchevole da osservare è che in effetti l’elemento Fosforo è massimamente concentrato sia nelle ossa come sale inorganico (fosfato di calcio) sia nelle guaine mieliniche del sistema nervoso come fosfolipidi.

Questo temperamento è predisposto all’introversione e alla facile tristezza, portando la malinconia fino ai limiti della depressione. Come dicevamo, tutto questo può avere un coinvolgimento fisico a livello neurologico, nella predisposizione alla nevrastenia e all’esaurimento nervoso, in questo soggetto, serio, riflessivo, e altamente studioso. Non a caso questo temperamento è detto anche nervoso (tuttavia Steiner si discosta da questa classificazione associando l’elemento ‘nervoso’ al sanguigno). E’ l’umore che prevale nella vecchiaia.

Temperamento Flammatico

180px-Durer,_quattro_apostoli_02flemmatico Il flemmatico, o “linfatico”, si manifesta nei soggetti grassi, ma di aspetto flaccido e molle, brevilinei con scarso sviluppo muscolare e maggior sviluppo del tessuto adiposo. La cute è fredda e pallida. Peli e capelli sono perlopiù radi. Per effetto del Freddo si tratterà di un individuo dai processi rallentati, timido, anergico, pauroso, pigro. All’Umido si deve la sua facilità alla sottomissione, alla volubilità, ma anche la flessibilità e la sensibilità.

La natura “passiva” di questo elemento si riflette nel fatto che la circolazione linfatica non è sotto la spinta dinamica di un sistema autonomamente attivo come nel caso del sistema cardiocircolatorio, ma dipende passivamente dall’azione meccanica di strutture esterne (pulsazioni arteriose e movimenti della muscolatura) e solo in minima parte dall’ attività contrattile dei vasi linfatici maggiori.

Sul piano fisio-patologico, il soggetto a predominanza linfo-flemmatica tende alla secrezione e accumulo di liquidi, al ristagno linfatico, all’idrogenoidismo e alla lenta circolazione. Il comparto che corrisponde più direttamente a questo “umore” (flegma) è non solo la linfa ma in generale quello dei liquidi degli spazi interstiziali e della matrice extracellulare. Solitamente si ha eccesso di secrezioni mucose e, nel sangue, di sieroproteine, di albumine e frequente anemia. Sistema immunitario poco efficiente, dalle reazioni lente e torpide; lunghe convalescenze. I linfonodi sono spesso gonfi, ipertrofici e a volte induriti. Il metabolismo è anche in questo caso rallentato per effetto del Freddo, cosa questa che, per effetto congiunto dell’Umido, ne spiega la pinguedine.

Temperamento Sanguigno

 180px-Johannes_Duerer-giovanni sanguignoLa complessione di questo soggetto tende a manifestarsi in un buon sviluppo muscolare, pelle tiepida e di colorito roseo, il polso che nel malinconico era piccolo e duro, qui diventa più ampio, generalmente regolare. Capelli e peli corporei sono folti, l’aspetto è grazioso, le forme tendono alla floridezza e, negli anni, ad un facile aumento di peso. E’ una personalità estroversa (qualità del Caldo), quasi sempre generosa, gioviale, coraggiosa e molto attiva; gli occhi, vigili e mobili, dimostrano grande vivacità intellettuale. Pur non avendo del malinconico la cupezza, ma neanche la profondità di pensiero, è per lo più dotato di un’intelligenza concreta e di uno spirito più pratico. Spesso indulge ai piaceri sensuali, al sesso, alla tavola, dei quali a volte abusa (qualità dell’Umido). La tendenza fisio-patologica di questa costituzione è quella un tempo detta “pletora”, con floridezza e sovrabbondanza delle forme e del volume sanguigno: sotto l’effetto del Caldo e dell’Umido questa è la costituzione maggiormente “vitale”.

Negli anni può tendere all’ipertensione a all’iperglobulia, alla diatesi metabolica o “ematogena” con alterazioni della crasi sanguigna, soprattutto con alte concentrazione di metaboliti dovuti all’iperattività di un metabolismo che a volte supera le capacità escretorie. Può nel tempo vedere l’insorgere di iperglicemica, uricemia, gotta, colesterolo e grassi in eccesso, arteriosclerosi. Tradizionalmente era nota la relazione occulta Aria-Sangue, anche in altri sistemi di corrispondenze, relazione sulle cui ragioni profonde qui non possiamo addentrarci; basterà osservare che sia il respiro, il soffio (o prana) sia il sangue sono elemento di vita e di calore al corpo. Del resto il sangue deve essere ossigenato attraverso la respirazione e sia la respirazione che la circolazione sono sottoposte e regolate da un unico processo ritmico che coinvolge gli organi toraci.  Anche in Medicina Cinese il Qi e il Sangue viaggiano insieme nei meridiani principali; se i meridiani sono governati dal Polmone e i vasi dal Cuore, entrambi questi organi sono sostenuti da un unico tipo di energia, lo Zong Qi, l’energia del torace che agisce come un mantice. La stessa distinzione fra vasi e meridiani è relativa, poiché anticamente l’ideogramma mai indicava ambiguamente entrambi.

Si capirà allora perché il soggetto “sanguigno”, in cui prevale l’elemento Aria, si predisposto più di altri, in caso di scompensi e disequilibrio, a patologie cardiocircolatorie.

Temperamento Bilioso

Durer,_quattro_apostoli_03-marco-collerico Il bilioso o collerico dovrebbe essere tendenzialmente asciutto e magro, ma dai muscoli molto tonici e marcati, il colorito giallognolo, il polso duro, rapido e sottile. E’ istintivo, irascibile, aggressivo, dagli appetiti voraci e improvvisi. Prova facilmente sete. E’ incline agli stati febbrili, con agitazione e scosse. Il suo sonno può essere facilmente agitato e può avere di frequente iperattività onirica e incubi. Ambizioso, impaziente, audace, temerario, i suoi processi di pensiero possono essere particolarmente intuitivi o creativi, pur non avendo la metodicità e il rigore del malinconico, né l’equilibrio del sanguigno. I suoi atti spesso istintivi e possono essere improntati alla violenza, ingiustizia e sadismo, se predomina l’aspetto scompensato di questo temperamento. Sul piano fisio-patologico i suoi processi tendono all’eccesso di combustione organico-vitale, processi che il Freddo e l’Umido non riescono a bilanciare. L’elemento Fuoco si rivela in tutte le secrezioni acide atte a digerire, succhi gastrici, enzimi pancreatici; il soggetto può essere facilmente a rischio di gastriti, pancreatiti. Anche l’apparato epato-biliare che è fortemente attivo in questi soggetti può però, se sovraccaricato, comportare disturbi come coliche biliari, colecistiti, calcolosi biliari. I processi infiammatori in questa costituzione possono essere assai più forti che nelle altre, con febbri elevate, tendenze agli spasmi e alle convulsioni. Il soggetto può soffrire anche di alterazioni endocrine soprattutto a carico della tiroide, con ipertiroidismo e accentuato catabolismo (Caldo) che conduce a magrezza (Secco), al contrario il mixedema degli ipotiroidei è espressione di un eccesso di Umido.

Anche alcuni processi autoimmuni possono rientrare nel quadro di un Fuoco autodistruttivo. Proprio questa considerazione fa capire quanto fuorviante sia la lettura materialistica che individuava nella “Bile” degli antichi solamente la secrezione biliare degli attuali trattati di fisiologia…

L’influsso che questa quadripartizione ha esercitato sugli sviluppi ulteriori delle discipline medico-umanistiche è notevole. I quattro Temperamenti umorali sono stati anche sovrapposti alle costituzioni omeopatiche, rispettivamente quella fosforica, carbonica, sulfurica, fluorica (per la verità con tutte le controversie del caso, ad esempio relative al fatto che per alcuni il bilioso sarebbe il sulfurico magro o muriatico, al fatto che il fluorico si possa ritenere o meno una costituzione o piuttosto uno stadio scompensato del fosforico, che il sulfurico sia una “costituzione” o semplicemente l’idealità del soggetto più prossimo all’ equilibrio organico, che infine esistano davvero delle “costituzioni” ai fini della prassi omeopatica…).

Molta fortuna ebbe anche nelle concezioni filosofiche mediche di R. Steiner, in cui oltretutto, questi quattro temperamenti assumono una rilevanza soprattutto psico-antropologica, e quindi un particolare significato per la pedagogia.

Anche nella psicologia junghiana gli Otto Tipi psicologici sono in un certo senso un riflesso della quadripartizione archetipica ippocratica: Jung applicò la doppia polarità introverso/estroverso a quattro funzioni base (Pensiero/Sentimeno/Intuizione/Sensazione) che richiamano direttamente i quattro temperamenti della medicina umorale antica.

 

 

 

 

 

 

 

Manuale di protezione energetica – i pericoli della New Age

La New Age identifica una compagine di movimenti e dottrine, relativamente recenti (si parte propriamente dalla grande ondata di neo-spiritualismo degli anni ’70) di natura pseudo-iniziatica che, sulla base di una mal compresa nuova età “acquariana”  tendono a trasmettere, ma in chiave popolare e volgarizzata, insegnamenti anche attinenti in origine alla visione sapienziale tradizionale, ma fortemente travisati se non addirittura capovolti, in una chiave che non stenteremmo a riconoscere come contro-iniziatica. A questi poi si sono aggiunti nel corso dei decenni altri materiali totalmente spuri, fantasticati o provenienti dalle fonti più dubbie (medianità e canalizzazioni varie di cui certi movimenti New Age sono pienamente intrisi), estranei a qualsiasi insegnamento autenticamente spirituale e tradizionale, spesso mettendo il tutto allo stesso piano di dottrine psicologiche, del couching motivazionale e di marketing con cui spesso il resto viene mischiato.  Una caratteristica comune a questi pretesi indirizzi è di divulgare insegnamenti a chiunque in modo pubblico e senza alcun filtro, soprattutto ciò che attiene a pratiche, meditazioni, addirittura “rituali” o preghiere o “tecniche di guarigione” ed altro, tutto ciò al di fuori di qualsiasi contesto iniziatico e senza alcuno criterio. In effetti il fatto che questi elementi siano del tutto privi di efficacia (nella maggior parte dei casi) non esime tuttavia dal mettere in guardia dai pericoli “occulti” che essi possono rappresentare. Il tutto veicolato a discepoli che tali non potrebbero mai essere (per carente qualificazione) e da parte di “maestri” che tali non sono e non possono essere, perché privi di un effettivo collegamento regolare ad un Fonte Sovrannaturale e Iniziatica. Tale infatti è lo stato degli autoproclamati guru new age, in buona o meno buona fede che siano.

Evidenzieremo tutti gli elementi più condannabili, ponendoci nell’ottica dell’esoterismo tradizionale e della medicina esoterica ad essa associata, per mostrare l’inconsistenza di certe dottrine e pratiche di ispirazione new age, soprattutto in relazione alla naturopatia e alle tecniche olistiche di guarigione, cercando anche di dare indicazioni su come andrebbero “rettificate” ove possibile.

Analizziamo alcuni aspetti pratici:

La suggestione dell'onnipotenza dell'Inconscio 

L’affermazione che sia “il tuo inconscio a guarirti” si accompagna spesso alla  svalutazione della figura anche sacrale del Terapeuta e del Guaritore e del suo ruolo attivo, degradato a semplice “specchio” dell’inconscio del malato, mediatore dei voleri dell’inconscio, o semplice “facilitatore”, quindi relegandolo in una funzione di semplice medium  e in uno ruolo meno passivo. Questa è una contraffazione dell’idea di autoguarigione e di forza vitale (concetto ad esempio omeopatico) trasferito in tutt’altro dominio e travisato. In primo luogo, se è vero che le forze innate di ogni essere naturale tendono all’omeostasi e all’autoequilibrio e quindi all’autoguarigione è pur vero che in natura c’è l’uguale tendenza all’entropia e al decadimento. Affidarsi all’inconscio e ritenere che in esso vi siano i semi della guarigione è molto sbagliato, anche perché ordinariamente l’inconscio contiene più propriamente i semi delle malattie, sia in termini di condizionamenti individuali sia in termini di depositi karmici storici e collettivi (qualcosa di non molto diverso dai miasmi hahnemanniani). Analizziamo cosa è davvero l’Inconscio in termini di psicologia esoterica. Nella migliore delle ipotesi siamo in presenza di un abuso terminologico e di una non voluta confusione semantica. In realtà neppure Jung – peraltro un grande iniziato – è arrivato a formulare esplicitamente una netta distinzione fra in-conscio e super-conscio. Questa distinzione ineludibile è esplicitata solamente nella psicologia transpersonale di S. Grof o nella “Psicosintesi” di Roberto Assagioli, l’unica teoria psicologia ad essere davvero aderente alla visione tradizionale delle grandi scuole sapienziali ed esoteriche d’Occidente e d’Oriente (con la nozione trascendente di Atma). 1896 Fernand Khnopff, L'Art ou le Sphinx ou les Caresses 'Art or the Sphinx or CaressesOra l’Inconscio, specie quello più profondo, è la sede dei complessi psichici più primitivi, meno evoluti, complessi istintivi riconducibili alla vita animale, e degli impulsi più bassi, spesso radice di ossessioni, forme morbose, deliri, paure, fobie.  Le forme di invasamento e ossessione trovano in questo substrato infero la loro base micro-cosmica all’interno del complesso umano.

Viceversa è il Super-conscio (il Sé transpersonale, corpo causale etc.) ad essere la sorgente degli impulsi evolutivi, a ispirare processi di elevazione spirituale. La vera radice della guarigione occulta è solo il Divino, e non una qualche realtà naturale, a cui appartiene anche il dominio infero delle forze inconsce sia individuali che collettive.

In questo senso il guaritore non può essere un signor Chiunque, ma può agire solo in virtù di un carisma particolare, di una connessione effettiva e operante coi Mondi Superiori e capace di indurre nel malato, non già l’apertura della “porta degli inferi” ma l’attivazione sia pur limitata di una comunicazione coi veicoli superiori del malato stesso per favorirne l’effettiva cooperazione. In questo senso la guarigione è anche un processo potenzialmente evolutivo. Ma anche qui non si deve tirare in ballo l’illusione consolatoria e ingannevole dell’ “autoguarigione” (nata anche per vendere corsi aperti a tutti): il malato non si auto-guarisce né il suo inconscio ha la chiave della guarigione e della salus individuale. Ciò per una legge naturale semplicissima: il meno non può produrre il più. Se si è malati si è in una condizione deficitaria. Occorre dunque una spinta e un processo energetico esterno, di natura spesso trascendente. Il Guaritore o colui che pratica la Terapeusi ermetica lo fa solo in virtù di un suo particolare livello evolutivo, di uno status che è anche iniziatico e di un livello di conoscenza e comprensione superiori.

Ugualmente grave è il tentativo culturale di negarne il suo ruolo attivo ed agente. I guaritori sono dei compensatori aurici che per emanazione colmano i deficit energetici altrui. Devono letteralmente traboccare di energia ( e devono trovarsi nello stato idoneo in quel momento). Il loro stato dunque è altamente proiettivo e giammai esso si limita a fare passivamente da “specchio” al malato o ad assecondare le voglie dell’oscuro e caotico “inconscio” dal malato (il quale anzi “desidera” essere malato, l’inconscio obbedendo infatti a leggi ripetitive) come invece sembra recitare lo slogan dell’ideologia new age in tema di guarigione. Basterà ricordare che Cristo, Apollonio di Tiana, Mesmer, Swedenborg, Cagliostro hanno agito esattamente in questa chiave. Alice Bailey nel suo trattato Guarigione Esoterica riconduce l’opera dei guaritori al Raggio dell’Amore o a quello della Volontà. In entrambi i casi non si può non riconoscerne la qualità emanativa e sempre attiva. Invece si tende a destituire di centraltità l’azione terapeutica in parte per fattori pedestri (rigettare responsabilità giuridiche) in parte per dare a tutti l’illusione di essere o poter fare da “mediatori” per l’autoguargione del malato. Questa pretesa serve a diminuire la responsabilità che l’operatore attribuisce a sé stesso anche di fronte ad eventuali obblighi in materia di legislazione sanitaria (specie nei paesi più illiberali in materia come l’Italia) e serve anche per vendere più corsi, ove a chiunque si dà l’illusione di fare da “mediatore” in virtù di una “tecnica”…dimenticando l’adagio popolare che ricorda che: “è il mago, e non la bacchetta, a fare la magia…”.

Quindi nella migliore delle ipotesi siamo in presenza della necessità molto grossolana di “vendere di più” (da cui la democratizzazione degli insegnamenti); d’altra parte è però abbastanza intuibile che dietro a questi veri stravolgimenti ideologici siano in azione una vera opera sovvertitrice tipicamente controiniziatica volta all’inversione degli insegnamenti tradizionali. Usando  una classificazione antroposofica potremmo parlare di un influsso tecnicamente luciferico, di “spiritualità” luciferica.

La tendenza "medianica"

Corollario di quanto già detto è la necessaria denuncia della generale tendenza alla medianità. Come si sa la medianità è l’opposto dell’elevazione in senso iniziatico, dato che la prima è assimilabilabile ad uno stato di passività e di riduzione verso la sub-coscienza. Paradossalmente la New Age sembra in realtà propiziare con le sue pratiche proprio questi stati. Notiamo ad esempio l’uso medianico (o quasi “divinatorio”) della kinesiologia fatto da alcune scuole naturopatiche. Il test kinesiologico, quando correttamente inteso, sfrutta la differente risposta muscolare come indice di una modificazione bioenergetica e questo in senso fisico può indicare la sensibilità ad alimenti, stimoli, campi magnetici, geopatie etc. Tuttavia si è creata l’abitudine di tarare il suo codice binario come un sì/no, risposta affermativa e negativa a domande che l’esaminatore porrebbe mentalmente ad un non meglio precisato interlocutore. Questo viene spesso indicato come l’inconscio dell’esaminato (sempre lui!) concepito come il depositario di ogni verità e informazione in merito alla cura. Sarebbe così l’inconscio del paziente a decidere, attraverso un sì/no sia la diagnosi che la prognosi, il tempo di trattamento, i rimedi vibrazionali da usare, la posologia etc… In altri casi il naturopata kinesiologo afferma di comunicare direttamente con l’ “Universo” (sic!, tale risposta ci è stata in effetti più volte personalmente data da alcuni praticanti e istruttori). Che sia un mezzo medianico è confermato anche dall’abitudine a testare neppure solo il paziente ma a farlo tramite un terzo che funge da “testimone”, anche a distanza. Questo metodo applicato alle medicine non convenzionali è totalmente antitradizionale ed una pura fantasticheria moderna: nessun medico omeopata si è mai sognato nella gloriosa tradizione di questa medicina di sostituire il colloquio e la repertorizzazione con pratiche di questo tipo per scegliere i rimedi. Nessun agopuntore ugualmente ha mai usato questi metodi e neppure nell’antica Cina è mai attestato l’uso divinatorio ad esempio dell’I Ching per scegliere la terapia. Nei tempi più antichi della Grecia pre-classica esisteva una medicina divinatoria su basi quasi sciamaniche, ma si trattava di pratiche legate ad un contesto strettamente iniziatico e sacerdotale, condizioni queste che non sono certo quelle degli attuali “ambienti olistici”!

Per capire il senso di questo fenomeno si fa notare che molti arrivano addirittura a non voler interrogare il cliente o neppure in certi casi a studiare le proprietà dei rimedi (omeopatici, floreali, oli essenziali) per non essere influenzati durante la lettura kinesiologica. Si tende dunque a svuotarsi completamente come operatori diventando sempre più dei semplici medium della stessa Kinesiologia. Al tempo stesso come già detto ci si “svuota”. È significativo notare come tutto questo si accompagni ad atteggiamenti teorici che tendono a denigrare il “mentale” (così come alla colpevolizzazione del perfido emisfero sinistro, “maschile” e “razionale”). Purtroppo la tipica confusione “medianica” sta nel propendere verso una regressione a stati evolutivamente inferiori di coscienza. Ben fece notare Rudolf Steiner invece come lo stato attuale dell’evoluzione umana sia quello dell’anima cosciente, e dell’Io. Dunque è dalla facoltà cosciente che si deve partire; ed eventualmente trascenderla attraverso un’elevazione ed espansione del proprio campo coscienziale (ma qui parliamo di stati accessibili agli Iniziati e agli Adepti) attraverso la connessione coi veicoli superiori: cioè esattamente con il Corpo Mentale (superiore), non parliamo neppure della possibilità di comunicazione con il Causale, stadio ancora più lontano da realizzare. La vera Intuizione intellettuale, facoltà super-razionale, si ottiene aprendosi a stati superiori di coscienza, non già regredendo a stati inferiori, medianici di sub-coscienza.

Altro che farsi meramente canale di un tecnica, il vero Terapeuta dovrebbe giungere a comprendere per via sovranormale le cause occulte delle malattie….ma questo non si ottiene rinnegando la coscienza di veglia, lo studio, la riflessione, semmai elevandosi al di sopra di queste facoltà ordinarie, ma facendo perno su di esse!

Lo scopo di questi atteggiamenti totalmente scorretti, in cui persone non idonee, praticamente chiunque, si prestano a certe attività in cui apparentemente il proprio contributo è pressoché “meccanico”, sta nel permettere una vera e propria canalizzazione (più o meno diretta) degli eggregori di queste pratiche new age, che assumono ormai vita propria e di cui gli operatori olistici diventano semplici medium. Peraltro ciò propizia e rafforza la tendenza medianica generale, modificando in senso regressivo il campo cosciente dell’umanità in generale. Non servirà neppure ricordare che, ove un eggregore agisce nell’inconsapevolezza di coloro che vi attingono, esso diviene sempre necessariamente vampirico.

Quando poi tali pratiche di collegamento con l’inconscio, che micro-cosmicamente rappresenta la regione infera, si spingono sino alle ipnosi regressive, si giunge ad un livello tecnicamente paragonabile ad una vera e propria evocazione, ben evidente in effetti nelle sedute ottenute da Corrado Malanga.6-giorni-sulla-terra-immagini-2 In realtà oltre al fatto che tali pratiche sono quasi sempre prive di senso davvero terapeutico -anche in un contesto psichiatrico –  specie se spinte troppo in profondità. Data la natura infera e ctonia delle forze che vengono smosse sarebbe opportuna una precisa qualificazione esorcistica di chi deve eventualmente trovarsi a gestire tali “forze”. L’impressione generale è che di nuovo, si sia in presenza di una morbosa attrazione verso l’inconscio, verso l’oscurità, verso zone crepuscolari delle coscienza e della realtà. In ogni caso queste pratiche – fra cui come ebbe modo di mostrare anche  J. Evola in Maschera e volto dello Spiritualismo contemporaneo rientra anche la psicoanalisi  – sono foriere di un clima di evocazione permanente su scala collettiva, che propizia sempre di più l’irruzione di forze caotiche, perverse e irrazionali nel quotidiano e nella coscienza umana; fenomenologia che certo non ha bisogna di essere dimostrata, data l’abbondanza di casi ormai ordinari di cronaca nera, che testimoniano il raggiungimento quasi di un livello di ‘invasamento collettivo’. La stessa cosa potremmo dire di quei molto discutibili psicodrammi che vanno sotto il nome di “costellazioni familiari“.

Il Reiki

Contrariamente  a quanto si pensa di solito, il Reiki non è una pratica New Age, o meglio non nasce come tale, ma avrebbe una sua base tradizionale. Il suo fondatore, Mikao Usui, non era come la vulgata popolare e leggendaria vuole, un cristiano; fu invece un monaco del lignaggio Jodo shu del Buddhsimo giapponese (e non, come sostengono altri erroneamente, del Tendai). Nell’ambito di questa scuola mahayana particolarmente legata al Buddha Amitaba, Usui avrebbe in realtà “risvegliato”, durante un ritiro, un sistema di Terapeutica già rivelato in alcuni sutra mahayana. Tuttavia questo lignaggio terapeutico è andato incontro rapidamente ad un processo catagogico e degenerativo nel momento in cui dopo la morte di Usui, sua moglie iniziò a vendere (!!) le iniziazioni attraverso un processo che tecnicamente è simonìa. Questo semplice atto, come anche il fatto di estendere a grandi gruppi non qualificati l’accesso al  campo energetico di una pratica, è già sufficiente a causare una vera inflazione qualitativa di qualsiasi struttura iniziatica. Contrariamente a quanto pensano i praticanti Reiki i “sigilli” usati per la guarigione a distanza non sono meri “schemi radionici”. Come sa qualsiasi studioso di ermetismo occidentale tali formazioni grafiche sono sigilli di evocazione di altrettante Intelligenze geniali appartenenti al relativo campo eggregorico (la terapeutica magica in Oriente come in Occidente risponde ai medesimi meccanismi e segue le stesse leggi).  È bene quindi spiegare che ogni sigillo connette ad un Genio, anche se questo gli istruttori di Reiki non lo sospettano neppure. Ora, il sigillo o cifra di un Genio, nel momento in cui vengono divulgati, fotografati, diffusi sui media subiscono inevitabilmente una drastica “inflazione psichica”, tale da comprometterne la qualità e l’azione. Attualmente l’Eggregore del Reiki, stante queste condizioni che lo hanno tecnicamente profanato, è un eggregore totalmente corrotto e catagogico. tumblr_lqhtf5uEtx1qgwpzmo1_500Chi vi entra in contatto, lungi dal poter guarire realmente oltre il normale placebo, rischia anzi di saturarsi di energie molto dannose e squilibranti, soprattutto per l’operatore. Non è un caso che Lama Gangchen Rinpoche, un grande lama guaritore del Buddhismo tibetano abbia infatti dovuto agire riequilibrando i suoi allievi praticanti di Reiki ed anche provveduto a ‘rettificare’ il loro sistema dando le iniziazioni al Chawang tibetano Ngalso, tratto dal Guhyasamāja Tantra. Inoltre i suoi praticanti Reiki sono stati indirizzati a riprendere il lignaggio originario Komyo, proprio per non compromettersi con l’ormai decaduto sistema oggi in voga e diffuso nei corsi, quello profanamente divulgato dalla moglie di Usui. Risulta infatti che in ambito monastico in Giappone sia rimasto un detentore del lignaggio originario non corrotto, Rev. Hyakuten Inamoto, monaco del Jodo shu, la scuola della Terra Pura a cui apparteneva Usui. Presso queste condizioni sembra che possa esservi la possibilità di un canale puro ed operante del Reiki.

A parte questo, ciò che è stato venduto per decenni agli onnivori e ingenui profani occidentali è materiale oramai talmente degenerato e decaduto che anche solo sperare di poterne fare qualcosa di positivo è mera fantasia. È il caso invece di far presente il pericolo a livello energetico che può essere rappresentato dal contatto con un eggregore involuto e corrotto.

 Lo "psicologismo" in psicosomatica

Esiste una tendenza generale fra gli autori, anche medici, in ambito olistico di creare suggestivi sistemi di corrispondenze simboliche per svelare il “significato” delle malattie, secondo un paradigma di interpretazioni simboliche modellato sull’esempio della psicoanalisi, il primo pioniere in tal senso è stato infatti un allievo di Freud, il Groddeck. Tuttavia negli ultimi tempi si è arrivati a veri e propri best sellers nel campo dell’olismo e della psicosomatica, dai libri di R. Dalkhe alla cosiddetta “metamedicina“. A parte le stranezze delle teorie di Dalkhe che considera solo tre archetipi tradizionali ( Venere, Marte e Saturno) anziché sette – anomalia di cui non fornisce spiegazione alcuna – va rilevato che tutti questi “sistemi”, accomunati dal fatto di fare lunghi elenchi di corrispondenze fra ogni patologia e un preciso “problema” o “processo” psicologico, sono tutti discordanti fra loro e ogni autore fornisce presunte “spiegazioni” spesso assai divergenti da quelle riferite dagli altri…tanto da far pensare che, se corrispondenza vi fosse in certi casi, è più che altro l’individualità a prevalere sul caso generale, compromettendo la possibilità stessa di stabilire una “legge“, sulla base di questo paradigma medico. Gran parte di questi autori non fa altro che formulare affermazioni apodittiche e aprioristiche, mai supportate da una base clinica e da un controllo statistico. Il rischio di questo approccio sta appunto nello schiacciare il livello causale delle patologie solo in ambito psicologico: questo ha un effetto negativo anzitutto perché tende anche se indirettamente a “colpevolizzare” il malato instillando il sospetto di un qualche squilibrio psicologico probabilmente non effettivo e addossando ai suoi processi emozionali e di pensiero la responsabilità di tutto. In realtà lo squilibrio non deve essere ricercato unicamente in ambito emozionale e psicologico, e vi è un’ampia serie di ambiti dove cercare: ambiti energetici, karmici, astrologici, o di altra natura “occulta”, che possono essere presi in considerazione se si vuole una visione globale e olistica non solo a parole. Ad esempio dal punto di vista della Medicina esoterica, la causa di un male potrebbe essere in un transito astrologico, in una maledizione degli Antenati, nell’azione dei Voladores sciamanici, o dei Naga ( spiriti della Natura nel buddhismo e nell’induismo, sovente causa di attacchi all’uomo). Nel mio articolo sulla medicina tibetana ho accennato al gran numero di classi di esseri che causano disordini, per lo più psichiatrici. Ora lo “psicologismo”, come tendenza a ricercare le cause solo o soprattutto a livello psicologico, fornisce una sorta di paravento che addirittura occulterebbe ancora di più l’azione predatoria in atto in questi processi. Anzi bisognerebbe ricordare che spesso gli stessi disagi psicologici possono essere causati proprio dall’azione di questi esseri sottili sul corpo astrale…

Se si vuole fare una psicosomatica in grado di valutare anche questi aspetti e meno pretenziosa, si deve mutare paradigma ed abbassare il tiro, per così dire. Non si deve ipotizzare un “significato” per ogni patologia (anche perché non vi è ancora nessuna dimostrazione che vi sia una corrispondenza unica valida per tutti gli individui), ma limitarsi al “significato” dell’organo colpito o della funzione lesa. La chiave è il concetto di dimensione d’organo che vede ogni “organo” come deposito di funzioni ancestrali, immagini archetipiche specifiche, relazioni energetiche. Questa nozione può divenire così compatibile con l’anatomia sottile del corpo, ed è suscettibile di interpretazioni analogiche che possono gettare una relazione con gli latri livelli della Medicina esoterica (astrologici, karmici, attacchi psichici). Lo psicologismo è invece una deviazione moderna che non trova posto nella visione tradizionale.

Una parola in favore va spesa per la Nuova Medicina Germanica di R. Hamer poiché si basa su effettivi riscontri clinici, formula leggi di tipo biologico e usa una psicosomatica ristretta al piano fisico (neurologico), ma in questo suo ambito è perfettamente corretta. Le conclusioni di Hamer sembrano più orientate comunque a delle correlazioni fra traumi e organi o tessuti (foglietti embrionali) che non fra traumi e patologie di ogni tipo. Ad ogni modo, quando le correlazioni diventano troppo dettagliate e ‘analitiche’ si ha l’impressione di forzare e comprimere l’individualità del caso in schemi aprioristici. Dunque è sempre il Terapeuta che deve sapere leggere e interpretare e mai può farlo il “protocollo” di nessuna teoria e ideologia.

Altri errori dottrinali
  • il Siamo tutti operatori di Luce”. Tutti automaticamente si fregiano del preteso titolo di guaritori pranici o “aurici” e tutti si illudono di poter “manipolare” corpi sottili e campi di forze. In realtà, in nessuna autentica tradizione spirituale che comprendesse lo sviluppo di carismi e abilità “compensatrici” o terapeutiche è mai stato affermato che queste capacità siano universalmente possedute da tutti o democraticamente trasmissibili a tutti. E’ vero che, eccezionalmente, si trovano individui con una predisposizione compensatrice (per usare una espressione di Kremmerz) oppure che si possano rinforzare certe attitudini con un training specifico di tipo vario (magnentismo, parapsicologia, tecniche di psicodinamica, suggestione ecc..), tuttavia è da ritenersi, quando non del tutto inefficace, anche pericoloso per sé e per gli altri cimentarsi in tecniche “terapeutiche” o “praniche”, senza un specifico collegamento a Catene Iniziatiche autentiche, che prevedano il conferimento di tali speciali “crismi”. L’assenza di questa condizione oltre a comportare rischi per l’operatore ne produce senz’altro al soggetto da guarire, specie per il rischio di “contagi fluidici” o “larvali” di cui lo stesso incauto operatore non saprebbe schermarsi. Molti di questi sedicenti “operatori” finiscono per diventare “untori sottili” senza saperlo. Inutile dire che è molto discutile pensare che un semplice corso di “naturopatia vibrazionale” sforni adeguati “pranoterapeuti”. Ciò che abbiamo etto del Reiki esemplifica abbondantemente la questione.
  •  il “buonismo“: la New Age mostra una negazione di tutti gli atteggiamenti umani che non rientrano in un canone etico artefatto dove tutti i comportamenti presuntivamente spirituali debbano essere improntati a tolleranza e pacifismo, con più o meno velato rigetto di ogni attitudine marziale e virile. Chiunque non si uniformi a questo “canone” etico è detto persona “poco consapevole”, ed altri epiteti pretenziosi … Ora, è assolutamente falso immaginare che la “rabbia” sia solo un sentimento negativo. Esiste una rabbia egoica, ma esiste una rabbia che può venire dall’Io spirituale, finanche dal . Il Buddhismo Vajrayana esemplifica questo con l’espressione “rabbia Vajra” che è tipica dell’asceta e che è uno strumento della Saggezza originaria della Mente oltre che un legittimo strumento di evoluzione. Anche la tradizione cabalistica contempla il necessario equilibrio fra i due Pilastri destro e sinistro: la New Age e i cultori delle ideologie correlate mostrano una paura e un rifiuto totale e aprioristico verso la sfera di Geburah che invece fa parte dell’Ordine Cosmico, e confondono la vera  Geburah con il suo riflesso oscuro e squilibrato. Ne segue tutta una serie di giudizi e di indicazioni comportamentali errate.
  • il moralismo” del se soffri è perchè “devi imparare una lezione”. Ciò può essere vero, in alcuni casi, ma non può essere una legge universale. Esistono molti “fattori” o “forze” che sono semplici trouble makers o dei tricksters ed esercitano semplicemente un’azione vampirica o prevaricatrice e non hanno nulla di utile che deponga a loro favore. Bisogna sopravvivere e difendersi (le tradizioni sciamaniche antiche ed autentiche, non quelle edulcorate e rivendute al consumatore new age, sono tutte chiarissime in questo senso) . Questo atteggiamento è proprio il meccanismo con cui la New Age serve ad occultare meglio i predatori. Gli elementi moralistici invece derivano sopratutto dalla matrice anglosassone e luterana degli ambienti in cui la New Age si è sviluppata e servono solo da strumento, in questo caso, a nascondere certi meccanismi predatori.
  • Dai due punti precedenti segue perfino un’indicazione alimentare verso alimenti “sattvici” (secondo la nomenclatura induista) volti ad esaltare la “frequenza vibratoria” ed alzare la consapevolezza così come a evitare “energie dense”. Ora qui è necessario un appunto. L’alimentazione sattvica (prevalentemente latto-vegetariana, lasciamo stare il veganismo che è una deviazione moderna mai esistita nell’induismo) è cosa buona solo per gli asceti (o chi temporaneamente deve svolgere un lavoro di ascesi) ma è assolutamente deleteria per gli altri due gruppi (individui connotati dai guna tamas o rajas). Gli individui sattvici costituivano per corrispondenza la casta più alta, quella dei sacerdoti. Si trattava di un numero ristretto ed eccezionale (anche a livello razziale) di individui. E parliamo del periodo vedico. Soprattutto è bene tenere conto del mutamento dei tempi: ora, nel Kali Yuga, questi individui sono tecnicamente scomparsi (salvo rarissime figure di Maestri spirituali), non si illuda pertanto il sognatore o fabulatore “indaco” di appartenere a questa razza di individui superiori, già in crisi ai tempi del Buddha storico. L’alimentazione sattvica è deleteria per gli altri individui e alla lunga li indebolisce (se si vuole sapere se si è sattvici si provi a mantenere sei mesi di totale castità…). Suggerire un’alimentazione sattvica ad individui con una complessione tutt’altro che sattivca è cosa estremamente discutibile, fonte di potenziali forti squilibri per la salute. Gli insegnamenti tradizionali dell’India hanno sempre teso a far seguire a ciascuno la via idonea alla propria natura. Altra cosa è indicare un certo equilibrio alimentare nel non incoraggiare troppo i difetti della propria costituzione, ma  propagandare una dieta del tutto inappropriata alla propria costituzione è dannoso.
    Purtroppo le scuole di naturopatia tendono non solo a bandire la carne (a volte forse più necessaria sul piano energetico che non sul piano “fisico” o nutrizionale) ma temono come il “Male assoluto” qualsiasi tipo di alimento o sostanza stimolante (perfino un banale caffè) perché visto come troppo “yang“. Ora, oggigiorno è proprio dell’energia yang che si ha bisogno per potersi schermare e combattere contro le forze caotiche e prevaricatrici che ad ogni livello (da quello emozionale a quello economico) ci vanno a predare. Con la scusa del “risveglio della coscienza” (cosa che per l’individuo ordinario è mera utopia) si tende invece a istillare in soggetti sensibili a suggestioni ‘spiritualistiche’ degli atteggiamenti assai depotenzianti sul piano energetico per favorire i meccanismi predatori e vampirici di Forze che attraverso i distorti insegnamenti New Age hanno acquisito forza e vigore…
  • L’ ottimismo” New Age. Tutto è essenzialmente buono, chi vede il pericolo e l’avversità viene accusato di creare paura, sentimento a bassa frequenza vibratoria. Si scordano che la paura è uno strumento di allarme e sopravvivenza oltre che di evoluzione, in certi casi. La lotta e il conflitto fanno parte della dimensione in cui viviamo: comportarsi come se si fosse già “reintegrati nell’Assoluto” è il modo migliore per schiantarsi contro un muro. Invece -ed è accaduto al sottoscritto- chiunque indichi pericoli viene accusato di essere ottuso, intollerante, non evoluto, e senza risveglio. Nessuno invece è lontano dal risveglio quanto colui che si sogna di essere un illuminato senza invece vedere in che realtà vive… E tutti gli autentici insegnamenti spirituali sono stati sempre basati sulla presa di coscienza obiettiva del proprio stato attuale. È più che superfluo osservare che siamo (ancora) nella Dualità, ed è saggio comportarsi di conseguenza. In compenso
    gli autori New Age si effondono in improbabili profezie circa gli imminenti e inevitabili “salti quantici” o vibrazionali che ci eleveranno tutti…il tutto spesso accompagnato da “canalizzazioni” di entità “astrali”, “invisibili”, o in altri casi ufologiche, sulle cui identità vi sarebbe anche molto da eccepire!
  • Il “mondialismo”, per cui tutti i popoli e le razze e soprattutto le culture sono uguali, e tutte ugualmente belle e buone. Ora, se è bene che tutte le genti si sviluppino in un comune sentire planetario di appartenenza e di cooperazione non si deve però nascondere il differente ruolo gerarchico e la funzione-guida che solo determinati gruppi umani di volta in volta esercitano nell’evoluzione planetaria (questo anche secondo gli insegnamenti della Blavatsky prima delle tante edulcorazioni che la teosofia ha subito sino ad oggi), fatto anche additato da Steiner. obey-giant-hostile-takeoverUgualmente ci sono specifiche funzioni catagogiche e involutive esercitantesi attraverso alcuni gruppi umani, etnie, culture, razze e perfino determinate religioni. Il non voler prendere atto non solo delle differenze ma dei potenziali pericoli catagogici dipende dalle infatuazioni ideologiche con cui certi ambienti New Age si sono fusi. Ad esempio, l’integrazionismo e l’immigratismo  mascherati da “anti-razzismo” sono gli attuali strumenti attraverso cui determinate civiltà ed etnie (con tutte le Forze spirituali, o almeno sottili, ad esse collegate) sono state avviate alla distruzione programmata da altre “forze” che evidentemente a questo puntano, per meglio esercitare su scala globale gli stessi meccanismi di tipo vampirico e distruttivo che altrove esercitano a livello di individui o piccoli gruppi. Si tratta di forze occulte della Sovversione mondiale che ora stanno passando dalla fase sovvertitrice a quella organizzatrice, nella forma del cosiddetto “Nuovo Ordine Mondiale” (tecnicamente ispiratore, programmatore e finanziatore della globalizzazione finanziaria e dei flussi migratori).
  • La smania del politicamente corretto ha portato alcuni neo-spiritualisti moderni ad una eccessiva simpatia per i movimenti cosiddetti “LGBT” e per l’ideologia “gender”, il pansessualismo, etc… La diffusione di una certa ideologia omosessualista così come il voler diffondere canoni estetici e modelli comportamentali a “basso tasso di identità e differenziazione”, il tendere alla de-differenziazione dei generi, hanno tutti un preciso effetto sulla involuzione delle energie sessuali e basali degli individui e dei gruppi. E’ una legge ben nota agli studiosi di occultismo ed esoterismo, ma anche propria delle scienze naturali, che i processi evolutivi puntano alla differenziazione e alla strutturazione, mentre quelli involutivi tendono alla omogeneizzazione e de-differenziazione. Questo esercita una caduta non solo di identità ma anche di “frequenza” energetica delle nuove generazioni instillando un abbassamento qualitativo degli istinti basali. 085b004570014e81f6dbe9256376abcdMa vi è qualcosa di molto più inquietante. La differenza di polarità fra uomo e donna crea una forte tensione energetica, tanto più forte quanto più il maschio e la femmina sono differenziati. Questa tensione “fluidica” è fonte di evoluzione, di creatività personale, artistica, emotiva, e fornisce anche slanci potenzialmente evolutivi e creativi (non solo procreativi), cosa ben nota alle tradizioni che sfruttano il sesso a fini ascetici o iniziatici (caso esemplare nei sistemi orientali che fanno capo ai testi detti Tantra, ma non solo…). È più che evidente il sospetto che questo fenomeno di pan-sessualizzazione (usiamo il termine più vago possibile per essere un po’ meno politicamente scorretti) abbia un fine vampirico collettivo: quello di deprivare il genere umano di un potente strumento “magnetico” di elevazione (di cui perfino uno scienziato, Wilhelm Reich, ha intravisto le concrete possibilità).
  • La “devirilizzazione”. Il genere più colpito in questo ambito è quello maschile, anche perché le pseudo spiritualità new-ager sono prevalentemente (ma non sempre) eccessivamente “femministe” nel senso di voler dichiaratamente e intenzionalmente “innalzare” l’ energia femminile planetaria, vedendo in essa una fonte di amore e di “bene” contro quella maschile che sarebbe fonte di guerra e aggressività. Ora questo punto in parte si ricollega al precedente, con effetti davvero inquietanti se si pensa alla frazione di estrogeni (ormoni femminili) sempre più artificialmente presenti nelle carni da allevamento, o come componente nell’inquinamento dei fiumi e delle acque che gli stessi scienziati hanno più volte denunciato, con effetti persino sulle specie animali con effetti quali: oligospermìa, aumentata infertilità maschile, riduzione dello sviluppo dei genitali. Queste modificazioni che colpiscono soprattutto i maschi delle specie ne comprometterebbero in futuro e seriamente le capacità riproduttive. Il fine però è certamente quello di colpire soprattutto la sfera e l’ambito umano, sempre nell’ottica dei meccanismi in parte predatori, in buona anche parte prevaricatori, in atto anche attraverso le ideologie New Age. È più che evidente che un popolo senza guerrieri è assai più facile da sottomettere….

–  Asclepio

Il cancro nella medicina ermetica e spagyrica

Come tutte le patologie, anche le neoplasie possono essere spiegate e interpretate nella medicina spagyrico-ermetica come il difetto o l’azione squilibrata dei sette principi archetipali che sono a fondamento della complessione umana.


sept_nuances_2I princìpi Archetipali da cui dipendono le corrispondenti funzioni corporee e i vari Individui vegetali suscettibili di azione risanatrice sono dunque (almeno) quattro. Rapporti disarmonici fra queste funzioni, così come l’espressione squilibrata di uno solo di questi, può inclinare verso l’insorgere di patologie neoplastiche.
imputabili a quattro possibili funzioni (delle sette del Settenario naturale); siamo debitori di questa teoria al dott. Angelo Angelini, dotto cultore  delle applicazione mediche della Spagyria. In realtà, fa notare il dott. Angelini, ciò è piuttosto raro dato che la maggior parte delle patologie possono essere ricondotte in genere ad una, massimo due funzioni “compromesse” o alterate. Questa “ampia piattaforma”  che funge da base per le neoplasie è perfettamente in sintonia col fatto che la stessa medicina convenzionale attribuisce al cancro un’eziologia multifattoriale.Questa è la spiegazione, io credo, su un piano più sottile e profondo, anche della grande ‘variabilità’ morfo-funzionale fra i vari tipi di neoplasie.

I quattro Archetipi coinvolti sono:

  • Principio Venusino.

AN00188290_001_lVenere è la funzione archetipica dell’Eros cosmico che avvince le cose difformi, di diversa polarità. E’ l’attrazione cosmica reciproca fra l’Alto e il Basso, fra i due poli, fra lo Spirito e la Materia. Venere o Afrodite Urania (celeste) è la Sophia divina, la discesa o “presenza” del divino nella manifestazione. Da un punto di vista superiore l’azione dell’ Afrodite celeste è quella di portare il Bello che è in alto, anche in basso,  la Bellezza e la Verità iper-urania, così come l’ Armonia delle Sfere, nel mondo sublunare. E’ la Luce dell’Intelligenza che illumina la Materia. Se questo principio è leso in un qualsiasi ente, il “matrimonio” fra Materia e Spirito non è perfetto; il flusso allora tra i due mondi si interrompe e l’unione è incompleta. Venere incarna infatti anche il principio di Armonia. Può essere sotto il prevalere dei due Malefici, Saturno e Marte, che questa sofferenza venusina si manifesta. Allora la cupezza plumbea saturnina, il prevalere della materia, soffoca l’azione armonizzatrice di Venere, oppure essa è eccitata e agitata oltre misura dall’esplosività marziale.

  • Principio Gioviano

AN00188296_001_l“Giove” è la funzione regolatrice dell’ equilibrio e dello sviluppo regolare, proprio come il Sommo padre degli dei rappresentava la massima autorità garante dei corretti rapporti e della giustizia. Giove è anche “magnanimo” e questa virtù si correla alla caratteristica espansiva delle forze gioviane. Tutti i processi espansivi e accrescitivi rappresentano una manifestazione in atto dell’archetipo “planetario” di Giove. E’ dunque facile sotto entrambi i profili riconoscere l’implicazione di questo essenziale principio nelle patologie neoplastiche. In primo luogo il cancro essendo la massima espressione del processo degenerativo è un evidente segno di carenze di controllo da parte delle forze animiche ed energetiche che dovrebbero essere garanti dell’ordine, kosmos, nell’essere umano. D’altra parte, anche la natura espansiva e proliferativa del cancro rimanda all’espressione non equilibrata di una forza gioviana in eccesso e in disarmonia. Il lato negativo rappresentato dall’incontrollata prodigalità di Giove trova la sua espressione in una crescita abnorme e non finalizzata. Si vedrà così che il principio gioviano, sia che si trovi in difetto sia che si manifesti in modo eccessivo e squilibrato è potenzialmente coinvolto in questo processo secondo due modalità opposte e complementari.

  • Principio Saturnino

AN00188287_001_lSaturno governa i processi di cristallizzazione. E’anche la discesa della Spirito nella Materia, l’estremo limite di un processo di corporificazione ed incarnazione. La sua spinta centripeta mal si accorda con la natura espansiva neoplastica. Semmai esso tende a dar corpo ai processi di sclerosi che come ci insegna la medicina antroposofica sono all’estremo opposto rispetto alla degenerazione tumorale. Al contrario l’austero Saturno serve anche a bilanciare gli eccessi eventuali dell’espansività gioviana. Sarà più probabile che sia dalla carenza o debolezza delle forze saturnine che possa emergere un processo di cancerogenesi. Se tale principio è carente rimane qualcosa di “fluido” di incompleto. Sul piano psicosomatico queste carenze si manifestano come inconcludenza e  incapacità di concretizzare. Le forze di natura più calda come Giove, Sole e Marte con la loro spinta centrifuga si oppongono alle tendenze coagulative saturnine. Maggiormente frequenti sarebbero, in questa prospettiva, le neoplasie che interessano il sistema osseo, massima espressione dell’archetipo saturnino nel corpo. In termini, invece, di astrologia medica, le responsabilità di Saturno sono maggiormente da considerarsi in ragione del fatto che una sua cattiva relazione con altri pianeti può portarli in afflizione e dunque in questo caso l’esito potrebbe essere a favore di un processo neoplastico. Si tratta però dell’azione astrologica di Saturno in quanto anereto, e non in relazione alla funzione fisiologica e naturale di questo archetipo nella complessione umana.

  • Principio Solare

AN00188303_001_lLa neoplasia “solare” può essere correlata nell’individuo ad un cedere drastico del principio vitale (Sol), ma anche ad una carenza di “centralità”,  rappresentata dallo stesso Sole.  Dato interessante è che spesso in psicosomatica  si correla proprio a questo particolare aspetto il fenomeno del cancro. Quando il “centro di gravità” dell’individuo è assente o mal espresso o non riconosciuto, la spinta al rinnovamento e alla rigenerazione è continua ma mancando un punto di raccordo che le dia coerenza e centralità, queste tendenze si disperderanno in un processo vano. In mancanza di un nucleo centrale intorno a cui disporsi le forze vitali assumono un andamento caotico, privo di possibilità reale di edificazione. Il tutto procederà prima dal piano mentale/animico per passare a quelle energetico ed eterico, e infine al fisico in senso stretto, e in questa ultima tappa si avrà l’insorgenza effettiva dalla malattia neoplastica.

 

 

Nota bibliografica

Una parte dell’articolo è frutto di una mia elaborazione. Per il resto l’idea di fondo è tratta da un insegnamento dello studioso di spagyria dott. Angelini.  Cfr. Angelo Angelini, Il Serto di Iside, vol.2, pagg. 129-132, edizioni Kemi.

La “Psiche” e gli organi in medicina antroposofica

Come ho riportato nel mio precedente articolo, secondo il pensiero medico di R. Steiner le forze eteriche hanno la possibilità di essere convertite in forze del pensare. Molti aspetti delle attività psico-emotive e soprattutto i disturbi della sfera mentale sono indagati in relazione alla loro origine nel corpo eterico connesso nelle sue varie funzioni agli organi fisici. Così Steiner è portato a introdurre delle relazioni fra organi fisico-eterici e determinati psichismi o stati emotivi, sino alle malattie mentali, di cui sarebbe così possibile risalire all’origine organica.

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Si tratta di una intuizione assai importante perché a simili conclusioni giunse già  per altra via la Medicina Tradizionale Cinese. Questa inoltre pone ciascun organo principale in relazione – oltre che con un tipo di emozione specifica- anche con un elemento della cosmologia taoista e soprattutto con uno dei cinque shen o “spiriti” che costituiscono la complessione umana e che presiedono ad una particolare facoltà (si tratta in cinese dello Yi, del Po, dello Hun, dello Zhi e dello Shen propriamente detto).

Il sistema di corrispondenze seguito in medicina antroposofica è il seguente:

  • Fuoco –   Io  –  Cuore  –     rabbia, senso di colpa, stati maniacali
  • Aria –  Corpo Astrale – Rene –    Ansia, angosce, fobie
  • Acqua – Corpo eterico – Fegato –  Depressione
  • Terra –  Corpo fisico –  Polmone – Ossessioni, fissazioni.

Si impone in realtà a questo punto una riflessione critica. Steiner ha chiaramente intravisto un principio fondamentale. La nozione che ad ogni organo corrisponda un determinato tipo di attività emotiva e su di esso si rifletta in modo particolare uno dei corpi sottili dell’essere umano (o dei suoi “componenti invisibili”) è una nozione fondamentale in certi sistemi medici tradizionali, in primis la medicina cinese in cui forse questa idea è sviluppata nel modo più articolato. Le conclusioni dello Steiner sono state sviluppate in modo del tutto autonomo però e questo è un dato interessante che conferma il principio fondante di entrambe. Se però lo schema generale è sicuramente valido alcune conclusioni di Steiner sono un po’ più problematiche. Confrontando infatti con il modello cinese (di sicuro più convalidato, mentre quello antroposofico è in stato tutto sommato di ipotesi recente) si notano dei punti a mio avviso poco convincenti.

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Ad esempio, il porre l’organo fegato in relazione all’Acqua può essere giustificato solo fino ad un certo punto. In Medicina Cinese l’organo che ha il “governo dei Liquidi” è il Rene e in effetti è questo l’organo cui compete il bilancio idrosalino. Il fegato viene posto da Steiner in relazione anche al corpo eterico e alle forze espansive anaboliche. Tuttavia la funzione biochimica del fegato non è solo rivolta alla biosintesi e all’anabolismo; in realtà i processi di sintesi sono in equilibrio con quelli catabolici spesso sempre nell’epatocita come ad esempio la gliocogenosintesi e glicogenolisi; laddove invece un processo sintetico come la gluconeogenesi può avvenire ubiquitariamente in tutte le cellule somatiche. Vi sono numerosi processi di degradazione che sono anzi prevalentemente a carico del fegato e degli enzimi epatici (quali l’inattivazione di ormoni, xenobiotici, farmaci ecc..). Quindi la relazione anabolismo/corpo eterico /fegato è poco stringente per la verità. Steiner osserva anche il fatto che il fegato abbia una circolazione portale (venosa) e dunque carica di anidride carbonica, e questo rafforza la vicinanza al mondo vegetale (aspetto tipicamente riferibile al corpo eterico); va detto che la Medicina Cinese pone il Fegato in relazione al movimento Legno, e questa può apparire un elemento a favore o comunque una coincidenza significativa.

Strana invero l’assimilazione al corpo eterico, se si pensa che invece in Medicina Cinese il Fegato è la sede dello Hun (spesso tradotto con “anima”) cioè l’ente nell’uomo che elabora le volizioni inconsce e i desideri. Esso è dunque ciò che l’occultismo occidentale chiama “Corpo di Desiderio” o Corpo Astrale. Il paragone è ancora più calzante se si pensa che in MTC lo Hun è detto “ancorato al Sangue” (ed anche per gli occultisti occidentali il Corpo Astrale ha la sua sede elettiva nel Sangue; in MTC inoltre il Fegato “immagazzina il Sangue”). Ulteriore conferma viene dal fatto che lo Hun durante la notte, meno ancorato al sangue, si rende relativamente autonomo e si sposta causando ciò che percepiamo come sogno, fenomeno questo che lo stesso Steiner sapeva ben ricondurre al corpo astrale. Dunque il fegato esprime in realtà il predominio non tanto del corpo eterico ma del corpo astrale.

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Questo errore di valutazione si riscontra soprattutto sull’interpretazione dello psichismo del “fegato” che per Steiner sarebbe quello del carattere “flemmatico” o linfatico, e corrisponde alla bonarietà se non addirittura all’inerzia (fino alla depressione). Ciò contrasta ampiamente con la Medicina Cinese che vede nell’emozione corrispondente al Fegato la “rabbia”, e il temperamento irruento e risoluto. Ciò contrasta anche con la costituzione omeopatica “bilio-nervosa” in cui la relazione con il fegato e le “dinamiche epatiche” sono chiaramente caratterizzate nello steso senso che in MTC. Contrasta perfino con il senso comune dell’espressione “rodersi il fegato”, che avviene quando la rabbia del fegato è frustrata o costretta a reprimersi. Il fegato è quasi universalmente simbolo del coraggio e dell’azione, che spesso degenera in sfrontatezza e hybris, quella che in Prometeo viene punita da un’aquila che non senza motivo gli “rode” il fegato, per contrappasso.

Sugli altri organi si appuntano le stesse osservazioni, con delle associazioni ora giustificabili ora meno. Le divergenze vanno anche comprese alla luce del fatto che in MTC si ha un sistema con 5 movimenti (gli organi sono addirittura non cinque ma sei) mentre il modello antroposofico è costruito su quattro elementi; infine va detto le cosmologie degli “elementi” sottesi ai due sistemi medici sono differenti (i cinque taoisti e i quattro “occidentali” hanno una concordanza assai problematica, tuttavia non è possibile che vi sia soverchia ambiguità, ad esempio, se si parla di “acqua”).

Ora, all’organo dei polmoni è associato da Steiner l’elemento Terra e, come stato emotivo, il pensiero fisso ossessivo. In MTC in realtà lo Yi, (il pensiero, il cui degenerare patologico porta idee ossessive) è riferito alla Milza organo che Steiner nelle sue corrispondenze quaternarie non considera. Tuttavia è significativo che l’elemento che caratterizza la Milza sia proprio  la Terra. Peraltro nel modello cinese la Terra è la madre del Metallo, che corrisponde al Polmone. Ora, il Metallo rappresenta nella cosmologia e nell’antropologia cinese la “cristallizzazione”. Gli spiriti Po del Polmone, incarnano le esperienze ripetitive, assimilate e cristallizzate. Va dunque rilevata in questo caso una certa assonanza che corrobora la formulazione di Steiner.

Più arduo, per ragioni già esposte, vedere nel Rene l’influenza del Corpo Astrale laddove esso è il Magazzino del Jing per la Medicina Cinese cioè delle forze basali che stanno alla radice dei processi di crescita e sviluppo -semmai rappresentando il Corpo eterico. Ugualmente l’accostamento con l’Aria (giustificato per l’irrorazione arteriosa del glomerulo renale) è poco meno che una forzatura.Tuttavia un dato valido e interessante è che ai Reni in medicina antroposofica viene associata la manifestazione psichica dell’ansia e dei processi ansiosi. Anche qui si trova malgrado tutto, una certa conferma con la MTC, la quale assegna al Rene il sentimento della paura.

Mentre è altamente poco probabile che Steiner possa aver avuto accesso ad una documentazione accurata sulla Medicina Cinese (erano anni di declino, si pensi che essa veniva persino temporaneamente messa al bando nel periodo successivo alla caduta dell’Ultimo Imperatore, 1911; e anche le conoscenze sul taoismo dovevano ancora muovere i primi passi nel mondo accademico occidentale). 

OLYMPUS DIGITAL CAMERAVerosimilmente il referente culturale più prossimo ed accessibile per Steiner è stata la tradizione medica  aristotelico-scolastica. L’origine di questa dottrina medica risale a Galeno, fu conservata nella medicina araba attraverso Avicenna e quindi fu riaccolta nel sapere scolastico medievale (soprattutto attraverso S. Alberto Magno, De spiritu et respiratione), tanto da essere ripresa da Dante nel Convivio e nella Vita Nova. Secondo la dottrina medica galenico-aristotelica, lo Spirito Naturale (πνεῦμα φυσικόν) ha sede nel Fegato, si diffonde nel corpo attraverso le vene dando nutrimento e fornendo la base per lo Spirito Vitale (πνεῦμα ζωτικόν) che risiede nel cuore e si propaga attraverso la circolazione arteriosa, avendo relazione con la respirazione e con certe funzioni emotive. Per una ulteriore rarefazione e sublimazione si ha poi lo Spirito Animale  (πνεῦμα ψυχικόν) con sede nel cervello e responsabile dei processi coscienti, della memoria e della sensorialità.

Paradossalmente questo modello assomiglia però assai di più a quello tripartito dei “Tre Tesori” (Jing, Qi, Shen) della Medicina cinese e della fisiologia taoista e non dà particolari conferme delle relazioni funzionali ipotizzate dallo Steiner.

Nella medicina egizia le corrispondenze organi-elementi erano ancora diverse. Questi sistemi di corrispondenze variano presso tutte le culture e tradizioni mediche. Più che sulla “chiaroveggenza” del fondatore (che molti antroposofi sogliono prendere ad indiscutibile fondamento di verità), essi sono basati sul ragionamento analogico, e lo stesso Steiner io ritengo abbia seguito questo processo, in realtà abbastanza congetturale e artificiale, anche se è esso è perfettamente legittimo. Rimane a R.Steiner il merito comunque di aver intuito l’idea generale di un sistema di corrisponde fra organi e stati psichici, secondo una modalità che tuttavia non era nuova poichè apparteneva già alla Tradizione occidentale, indipendente da quella cinese, anche se ormai pochissimi ne serbavano il ricordo e non aveva più dato modo di sviluppare un pensiero medico. Steiner ha compiuto uno sforzo impari perchè da solo ha cercato di colmare questo vuoto. Resta però da osservare che il modello cinese presenta maggior affidabilità ed è più convincente; esso in effetti è il prodotto di secoli di adattamento evoluzione aggiornamento e controllo clinico. Laddove si verificano divergenze rispetto al sistema medico cinese, invero un po’ più elaborato e raffinato (in MTC si considerano non quattro ma sei organi a cui corrispondono altrettanti “visceri”, ciascuno dei quali spesso ha un suo preciso psichismo), ricorderei che quella di Steiner, essendo frutto di una elaborazione unicamente personale e di recente formulazione, può essere al massimo considerata come una ipotesi di lavoro, non come un modello certo, come invece è il caso della Medicina Tradizionale Cinese.

La malattia mentale in medicina antroposofica

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Caratteristica della Medicina antroposofica è l’approccio che induce a studiare l’effetto dell’ Io e del corpo astrale dietro i sintomi fisici. Per contro, di fronte al disturbo psico-emotivo essa tende a indagare in che modo il corpo eterico e fisico influenzino la personalità e l’espressione animica. Paradossalmente dunque in medicina antroposofica si tenderà a suggerire un approccio psicoterapeutico di sostegno (o di integrazione) nel caso di disturbi più fisici; viceversa di fronte al disturbo psico-emotivo o mentale sarà da privilegiare l’approccio più francamente medico (anche se di tipo prevalentemente omeopatico).

Comunemente la psichiatria classifica i disturbi mentali in due grandi classi: le nevrosi e le psicosi (a cui appartengono sia la schizofrenia che alcune sindromi maniaco-depressive). Le nevrosi sono per lo più stati ansiosi, a volte con tinte fobiche o depressive, e sono caratterizzate da una modalità ossessivo-compulsiva. Tuttavia le nevrosi non intaccano il processo di pensiero, nè le facoltà logiche ed il paziente è in genere consapevole del proprio stato. Nelle psicosi, in particolare nella schizofrenia, vi è invece aberrazione del pensiero, spesso congiunta a stati allucinatori. La visione che il paziente ha del mondo è distorta: perde la sana relazione-distanza fra sé e il mondo esterno pertanto la sua stessa identità è intaccata.

Quanto agli stati allucinatori essi sono posti, dalla concezione antroposofica, in relazione con le facoltà sensoriali iperfisiche. R. Steiner ammetteva la possibilità di sviluppo dei sensi eterici che avrebbe portato, se sviluppati e controllati coscientemente allo sviluppo di facoltà di chiaroveggenza. Per la medicina antroposofica, lo schizofrenico avrebbe uno sviluppo precoce e distorto, oltre che non consciamente integrato, dei sensi “eterici”.

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Gli organi di senso sono formati e altamente strutturati dalle forze del corpo eterico. Una volta formati tuttavia le forze eteriche si “ritirano”, il che determina il bassissimo grado di rigenerazione o riparazione di questi organi. Le forze eteriche così ritratte vengono messe a disposizione dell’attività del pensare. Se tuttavia ciò è normale per le forze eteriche del polo sensoriale, è per una aberrazione se ciò avviene da parte di forze eteriche degli altri due poli, ritmico e del ricambio (cfr. La Tripartizione della fisiologia). Le forze vitali degli organi ad essi relativi non devono sottrarsi alla loro fisiologica ‘pertinenza’, e devono continuare ad esercitare la loro attività per tutta la vita o almeno sino a una certa età.

Se ciò malgrado tutto accade, queste forze vegetative invadono in modo non controllato l’ambito del pensiero. Le forze eteriche del polo “sensoriale” sono fisiologicamente convertite in forze di pensiero; quelle degli organi metabolici invece tendono a sovrastare il pensiero.

Altrettanto può avvenire se si ricorre troppo precocemente, nel corso di un processo non più fisiologico di sviluppo, alle forze di pensiero, laddove l’Io non fosse ancora pronto per guidarne lo sviluppo cosciente. In questo caso le forze eteriche non verrebbero adeguatamente trasformate, mantenendo un carattere vegetativo. descartes1bQuesto spiega la natura del pensiero schizofrenico, in cui il soggetto malato rappresenti le sue ideazioni come qualcosa di non-soggettivo e quasi sottoposto alle leggi materiali di causa-effetto che troviamo in azione nel mondo naturale (pensieri “fabbricati” o “introdotti” da altri nella testa, pensieri di altri che “parlano in lui”, ecc…).

La conversione sia pur abnorme di forze vegetative, sottratte all’azione sulla compagine somatica, spiega la bassissima incidenza di tumori fra gli schizofrenici. Del resto ho già spiegato come l’ontogenesi del cancro sia, per converso, legata alla mancata trasformazione (ad un certo punto della vita) di forze eteriche di organi che dovrebbero diventare quiescenti e porre le corrispondenti forze eteriche al servizio di un rinnovamento delle forze psico-spirituali di pensiero.

Nelle cliniche antroposofiche (prevalentemente in Germania,Austria e Svizzera), prevale un approccio terapeutico integrato: se nella fasi successive,quando il paziente di prostrazione e scarsa motivazione, si propende per la psicoterapia e le terapie artistiche, in acuto si preferisce ricorrere alle terapie farmacologiche che prevedono l’uso di Stibium omeopatico; non è escluso in certi casi l’impiego di psicofarmaci di sintesi. Altri rimedi previsti dalla farmacologia antroposofica sono legati allo “psichismo” dei vari organi, argomento che tratterò nei prossimi articoli.

Bibliografia :

Victor Bott, Medicina antroposofica, Nuova Ipsa Ed., 1999.

M. Evans, I. Rodger. Medicina Antroposofica, Red Edizioni,2005

W.Pelikan, Sette metalli. L’azione dell’essenza metallica sul cosmo, la terra, l’uomo. Ed. Arcobaleno, 2000.