I giorni della settimana e i sette cereali

Chi si accinge ad indagare nell’intimo della natura,

deve prima ricordare qual è l’origine dell’Uomo

    – Alexander von Bernus

Nell’ambito del pensiero antroposofico è nota l’importanza riconosciuta ai ‘ritmi cosmici’ ma anche alla necessità da parte dell’uomo di sviluppare la sua libertà emancipandosi dalla tutela di forze esterne, da qui la dialettica fra sviluppo dell’autonomia dell’uomo (realizzata solo in parte) rispetto a certe forze extra-umane ed extra-planetarie, da un lato, e dall’altro il bisogno di dirigere la propria evoluzione restando in armonia con le forze che reggono il cosmo e soprattutto il nostro sistema solare.

Pianeti e divinità planetarie per gli Antichi

Le relazioni dei cereali con i giorni della settimana e con i pianeti vanno viste come qualcosa di unitario essendo i primi accordati ai secondi. Tale associazione è giustificata dal  fatto che i cereali più diffusi nell’alimentazione sono soprattutto sette.

Secondo la concezione antroposofica, per l’uomo antico anche l’ordine dei giorni della settimana derivava da una visione chiaroveggente dell’ordine dell’universo, nel quale i pianeti apparivano soltanto come immagini esteriori di esseri e forze divine. Giove, ad esempio, era il nome di una forza cosmica, prima ancora che di uno dei sette pianeti fisici. L’ “occhio antico” vedeva l’aura di Giove, e vedeva nell’aura le entità spirituali che, per un certo loro grado di evoluzione, appartenevano a Giove. Poi l’umanità si sviluppò perdendo però gradualmente l’antica chiaroveggenza, per processo analogo a quello per cui con le varie entità della natura (indicate a seconda delle mitologie con nomi differenti: ninfe, ondine, driadi, naiadi, tritoni, sirene, fauni, sileni, silfidi,etc..) già l’uomo delle civiltà antiche andava perdendo ogni forma di contatto effettivo.

Mentre l’aura planetaria non fu più visibile all’uomo, per via dello sprofondarsi nei sensi fisici; il nucleo centrale fisico diventava sempre più distinto. La parte spirituale andò perdendosi, e divenne visibile la parte corporea. La conoscenza di questa spiritualità intorno alle stelle, delle entità che le circondano, si conservò nel retaggio delle scienze tradizionali. Di tale conoscenza parlano tutti gli antichi sacerdoti, i Rishi vedici, e anche gli sciamani attuali.  Coloro che erano discepoli dei maestri di quelle scuole dei Misteri, pronunciando nelle lingue sacre i nomi di Luna, Mercurio, Venere, Sole, Marte, Giove, Saturno, indicavano una scala di entità spirituali. Oggi invece nel senso odierno di quelle espressioni si indica con esse un astro fisico, cioè solo la parte più grossolana di ciò che con quei nomi s’intendeva in origine; non se ne indica affatto l’elemento principale. Quando un antico sacerdote diceva “Luna”, con questa parola suscitava la rappresentazione di un livello di una gerarchia spirituale. Chi invece per la sempre più profonda immersione nei sensi dell’umanità si era grandemente allontanato da quella veggenza spirituale, levando i suoi sguardi vedeva solo la Luna fisica, e chiamava quella “Luna”. Si usava una parola per due cose che certamente avevano un nesso tra di loro, ma suscitavano nell’uomo rappresentazioni del tutto differenti.229467_127873607359704_1316598775_n

Ovviamente non consieriamo i pianeti trans-saturniani (Urano, Nettuno e Plutone) che hanno assunto un certo significato per l’umanità solo da un determinato momento e con i quali entreremmo in una scala non più settenaria ma denaria. Per quanto l’effetto di questi pianeti sia effettivo, essi sono lenti ed esercitano la loro funzione più a livello di generazioni: la loro azione influisce sugli uomini soprattutto in senso collettivo.

Per molti aspetti pratici connessi alla medicina, all’agricoltura, alla salute e all’organizzazione della vita quotidina, il modello settenario antico è certamente sufficiente e accurato. Pertanto ci si può continuare a riferire al modello settenario per quasi tutti gli aspetti organizzativi della vita pratica e spirituale.

I nomi dei giorni della settimana sono, in tutte le lingue europee, connessi con le forze-deità planetarie.

La conoscenza degli antichi miti divini è in genere oggi assente, sicché per molti è diventato incomprensibile il significato dei nomi assegnati ai giorni della settimana specialmente nelle lingue nordiche. Domenica, da dominus, giorno del Signore, si riferisce al Sole, cosa più evidente in tedesco ove Sonntag deriva da Sonne ed in inglese, ove Sunday deriva da Sun. La relazione che intercorre tra Luna e lunedì in italiano e nelle lingue romanze, è facilmente avvertibile. Lo stesso vale per martedì da Marte, dio della guerra e pianeta  “rosso”. Mercoledì è il giorno di Mercurio, che però nelle religioni nordiche era in parte assimilato a Wotan (Odin); in inglese infatti il mercoledì è Wednesday, in antico anglosassone Wōdnesdæg (giorno di Wotan); giovedì = Giove; venerdì = Venere. Per il giorno di sabato l’inglese ha scelto il nome più adatto: saturday, giorno di Saturno, mentre altre lingue come l’italiano o il russo hanno invece ricalcato etimologicamente lo shabbat ebraico, che non ha nessuna relazione con le divinità planetarie.

Secondo Steiner l’uomo attuale con lo sviluppo della coscienza ha maturato  una maggiore autonomia e libertà rispetto agli ordinamenti cosmici e alle forze e intelligenze che ne guidano l’azione. Sebbene quindi gli sia concesso di svolgere la sua attività secondo la sua volontà in ogni giorno della settimana, secondo un’autonomia maggiore che per l’umanità antica, resta pur sempre il ritmo dei giorni della settimana, scandito secondo la scala settenaria, con cui l’uomo ha comunque la possibilità di armonizzarsi.

Su questa scala settenaria Steiner ha immaginato fra l’altro di poter correlare anche le “vie” dell’Ottuplice Sentiero buddhista, anche in sede di “esercizi” su cui guidare la propria azione giornaliera, secondo questa corrispondenza:

  1. giorno di Saturno: retto pensiero.
  2. giorno del Sole: retta intenzione.
  3. giorno della Luna: retta parola.
  4. giorno di Marte: retta azione.
  5. giorno di Mercurio: retto sistema di vita.
  6. giorno di Giove: retta aspirazione.
  7. giorno di Venere: retta presenza mentale.
  8. giorno di Saturno: retta contemplazione.

Il giorno di Saturno (ripetuto) rappresenta molto bene a mio avviso la duplicità di Saturno: dio nero, e dio dell’età dell’Oro (per Steiner infatti, nel testo de “La Scienza Occulta”, Saturno era l’antico Sole nel ciclo planetario precedente)

Come detto è possibile anche mettere in relazione ogni giorno ad un cereale corrispondente, secondo la nozione tradizionale di segnatura. Va però precisato che queste corrispondenze, per la medicina antroposofica,  hanno un significato per l’esperienza animica più che da un punto di vista nutrizionistico in senso stretto, anche se un maggior equilibrio animico, come si sa, può portare per ricaduta dei miglioramenti anche anche a livello fisiologico.

Giorni della settimana e cereali

Domenica. Frumento. La domenica è in relazione con il Sole. La segnatura “solare” del grano è facilmente intuibile. La domenica apre il ciclo tradizionale della settimana, ma l’elemento solare, per altri versi, tiene la posizione centrale della serie dei 7 giorni, se consideriamo la “sequenza caldaica” (Saturno-Giove-Marte-Sole-Venere-Mercurio-Saturno). Tutti i cereali hanno segnatura solare; il frumento però ha questa segnatura in modo eminente ed esclusivo.
Esso è diffuso su tutta la terra (posizione “centrale” del Sole) ed anche visivamente richiama, come niente altro, l’oro solare. Anche nell’uomo la sua azione si distribuisce uniformemente ed armonicamente in tutti gli organi, senza concentrarsi prevalentemente in alcuno.Osiride490
Tale dunque è l’associazione del frumento al Sole e alla domenica.
Il frumento è centrale nella cultura sacrale mediterranea, in particolare nelle scuole misteriche legate al culto dell’eroe-dio solare, in particolare nei misteri di Osiride, stesso ruolo che poi è passato nella figura del Christo, altro dio solare del ciclo di civiltà mediterraneo.

Lunedì. Riso. La Luna riflette la luce del Sole soltanto in un soffuso chiarore: l’astro notturno non possiede il potere irradiante e penetrante della luce solare. Il Sole dona la vita, la Luna agisce sulla forza vitale modulandone l’azione secondo il ritmo ciclico del suo crescere e decrescere. La Luna agisce prevalentemente attraverso l’elemento dell’acqua e, di tutti i cereali, il riso è quello che necessita di essere coltivato direttamente dentro l’acqua, in contatto totale con questo elemento:  da cui l’evidente segnatura lunare di questo cereale, riscontrabile anche nel colore bianco del chicco del riso che ricorda il pallore lunare, di contro al biondo dorato del grano. Un’altra corrispondenza essenziale è con la tradizione orientale: poiché il riso è il cereale su cui si regge l’intero mondo asiatico e orientale.

La luna rimanda anche all’idea di passività e di abbandono, alla ricettività e all’inconscio: questo tema è in un certo senso associabile alla tradizione orientale, dai connotati tendenzialmente più “contemplativi” rispetto alla più attivo Occidente, tanto da fondare il sia pur semplificativo motto “Ex Oriente Lux, ex Occidente Dux“.

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È singolare notare come anche la consistenza delle spighe rivela questa differenza: normalmente morbida e pendula quella riso, più dura e consistente quella del grano, con le glumette dalle reste così rigide da sostenersi in posizione verticale (orizzontale  e verticale, come simbolicamente collegati alla funzione femminile e maschile). Risulta così evidente che i due cereali, tanto largamente diffusi, l’uno legato alla tradizione occidentale-mediterranea e l’altro a quella asiatico-orientale riproducono così lo schema di polarità dei due luminari. Si potrà forse obiettare che questo ruolo passivo, riflessivo e contemplativo poco si addice al lunedì, come primo giorno della settimana lavorativa. Questo elemento “disarmonico” è stato introdotto nel mondo occidentale dal cristianesimo, per la volontà di differenziarsi dall’ebraismo che celebrava il giorno sacro e il riposo nel giorno di sabato (shabbat). Fu così che si decise di spostare sulla domenica il rito religioso e la festività sacra, rafforzata dall’identificazione della figura del Cristo con l’archetipo del dio solare (Mithra, Sol Invictus, etc.). Fu comunque mutuato dalla tradizione ebraica e biblica il precetto del riposo settimanale, il che ha indebitamente trasformato il primo giorno della settimana, aprentisi sotto il segno del dio solare, in un giorno di riposo! Riteniamo ragionevole pensare che questa scelta disarmonica non sia stata priva di conseguenze epocali.

MartedìOrzo. Forse meno evidente è la natura “marziale” dell’orzo. gw-hoplites-fightingEppure questo cereale più scuro e poco raffinato, tutto sommato meno pregiato di altri, forse anche per la sua frugalità fece da pasto ai guerrieri spartani, il cui alimento giornaliero consisteva in focacce di farina di orzo oltre che nel famigerato “brodo nero” spartano, e così pure per gli opliti di tutta la Grecia classica. I romani non amavano particolarmente l’orzo, più in voga nei tempi antichi, e nel tempo lo sostituirono con il più apprezzato farro (un varietà di frumento); rimase un cibo destinato spesso ai servitori o, appunto, ai soldati. Che fosse un cibo destinato a “rinvigorire” e a dare lo slancio aggressivo e la determinazione lo attesta comunque il fatto che i gladiatori ne facevano ampio uso nello loro alimentazione giornaliera, sia come zuppe che in forma di polenta; Plinio il Vecchio nella sua  Historia naturalis ricorda come essi fossero appunto chiamati hordearii, cioè mangiatori di orzo.

Esteriormente l’orzo assomiglia molto al grano, questo richiama la contiguità del Sole con Marte, primo pianeta “maschile” che troviamo oltre il Sole. Questa somiglianza si ritrova pure in ermetismo ed alchimia, con il Braccesco che ricorda come dal Marte-ferro dipenda “la perfettione dello Elixir “( cit. Espositione di Geber filosofo) mentre è ben noto l’impiego di sali del ferro o limatura di ferro nella preparazione del Regolo d’Antimonio, prima tappa della Via Secca.

MercoledìMiglioCiò che al martedì non è stato trasmutato delle antiche forze di Marte, trapassa al mercoledì. A questo spetta il compito di effettuare quella trasmutazione. Mercurio è infatti il dio della trasformazione e al contempo il guaritore, a cui era assegnata la funzione della Medicina. Per il mercoledì troviamo dunque il miglio quale cereale “mercuriale”.dio-hermes-mercurio La sua cariosside, piccola e leggera, più di quella degli altri cereali, ne esprime bene il carattere mercuriale, così come il fatto che questo cereale si sia diffuso su tutto il pianeta grazie alla sua facilità ad adattarsi a tutti i terreni. In passato veniva coltivato per l’alimentazione delle specie avicole, e questo ben si addice ad un vegetale che ha la segnatura del dio alato.  Il miglio agisce sugli organi adibiti al contatto con il mondo esterno, ossia sulla pelle e gli annessi cutanei, pelle che infatti ha una specifica segnatura mercuriale nella sua funzione di comunicazione con l’esterno. Il miglio agisce anche facilitando le funzioni depurative del sistema linfatico, che ha la segnatura planetaria di Mercurio e quella zodiacale di Aquario, domicilio di Saturno ed esaltazione di Mercurio.

GiovedìSegale. Il giovedì, consacrato un tempo a Giove, padre degli dei, deve essere vissuto in una chiave che richiami la magnanimità e la saggezza. La segale si nota per la sua elevata e possente figura, che ben si addice al robusto e sanguigno Zeus/Giove. La sua resistenza anche ai climi freddo-temperati ha permesso a questo cereale di essere coltivato nei paesi nordici, in cui spesso ha rappresento una delle principali fonti alimentari. Trasmette quindi all’uomo una forte energia formativa e resistenza. Contribuisce a stimolare inoltre le attività del fegato, l’organo associato a Giove. L’azione ricostituente ed energizzante della segale ben si associa con la funzione “gioviale”, di cui tuttavia modera gli eccessi essendo meno calorica di altri cereali: mostra di avere una minor indice  glicemico ed è anche ipocolesterolemizzante, adatta così a chi soffre di “sindrome metabolica” e disturbi del ricambio.

VenerdìAvena. Il venerdì è dedicato a Venere. E’ bene che alla saggezza ed alla gravitas di Giove segua ora la bellezza ed il piacere.  Un ampio regno della vita viene custodito da Venere: essa è la madre di ciò che germoglia, che cresce nella vegetazione, la Venus Genetrix, degli Antichi. A questo complesso archetipico conviene l’avena. La natura femminile di questo cereale si evidenzia, ancor più che nel riso, nelle cariossidi che pendono molli e in piacevole abbandono dallo stelo (nella nomenclatura scientifica una sua variante è detta fatua) . L’avena è assai strettamente legata alle forze vitali eteriche , cosa evidente nel fatto che esso resta verde piú a lungo – viriditas, attributo e colore di Venere, nelle note corrispondenze ermetiche. Questo cereale, inizialmente proveniente dall’Asia e dal Medio Oriente (terra d’elezione del Culto di Ishtar), si diffuse poi in Europa; i Romani non ne apprezzavano troppo il sapore, e spesso lo lasciavano ai meno raffinati Germani. L’associazione con il furor teutonico può apparire contraddittorio solo apparentemente, se si pensa che l’aspetto “durgico” della divinità femminile, era ben contemplato nella figura della Venus Victrix, la Venere delle battaglie, la Sekhmet egizia che era l’aspetto guerriero della stessa Hathor. Il popolo tedesco sviluppò solo più tardi quella potenzialità estetica della Venere, sviluppando un animus artistico che si è espresso prevalentemente nelle figure di sommi musicisti e poeti.

SabatoMais. Il giorno di Saturno chiude il ciclo della settimana, introducendo la serietà, la compostezza e il rigore di questo austero dio planetario, il quale imprime il suo carattere al giorno del sabato. Tale giorno, che chiude la settimana, dovrebbe essere dedicato al raccoglimento, all’interiorizzazione. ef6d848e4373ca1f82b85be915a3e487Ciò corrisponde poco all’attuale attitudine, specie alla moda della cosiddetta “febbre del sabato sera”, a cui fa da triste contrappeso la mietitura di anime operata con le “stragi del sabato sera” dalla pareggiatrice falce di Saturno, che salda il conto ristabilendo l’equilibrio, di cui le forze saturnie sono inflessibili custodi.
Abbiamo detto già sopra delle disarmonie che l’attuale uso calendariale e la consuetudine hanno apportato rispetto all’ordine tradizionale e cosmico.

Il cereale che ha rapporto con Saturno è il mais: tale corrispondenza poggia sul fatto che la razza indiana delle Americhe (l’uomo rosso) possiede, come si suol dire, un’impronta saturnina, dall’animo serio ed austero. Saturno, dio dell’età dell’oro, cioè la memoria di un ciclo precedente, risuona in queste civiltà precolombiane che avevano un profondo collegamento, specie quelle meso e sud-americane, con l’antica Atlantide delle leggende, che in lingua nahuatl era assai significativamente chiamata con un nome molto simile: Aztlàn.

Queste indicazioni non devono essere viste necessariamente come una “dieta” tanto più come una forzatura, ma possono essere un aiuto per maggiormente armonizzarsi con le energie del settenario secondo i singoli giorni, per chiunque volesse interiormente rafforzare il lavoro di avvicinamento a queste sette forze planetarie, o vivere le giornate secondo una maggiore armonizzazione con gli archetipi su cui si articola la pluralità della manifestazione.

Bibliografia

si può approfondire con:

  • Alimentazione e Scienza spirituale, Udo Renzenbrink, ed. Natura e cultura
  • La cucina a base di cereali – in armonia con i giorni della settimana, Emma Graf, ed. Natura e cultura

La “Psiche” e gli organi in medicina antroposofica

Come ho riportato nel mio precedente articolo, secondo il pensiero medico di R. Steiner le forze eteriche hanno la possibilità di essere convertite in forze del pensare. Molti aspetti delle attività psico-emotive e soprattutto i disturbi della sfera mentale sono indagati in relazione alla loro origine nel corpo eterico connesso nelle sue varie funzioni agli organi fisici. Così Steiner è portato a introdurre delle relazioni fra organi fisico-eterici e determinati psichismi o stati emotivi, sino alle malattie mentali, di cui sarebbe così possibile risalire all’origine organica.

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Si tratta di una intuizione assai importante perché a simili conclusioni giunse già  per altra via la Medicina Tradizionale Cinese. Questa inoltre pone ciascun organo principale in relazione – oltre che con un tipo di emozione specifica- anche con un elemento della cosmologia taoista e soprattutto con uno dei cinque shen o “spiriti” che costituiscono la complessione umana e che presiedono ad una particolare facoltà (si tratta in cinese dello Yi, del Po, dello Hun, dello Zhi e dello Shen propriamente detto).

Il sistema di corrispondenze seguito in medicina antroposofica è il seguente:

  • Fuoco –   Io  –  Cuore  –     rabbia, senso di colpa, stati maniacali
  • Aria –  Corpo Astrale – Rene –    Ansia, angosce, fobie
  • Acqua – Corpo eterico – Fegato –  Depressione
  • Terra –  Corpo fisico –  Polmone – Ossessioni, fissazioni.

Si impone in realtà a questo punto una riflessione critica. Steiner ha chiaramente intravisto un principio fondamentale. La nozione che ad ogni organo corrisponda un determinato tipo di attività emotiva e su di esso si rifletta in modo particolare uno dei corpi sottili dell’essere umano (o dei suoi “componenti invisibili”) è una nozione fondamentale in certi sistemi medici tradizionali, in primis la medicina cinese in cui forse questa idea è sviluppata nel modo più articolato. Le conclusioni dello Steiner sono state sviluppate in modo del tutto autonomo però e questo è un dato interessante che conferma il principio fondante di entrambe. Se però lo schema generale è sicuramente valido alcune conclusioni di Steiner sono un po’ più problematiche. Confrontando infatti con il modello cinese (di sicuro più convalidato, mentre quello antroposofico è in stato tutto sommato di ipotesi recente) si notano dei punti a mio avviso poco convincenti.

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Ad esempio, il porre l’organo fegato in relazione all’Acqua può essere giustificato solo fino ad un certo punto. In Medicina Cinese l’organo che ha il “governo dei Liquidi” è il Rene e in effetti è questo l’organo cui compete il bilancio idrosalino. Il fegato viene posto da Steiner in relazione anche al corpo eterico e alle forze espansive anaboliche. Tuttavia la funzione biochimica del fegato non è solo rivolta alla biosintesi e all’anabolismo; in realtà i processi di sintesi sono in equilibrio con quelli catabolici spesso sempre nell’epatocita come ad esempio la gliocogenosintesi e glicogenolisi; laddove invece un processo sintetico come la gluconeogenesi può avvenire ubiquitariamente in tutte le cellule somatiche. Vi sono numerosi processi di degradazione che sono anzi prevalentemente a carico del fegato e degli enzimi epatici (quali l’inattivazione di ormoni, xenobiotici, farmaci ecc..). Quindi la relazione anabolismo/corpo eterico /fegato è poco stringente per la verità. Steiner osserva anche il fatto che il fegato abbia una circolazione portale (venosa) e dunque carica di anidride carbonica, e questo rafforza la vicinanza al mondo vegetale (aspetto tipicamente riferibile al corpo eterico); va detto che la Medicina Cinese pone il Fegato in relazione al movimento Legno, e questa può apparire un elemento a favore o comunque una coincidenza significativa.

Strana invero l’assimilazione al corpo eterico, se si pensa che invece in Medicina Cinese il Fegato è la sede dello Hun (spesso tradotto con “anima”) cioè l’ente nell’uomo che elabora le volizioni inconsce e i desideri. Esso è dunque ciò che l’occultismo occidentale chiama “Corpo di Desiderio” o Corpo Astrale. Il paragone è ancora più calzante se si pensa che in MTC lo Hun è detto “ancorato al Sangue” (ed anche per gli occultisti occidentali il Corpo Astrale ha la sua sede elettiva nel Sangue; in MTC inoltre il Fegato “immagazzina il Sangue”). Ulteriore conferma viene dal fatto che lo Hun durante la notte, meno ancorato al sangue, si rende relativamente autonomo e si sposta causando ciò che percepiamo come sogno, fenomeno questo che lo stesso Steiner sapeva ben ricondurre al corpo astrale. Dunque il fegato esprime in realtà il predominio non tanto del corpo eterico ma del corpo astrale.

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Questo errore di valutazione si riscontra soprattutto sull’interpretazione dello psichismo del “fegato” che per Steiner sarebbe quello del carattere “flemmatico” o linfatico, e corrisponde alla bonarietà se non addirittura all’inerzia (fino alla depressione). Ciò contrasta ampiamente con la Medicina Cinese che vede nell’emozione corrispondente al Fegato la “rabbia”, e il temperamento irruento e risoluto. Ciò contrasta anche con la costituzione omeopatica “bilio-nervosa” in cui la relazione con il fegato e le “dinamiche epatiche” sono chiaramente caratterizzate nello steso senso che in MTC. Contrasta perfino con il senso comune dell’espressione “rodersi il fegato”, che avviene quando la rabbia del fegato è frustrata o costretta a reprimersi. Il fegato è quasi universalmente simbolo del coraggio e dell’azione, che spesso degenera in sfrontatezza e hybris, quella che in Prometeo viene punita da un’aquila che non senza motivo gli “rode” il fegato, per contrappasso.

Sugli altri organi si appuntano le stesse osservazioni, con delle associazioni ora giustificabili ora meno. Le divergenze vanno anche comprese alla luce del fatto che in MTC si ha un sistema con 5 movimenti (gli organi sono addirittura non cinque ma sei) mentre il modello antroposofico è costruito su quattro elementi; infine va detto le cosmologie degli “elementi” sottesi ai due sistemi medici sono differenti (i cinque taoisti e i quattro “occidentali” hanno una concordanza assai problematica, tuttavia non è possibile che vi sia soverchia ambiguità, ad esempio, se si parla di “acqua”).

Ora, all’organo dei polmoni è associato da Steiner l’elemento Terra e, come stato emotivo, il pensiero fisso ossessivo. In MTC in realtà lo Yi, (il pensiero, il cui degenerare patologico porta idee ossessive) è riferito alla Milza organo che Steiner nelle sue corrispondenze quaternarie non considera. Tuttavia è significativo che l’elemento che caratterizza la Milza sia proprio  la Terra. Peraltro nel modello cinese la Terra è la madre del Metallo, che corrisponde al Polmone. Ora, il Metallo rappresenta nella cosmologia e nell’antropologia cinese la “cristallizzazione”. Gli spiriti Po del Polmone, incarnano le esperienze ripetitive, assimilate e cristallizzate. Va dunque rilevata in questo caso una certa assonanza che corrobora la formulazione di Steiner.

Più arduo, per ragioni già esposte, vedere nel Rene l’influenza del Corpo Astrale laddove esso è il Magazzino del Jing per la Medicina Cinese cioè delle forze basali che stanno alla radice dei processi di crescita e sviluppo -semmai rappresentando il Corpo eterico. Ugualmente l’accostamento con l’Aria (giustificato per l’irrorazione arteriosa del glomerulo renale) è poco meno che una forzatura.Tuttavia un dato valido e interessante è che ai Reni in medicina antroposofica viene associata la manifestazione psichica dell’ansia e dei processi ansiosi. Anche qui si trova malgrado tutto, una certa conferma con la MTC, la quale assegna al Rene il sentimento della paura.

Mentre è altamente poco probabile che Steiner possa aver avuto accesso ad una documentazione accurata sulla Medicina Cinese (erano anni di declino, si pensi che essa veniva persino temporaneamente messa al bando nel periodo successivo alla caduta dell’Ultimo Imperatore, 1911; e anche le conoscenze sul taoismo dovevano ancora muovere i primi passi nel mondo accademico occidentale). 

OLYMPUS DIGITAL CAMERAVerosimilmente il referente culturale più prossimo ed accessibile per Steiner è stata la tradizione medica  aristotelico-scolastica. L’origine di questa dottrina medica risale a Galeno, fu conservata nella medicina araba attraverso Avicenna e quindi fu riaccolta nel sapere scolastico medievale (soprattutto attraverso S. Alberto Magno, De spiritu et respiratione), tanto da essere ripresa da Dante nel Convivio e nella Vita Nova. Secondo la dottrina medica galenico-aristotelica, lo Spirito Naturale (πνεῦμα φυσικόν) ha sede nel Fegato, si diffonde nel corpo attraverso le vene dando nutrimento e fornendo la base per lo Spirito Vitale (πνεῦμα ζωτικόν) che risiede nel cuore e si propaga attraverso la circolazione arteriosa, avendo relazione con la respirazione e con certe funzioni emotive. Per una ulteriore rarefazione e sublimazione si ha poi lo Spirito Animale  (πνεῦμα ψυχικόν) con sede nel cervello e responsabile dei processi coscienti, della memoria e della sensorialità.

Paradossalmente questo modello assomiglia però assai di più a quello tripartito dei “Tre Tesori” (Jing, Qi, Shen) della Medicina cinese e della fisiologia taoista e non dà particolari conferme delle relazioni funzionali ipotizzate dallo Steiner.

Nella medicina egizia le corrispondenze organi-elementi erano ancora diverse. Questi sistemi di corrispondenze variano presso tutte le culture e tradizioni mediche. Più che sulla “chiaroveggenza” del fondatore (che molti antroposofi sogliono prendere ad indiscutibile fondamento di verità), essi sono basati sul ragionamento analogico, e lo stesso Steiner io ritengo abbia seguito questo processo, in realtà abbastanza congetturale e artificiale, anche se è esso è perfettamente legittimo. Rimane a R.Steiner il merito comunque di aver intuito l’idea generale di un sistema di corrisponde fra organi e stati psichici, secondo una modalità che tuttavia non era nuova poichè apparteneva già alla Tradizione occidentale, indipendente da quella cinese, anche se ormai pochissimi ne serbavano il ricordo e non aveva più dato modo di sviluppare un pensiero medico. Steiner ha compiuto uno sforzo impari perchè da solo ha cercato di colmare questo vuoto. Resta però da osservare che il modello cinese presenta maggior affidabilità ed è più convincente; esso in effetti è il prodotto di secoli di adattamento evoluzione aggiornamento e controllo clinico. Laddove si verificano divergenze rispetto al sistema medico cinese, invero un po’ più elaborato e raffinato (in MTC si considerano non quattro ma sei organi a cui corrispondono altrettanti “visceri”, ciascuno dei quali spesso ha un suo preciso psichismo), ricorderei che quella di Steiner, essendo frutto di una elaborazione unicamente personale e di recente formulazione, può essere al massimo considerata come una ipotesi di lavoro, non come un modello certo, come invece è il caso della Medicina Tradizionale Cinese.

La malattia mentale in medicina antroposofica

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Caratteristica della Medicina antroposofica è l’approccio che induce a studiare l’effetto dell’ Io e del corpo astrale dietro i sintomi fisici. Per contro, di fronte al disturbo psico-emotivo essa tende a indagare in che modo il corpo eterico e fisico influenzino la personalità e l’espressione animica. Paradossalmente dunque in medicina antroposofica si tenderà a suggerire un approccio psicoterapeutico di sostegno (o di integrazione) nel caso di disturbi più fisici; viceversa di fronte al disturbo psico-emotivo o mentale sarà da privilegiare l’approccio più francamente medico (anche se di tipo prevalentemente omeopatico).

Comunemente la psichiatria classifica i disturbi mentali in due grandi classi: le nevrosi e le psicosi (a cui appartengono sia la schizofrenia che alcune sindromi maniaco-depressive). Le nevrosi sono per lo più stati ansiosi, a volte con tinte fobiche o depressive, e sono caratterizzate da una modalità ossessivo-compulsiva. Tuttavia le nevrosi non intaccano il processo di pensiero, nè le facoltà logiche ed il paziente è in genere consapevole del proprio stato. Nelle psicosi, in particolare nella schizofrenia, vi è invece aberrazione del pensiero, spesso congiunta a stati allucinatori. La visione che il paziente ha del mondo è distorta: perde la sana relazione-distanza fra sé e il mondo esterno pertanto la sua stessa identità è intaccata.

Quanto agli stati allucinatori essi sono posti, dalla concezione antroposofica, in relazione con le facoltà sensoriali iperfisiche. R. Steiner ammetteva la possibilità di sviluppo dei sensi eterici che avrebbe portato, se sviluppati e controllati coscientemente allo sviluppo di facoltà di chiaroveggenza. Per la medicina antroposofica, lo schizofrenico avrebbe uno sviluppo precoce e distorto, oltre che non consciamente integrato, dei sensi “eterici”.

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Gli organi di senso sono formati e altamente strutturati dalle forze del corpo eterico. Una volta formati tuttavia le forze eteriche si “ritirano”, il che determina il bassissimo grado di rigenerazione o riparazione di questi organi. Le forze eteriche così ritratte vengono messe a disposizione dell’attività del pensare. Se tuttavia ciò è normale per le forze eteriche del polo sensoriale, è per una aberrazione se ciò avviene da parte di forze eteriche degli altri due poli, ritmico e del ricambio (cfr. La Tripartizione della fisiologia). Le forze vitali degli organi ad essi relativi non devono sottrarsi alla loro fisiologica ‘pertinenza’, e devono continuare ad esercitare la loro attività per tutta la vita o almeno sino a una certa età.

Se ciò malgrado tutto accade, queste forze vegetative invadono in modo non controllato l’ambito del pensiero. Le forze eteriche del polo “sensoriale” sono fisiologicamente convertite in forze di pensiero; quelle degli organi metabolici invece tendono a sovrastare il pensiero.

Altrettanto può avvenire se si ricorre troppo precocemente, nel corso di un processo non più fisiologico di sviluppo, alle forze di pensiero, laddove l’Io non fosse ancora pronto per guidarne lo sviluppo cosciente. In questo caso le forze eteriche non verrebbero adeguatamente trasformate, mantenendo un carattere vegetativo. descartes1bQuesto spiega la natura del pensiero schizofrenico, in cui il soggetto malato rappresenti le sue ideazioni come qualcosa di non-soggettivo e quasi sottoposto alle leggi materiali di causa-effetto che troviamo in azione nel mondo naturale (pensieri “fabbricati” o “introdotti” da altri nella testa, pensieri di altri che “parlano in lui”, ecc…).

La conversione sia pur abnorme di forze vegetative, sottratte all’azione sulla compagine somatica, spiega la bassissima incidenza di tumori fra gli schizofrenici. Del resto ho già spiegato come l’ontogenesi del cancro sia, per converso, legata alla mancata trasformazione (ad un certo punto della vita) di forze eteriche di organi che dovrebbero diventare quiescenti e porre le corrispondenti forze eteriche al servizio di un rinnovamento delle forze psico-spirituali di pensiero.

Nelle cliniche antroposofiche (prevalentemente in Germania,Austria e Svizzera), prevale un approccio terapeutico integrato: se nella fasi successive,quando il paziente di prostrazione e scarsa motivazione, si propende per la psicoterapia e le terapie artistiche, in acuto si preferisce ricorrere alle terapie farmacologiche che prevedono l’uso di Stibium omeopatico; non è escluso in certi casi l’impiego di psicofarmaci di sintesi. Altri rimedi previsti dalla farmacologia antroposofica sono legati allo “psichismo” dei vari organi, argomento che tratterò nei prossimi articoli.

Bibliografia :

Victor Bott, Medicina antroposofica, Nuova Ipsa Ed., 1999.

M. Evans, I. Rodger. Medicina Antroposofica, Red Edizioni,2005

W.Pelikan, Sette metalli. L’azione dell’essenza metallica sul cosmo, la terra, l’uomo. Ed. Arcobaleno, 2000.

Il Mistero dei Sette Anni

La biologia ci assicura che il nostro organismo rinnova completamente le sue cellule – ad eccezione di quelle del SNC – all’ incirca ogni sette anni (le più lente sono gli osteociti che hanno appunto un turnover di sette anni). Così allo scadere di ogni settimo anno il nostro corpo fisico non è più lo stesso.

Questo dato della scienza moderna conferma misteriosamente ciò che la Medicina Cinese già affermava: che l’energia vitale, Jing, si sviluppa nella donna con cicli di sette anni (nell’ uomo più lentamente, otto anni). Ugualmente non poche altre tradizioni, come quella pitagorica, rilevano come la Natura segua spesso cicli settenari (la “legge dell’ Ottava”). Anche il fondatore della Medicina Antoposofica, Rudolf Steiner, ha evidenziato l’analogia fra l’evoluzione del sistema solare e dell’essere umano. Ha infatti collegato gli “Archetipi” simbolici dei pianeti alla biografia umana, mettendone in evidenza l’influenza nel corso dei vari settenni.

Vi è relazione con Luna, Mercurio e Venere, dalla nascita a 21 anni; Marte, Giove e Saturno dai 42 ai 63 anni. Dai 21 a 42 anni l’uomo trasforma la sua vita interiore sotto l’influsso del Sole.

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1 – Nella prima triade (da 0 a 21 anni) avviene gradualmente lo “sviluppo corporeo” della persona umana, nelle sue parti costitutive.

  • Primo settennio (infanzia). Lo sviluppo fisico è centrato sulla maturazione del sistema neurosensoriale. Per il lattante il senso del tatto (quindi il sentirsi accarezzato e curato con amore) è un veicolo fondamentale per il suo sviluppo, così come l’udito (tono di voce).  Il bambino piccolo è completamente dipendente dall’ambiente che lo circonda, in particolare dalla mamma (elemento lunare).  Il bambino assorbe le armonie e disarmonie che lo circondano, le percepisce con speciali ʺantenneʺ. LUNA, principio che “rispecchia”.
  •  Secondo settennio.Le forze eteriche si liberano dal loro involucro e cominciano a dare vita all’ attività del pensiero e della memoria. A livello fisico si completa lo sviluppo degli organi connessi con il sistema ritmico (cuore, respirazione, circolazione). Avviene il passaggio dai denti da latte a quelli permanenti. È l’età della scuola. Prendono molta importanza la figura del maestro e quelle dei compagni. A livello animico si sperimentano coscientemente forti correnti di simpatia e antipatia. Si sviluppa il pensiero, e la capacità di relazionarsi e comunicare, infatti questo settennio è sotto l’influsso di MERCURIO, dio che unisce e che comunica.
  • Terzo settennio. A livello fisico si completa lo sviluppo degli organi sessuali e delle membra, gli arti
    si allungano. Si sviluppano il sistema del ricambio e metabolico. Ora – avvenuta  la nascita effettiva del corpo astrale – l’adolescente può misurarsi con concetti astratti, e non più solo con una conoscenza per immagini. L’adolescente può iniziare a formarsi un suo giudizio e accosta materie scientifiche (l’algebra, le scienze naturali, la matematica) in cui il vero e il falso siano sperimentabili. L’adolescente comincia sperimentare il bene e il male anche dentro di sé. È attirato da due estremi: dai grandi ideali, ma anche dai lati oscuri della realtà e di sé stesso. Si potrebbe dire che sperimenta la “cacciata dal paradiso”. È il periodo in cui si sveglia alla sessualità:i si comincia a cercare l’altro che ci completa, il partner. E’ il settennio sotto l’influsso di VENERE, principio equilibrante e “armonizzante”. Si chiude così il primo ciclo, quello sotto l’influsso degli “dei” che determinano passivamente il karma, cioè dei processi di sviluppo innati, dovuti a impulsi naturali o “collettivi”, quelli correlati al concetto di “ego“.

2.    – Nella seconda triade (da 21 a 42 anni) si sviluppa più coscientemente la ʺparte animicaʺ, nelle sue tre facoltà del pensare, sentire e volere. Piena maturazione dell’anima senziente, dell’anima razionale e dell’anima cosciente ( cfr. il mio post sulla “fisiologia occulta“.

Dunque: Terzo, quarto e quinto settennio (SOLE) devono attuare il pieno sviluppo dell’Io, in cui si incarnano le forze spirituali dell’essere umano. Pieno, completo e attuale sviluppo dell’individualità umana.g-agrip

3.   – Nella terza triade (da 42 a 63 anni) può avvenire lo sviluppo più cosciente della ʺparte spiritualeʺ, non più per un processo naturale, ma soltanto per libera iniziativa individuale, in forza dell’ Io precedentemente maturato. Inizia il ciclo delle forze che aiutano l’uomo a liberarsi dal karma:

  • MARTE  il principio aggressivo
  • GIOVE  il principio che progetta e sviluppa.
  • SATURNO  il principio che costringe e pone i limiti, inizio della vecchiaia.

Dopo i 63 anni continua lo sviluppo dell’elemento spirituale nell’uomo, per cui a fronte di un graduale diminuire dell’energia fisica e del deperimento delle forze vitali, alcuni possono sperimentare un aumento delle forze spirituali e di coscienza, corrispondente ai pianeti esterni del sistema solare.

Si nota chiaramente che tali forze archetipiche che si manifestano nell’evoluzione fisica e psichica ed esistenziale del singolo seguono, non caso, la disposizione dei pianeti secondo la sequenza della cosmologia tradizionale, con la Luna che apre il ciclo (la madre) e con Saturno (vecchiezza) che lo conclude, o ne avvia la conclusione.

Il periodo che segue al 63° anno è come una nuova fase della vita dell’uomo. Nuova perché non si è più sotto la diretta influenza del sistema solare e dei pianeti (almeno dei “sette” sub-saturniani). È un’età che può portare notevoli slanci di una nuova libertà, nuova giovinezza dell’anima. E’ la fase in cui, a completamento di quanto eventualmente intrapreso  nella triade precedente, alcuni uomini sarebbero orientati spontaneamente verso il (principio transpersonale).

Il succedersi ciclico di queste evoluzioni spiega perché nel corso degli anni la nostra “costituzione” può cambiare, malgrado il determinismo genetico. E’ bene fra l’altro, che un eventuale terapeuta sappia valutare i disturbi del paziente in relazione al suo stadio evolutivo, alla tappa che sta vivendo nel suo periodo di vita. Questa concezione dell’antroposofia, infatti, trova una esplicita applicazione non solo nella pedagogia ma anche in medicina. La medicina antroposofica dà particolare importanza ai settenni, alla direzione planetaria di questi archetipi che si riflette lungo i settenni nelle specifiche corrispondenze organiche, e all’impiego dei sette rimedi metallici (sono per lo più dei preparati omeopatici in diluizione decimale) impiegati secondo le indicazioni di Steiner. Tali aspetti della farmacologia antroposofica saranno oggetto di miei futuri articoli.

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L’Individuo vegetale nella botanica occulta

563730_222676504573287_508194214_nGli “esseri” appartenenti al regno vegetale (così come per gli altri regni della Natura) sul nostro piano fisico si manifestano come piante separate, diversi individui di una stessa specie. In realtà questi vari appartenenti a una stessa specie sono semplici manifestazioni di uno stesso Individuo vegetale, l’ “Archetipo” di quella specie. Questa “Intelligenza”, a differenza di quella di ciascun essere umano, non si incarna su questo piano; è come dire che quella Individualità non scende su questo piano e non manifesta qui il proprio stato cosciente. Secondo una certa nomenclatura dei piani sottili, l’essere cosciente delle piante corrisponde e si incarna al livello del piano mentale (specie nelle nomenclature teosofiche) o, in altri sistemi (antroposofia), all’astrale superiore.
In una scala gerarchica, si può dire anche che:

  • l’essere individuale umano (e il suo principio cosciente) si incarna sul piano fisico,
  • quello animale nel piano astrale
  • quello vegetale sul mentale inferiore
  • quello minerale evolutivamente più distante da noi, sul mentale superiore.

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In ognuno dei “regni” della Natura, agiscono quindi forze di ordine diverso, e tutti gli esseri che vi corrispondono seguono ciascuno una specifica linea evolutiva. Il fatto che nel regno vegetale agiscono esseri assai distanti dalla nostra evoluzione e dal nostro piano di incarnazione, si può notare che a differenza dell’Uomo e dell’Animale, gli esseri vegetali non possono spostare la loro dislocazione spaziale a volontà. Inoltre sia l’animale che l’umano nascono con tutti gli organi già formati. Nel vegetale invece la differenziazione alla nascita e alla proliferazione…

In ogni Individuo vegetale si manifesta un determinato tipo di “Intelligenza Naturale”. Questa Intelligenza vegetale si concretizza nel modo di agire di una determinata specie, nel suo modo di relazionarsi col terreno, con altre piante, di difendersi dai parassiti, secondo modalità che nella botanica occulta e tradizionale (di orientamento ermetico o paracelsiaco) sono dette segnature. Queste “segnature” possono essere classificate secondo criteri, zodiacali, planetari, umorali (caldo, freddo, secco ecc..secondo la medicina ippocratica) o di altra natura, ad esempio “morfologica”, come accade nei “fiori di Bach”.

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Come già detto, dunque, tutti gli esemplari di una data specie sono espressioni di un determinato Individuo vegetale e portatori di quel tipo di intelligenza che vive e si incarna attraverso le energie degli Esseri Elementari che contribuiscono all’edificazione di quella pianta. Queste energie, che operano in accordo con quella intelligenza naturale, possono essere in vario grado “estratte” con procedimenti sottili, uno dei quali è la trasformazione spagyrica, ed impiegate in chiave curativa, omeo-fisiologica, per integrare le stesse forze carenti o sbilanciate nell’organismo umano.

 

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Le preparazioni secondo il Magistero spagyrico hanno lo scopo specifico di estrarre i vari componenti non solo fisici ma anche energetici dei vegetali (o minerali o animali) e, in una certa misura, anche il principio Spirituale o Individuo di questi esseri, purificarli separatamente e ricongiungerli, esaltandoli ad un più alto livello evolutivo. Non diversamente opera sul minerale l’operazione spagyrico-alchemica con finalità terapeutica e spagyrica. Le operazioni sul “minerale” o sul metallo possono tuttavia avere portata ben maggiore. Sul minerale agiscono infatti forze ancora più “distanti” da noi.

Suggerimenti bibliografici:

– Il Conte di Gabalis, ovvero conversazioni sulle Scienze segrete (1670), Montfaucon de Villars, ed. Phoenix, Genova 1985.

– De Nymphis, Sylphis, Pygmaeis et Salamandris et coeteris spiritibus, Paracelso – pubblicato in “Scritti alchemici e magici“, ed. Phoenix, Genova 1991, pagg. 17-32.

– Le Entità spirituali nei corpi celesti e nei regni della natura, R. Steiner, Editrice Antroposofica.

– Le piante medicinali per la cura delle malattie (cfr. vol. n. 1), W. Pelikan, Natura e Cultura Edizioni.

Il cancro nella Medicina Antroposofica

Come ho accennato nel mio articolo sulla Tripartizione della fisiologia, secondo la Medicina Antroposofica vi sono forze contrapposte che guidano i processi di espansione e strutturazione. Le forze di espansione sono legate al corpo eterico; quelle di controllo e di strutturazione, che agiscono limitando le prime in senso quasi “centripeto”,  sono legate principalmente all’Io.

74111caca63fb61680163d041590bdb0b0bb26f4Queste due forze tendono a bilanciarsi fisiologicamente, secondo un equilibrio che tuttavia si modifica nel tempo. Come avevo  già detto le forze di “strutturazione”assumono un’importanza maggiore, con prevalenza dei fenomeni di sclerosi e in tarda età. Ciò in realtà non avviene per un aumento delle forze di strutturazione. Sono piuttosto le forze moltiplicative eteriche che si riducono progressivamente “sublimandosi”, si trasformano in forze di pensiero. Ad esempio con la menopausa le forze eteriche dell’ovaio subiscono una metamorfosi e diventano energie disponibili per lo sviluppo spirituale. Anche se in minor misura però, anche le forze di strutturazione si evolvono e trasferiscono la loro azione dal piano fisico-eterico a quello spirituale, trasformandosi in forze di pensiero. A sua volta lo stesso pensiero dovrà poi trovare un secondo livello di forze in grado di strutturarlo e contenerlo, in caso contrario si ha la schizofrenia.

Ora, le forze accrescitive eteriche potrebbero tuttavia, al momento opportuno, non trasformarsi effettivamente. Si crea così squilibrio tra le forze accrescitive e quelle strutturanti: 1) le prime non si trasformano a sufficienza e 2) le seconde – come detto – si riducono. E’ così che si generano le neoplasie.

E’ dunque una carente trasformazione delle forze vegetative a causare le neoplasie. Se terminata la crescita di un’organo o la sua funzionalità, queste forze vegetative o di crescita non subiscono un processo di metamorfosi restando sul piano eterico sotto forma di “isolotti di organizzazione” (espressione coniata da Steiner), temporaneamente quiescenti. Ad esempio tumori al seno, all’utero, alla prostata, insorgono in genere nelle fasi di vita in cui questi organi hanno perso la loro funzionalità, se le forze vegetative che li hanno retti non sono state trasformate adeguatamente. I tumori più frequenti sono quelli del Sistema del ricambio (apparato digerente, genitali ecc…); il sistema nervoso è invece il meno colpito, poiché in esso è stata spinta al massimo la potenza di “strutturazione”, a discapito però della capacità vegetativa di rigenerazione e riparazione. Il concetto di “isolotti di organizzazione” legato alle forze eteriche di un organo permette anche di dare una, sia pur parziale, spiegazione della localizzazione della formazione neoplastica.

descartes1bPer Steiner il cancro deve essere considerato come un “organo dei sensi erratico”. Ciò perché negli organi sensoriali, il Corpo astrale e l’Io, una volta formatesi le strutture, devono “ritirarsi” affinché questi organi possano svolgere la loro funzione percettiva. Questo è del tutto fisiologico trattandosi del polo sensoriale, ma è patologico negli altri poli. Ritirandosi dagli organi del “ricambio” le forze dell’Astrale e dell’Io lasciano il campo a forze eterico-vegetative rimaste quiescenti ed anche a forze terrestri extracorporee. Fra queste “forze terrestri” si debbono ritenere incluse tutta una serie di influenze esogene compresi fattori psichici, traumi, o anche influenze sottili e invisibili.

E’ bene notare che fra questi “aspetti scatenanti” spesso si colloca una frustrazione o un dilemma interiore non risolto, assopito ma che perdura da tempo. Questo tipo di attività si attua sul piano del corpo astrale. Generalmente questo processo drena forze al corpo eterico poichè esso dovrà sopperire alle carenze del corpo astrale, rigenerando ciò che in esso viene danneggiato. Alla lunga questi processi sottraggono all’eterico la capacità di sopperire alle sue normali attività e insorgono disturbi funzionali ad esempio stanchezza, insonnia, comparse anomale di macchie o nei, o fattori vari generalmente trascurati e che possono annunciare un quadro di pre-cancerosità. In genere se si somministrano rimedi omeopatici per trattare i tumori questi stadi regrediscono, segno allora che si era in presenza di una effettiva pre-cancerosi. In genere il tumore effettivo  si scatena quando compaiono cellule mutate, e si instaura se le difese immunitarie (in genere NK, e linfociti T citotossici) non sono in grado di eliminare rapidamente le cellule mutanti.

E’ essenziale, per guarire davvero da questa patologia, rafforzare le difese dell’organismo ma soprattutto potenziare le capacità strutturanti dell’organismo e favorire l’evoluzione delle forze eteriche non trasformate. [E’ abbastanza evidente che  nulla di tutto ciò viene svolto dalle terapie convenzionali attuali].

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R.Steiner intuì profonde potenzialità terapeutiche nel vischio (viscum album). La prima caratteristica notevole è che il vischio è un emiparassita in quanto ha bisogno di crescere su un albero ospite, da cui trae la linfa, pur avendo una fotosintesi autonoma. Si deve notare soprattutto che la presenza del vischio, a differenza di molti parassiti, non danneggia o compromette la vita dell’ospite. Generalmente il vischio cresce acquisendo una forma sferica, bilanciando perfettamente la forza di gravità e la crescita verticale, basso e alto. Il pollone si sviluppa crescendo sempre perpendicolarmente al ramo su cui è attaccato, secondo una modalità propria, a differenza di quasi tutte le altre piane che seguono uno specifico geotropismo. Questo evidenzia come il vischio, unitamente al fatto che non cresce sul terreno, è del tutto indipendente dalle forze tellurico-terrestri, che come detto hanno un certo ruolo sulle forze eteriche non controllate. Sono invece massimamente in azione forze strutturanti autonome che ne garantiscono la forma sferica, e un autonomo sviluppo indipendente sia dal geotropismo che dal fototropismo generale delle altre piante. Anche nel fatto che questa pianta trattiene pochissima acqua si nota l’azione elettivamente strutturante che tende a privilegiare la differenziazione, la specializzazione e l’ottimizzazione rispetto all’accumulo massimo.

Ovviamente questa intuizione non poteva che trovare conferma anche sul piano materiale, precedendo la scoperta, fra l’altro, di una serie di composti antitumorali nella pianta del vischio.

Nota

qui si è trattato l’aspetto sottile o “occulto” dell’azione della pianta, e le sue segnature “comportamentali”. Per l’aspetto biochimico, farmacodinamico e di preparazione farmaceutica del vischio rimando al mio articolo nella sezione di Fitoterapia.